Condominio

Amministratore di condominio cessato: obblighi e compenso

L'amministratore di condominio che cessa dall'incarico non si libera subito di ogni dovere: deve consegnare la documentazione e, nei casi urgenti, continuare a tutelare il condominio. La giurisprudenza distingue però tra passaggio di consegne fisiologico, gratuito, e gestione prolungata per mancata nomina del successore, che può dare diritto a un compenso. Ecco cosa prevede la legge e come muoversi.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·6 ottobre 2026 ·4 min

Il fatto e perché conta

Quando l'incarico dell'amministratore di condominio finisce — per dimissioni, revoca o scadenza del mandato — non tutto si chiude dall'oggi al domani. Restano a suo carico alcuni adempimenti, previsti dalla legge a tutela del condominio.

Il punto delicato è capire fin dove arrivano questi doveri e se per le attività svolte dopo la cessazione spetti o meno un compenso. La questione tocca da vicino sia l'amministratore uscente sia l'assemblea, che deve attivarsi per nominare il successore.

Inquadramento normativo

La base è l'art. 1129 del codice civile. Il comma 8 impone all'amministratore cessato di consegnare tutta la documentazione in suo possesso relativa al condominio e ai singoli condòmini, oltre a eseguire le attività urgenti necessarie a evitare pregiudizi agli interessi comuni, senza diritto a ulteriori compensi.

Si tratta di un obbligo strumentale, imposto direttamente dalla legge: serve a garantire la continuità della gestione nel momento di passaggio tra due amministrazioni. Il comma 11 del medesimo articolo, inoltre, conferma che la revoca o le dimissioni non interrompono la necessità di una tempestiva nomina del nuovo amministratore da parte dell'assemblea.

Va fatta una precisazione. Si parla talvolta, in dottrina e in giurisprudenza, di *prorogatio* dei poteri dell'amministratore cessato. È bene chiarire che non si tratta di una categoria testualmente codificata per il condominio: è una costruzione interpretativa elaborata per inquadrare la fase di transizione. La norma, in senso stretto, parla soltanto di consegna dei documenti e di attività urgenti.

Le due situazioni

La distinzione pratica più importante riguarda il compenso.

Primo caso: passaggio di consegne fisiologico. L'assemblea nomina il nuovo amministratore entro tempi ragionevoli. L'amministratore uscente consegna la documentazione e compie, se necessario, gli atti urgenti. Queste attività rientrano nell'obbligo legale e sono gratuite: non legittimano una richiesta di ulteriore pagamento, trattandosi dell'ultimo segmento del mandato già retribuito.

Secondo caso: gestione prolungata. L'assemblea non provvede a nominare il successore e l'amministratore cessato continua, di fatto, a gestire il condominio ben oltre la fase di passaggio. Qui lo scenario cambia. Una gestione protratta nel tempo, che va oltre la consegna e le urgenze, può configurare un'attività ulteriore e come tale remunerabile.

Quest'ultima lettura è coerente con l'orientamento che, già in passato, ha riconosciuto all'amministratore un compenso per la gestione di fatto protratta, quando essa eccede i limiti del semplice completamento del mandato e risponde a un'esigenza concreta del condominio rimasto privo di guida.

Il discrimine, quindi, è funzionale: un conto è chiudere ordinatamente il rapporto, altro è supplire per mesi all'inerzia dell'assemblea.

Implicazioni pratiche

Per l'amministratore uscente: non si può pretendere un compenso per la mera consegna dei documenti e per gli atti urgenti. Ma se la gestione si protrae per l'inerzia dell'assemblea, è opportuno documentare le attività svolte, perché potrebbero fondare una legittima pretesa.

Per il condominio e l'assemblea: trascurare la nomina del nuovo amministratore non è neutro. L'inerzia può generare costi e contenziosi. Convocare tempestivamente l'assemblea è il modo più sicuro per contenere il rischio.

Cosa fare in concreto

Consigliamo, nei casi di passaggio conflittuale o di gestione protratta, di far valutare la posizione a un professionista prima di avanzare o contestare richieste economiche.

*Nota: eventuali pronunce di legittimità citate vanno sempre verificate nel testo integrale, numero e data di deposito prima di assumerle a fondamento di una decisione.*

Disclaimer. Contributo informativo a cura di Tamburro Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale. Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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