Premio Buone Pratiche di Amministrazione Condivisa: candidature aperte
Il Forum Terzo Settore ha aperto le candidature per il Premio Buone Pratiche di Amministrazione Condivisa, nell'ambito del Festival dell'Economia Civile. L'iniziativa valorizza le collaborazioni tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore fondate sull'articolo 55 del Codice del Terzo Settore. Per gli enti, un'occasione per dare visibilità a percorsi di co-programmazione e co-progettazione già avviati.
Di cosa si tratta
Il Forum Terzo Settore ha lanciato, nel quadro del Festival dell'Economia Civile, il Premio Buone Pratiche di Amministrazione Condivisa. L'obiettivo è raccogliere e valorizzare le esperienze in cui enti pubblici ed enti del Terzo settore (ETS) hanno costruito rapporti collaborativi ai sensi dell'articolo 55 del Codice del Terzo Settore.
Possono candidarsi Comuni, Unioni di Comuni, Province, Città metropolitane e gli ETS coinvolti nei percorsi. La scadenza indicata è il 23 agosto 2026: il termine e le modalità vanno verificati sul regolamento pubblicato dal Forum, poiché soggetti a possibili proroghe.
Inquadramento normativo
L'amministrazione condivisa trova fondamento costituzionale nell'articolo 118, comma 4, della Costituzione, che sancisce il principio di sussidiarietà orizzontale: cittadini, singoli e associati, sono favoriti nello svolgimento di attività di interesse generale.
La disciplina di dettaglio è contenuta nell'articolo 55 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), che individua due strumenti principali: la co-programmazione, finalizzata a individuare bisogni e interventi, e la co-progettazione, diretta a definire e realizzare progetti specifici. Si tratta di moduli collaborativi, non concorrenziali: pubblica amministrazione ed ETS operano come partner verso un fine comune, non come committente e appaltatore.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 131 del 2020, ha chiarito questo punto in modo netto. L'amministrazione condivisa costituisce un modello alternativo e distinto rispetto all'affidamento disciplinato dal Codice dei contratti pubblici. Quando la PA persegue con gli ETS finalità di interesse generale in logica collaborativa, non si applica la logica del mercato e della gara.
Il quadro operativo è completato dal Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 72 del 31 marzo 2021, che ha adottato le Linee guida sul rapporto tra pubbliche amministrazioni ed enti del Terzo settore ai sensi degli articoli 55-57 del Codice (numerazione da verificare sul provvedimento ufficiale). Il documento fornisce indicazioni procedurali su avvisi, individuazione dei partner e formalizzazione degli accordi.
Implicazioni pratiche
Per un ente pubblico che ha già attivato percorsi di co-progettazione, il premio è occasione per documentare e rendere visibile un metodo di lavoro. Per un ETS, è uno strumento di riconoscimento reputazionale.
La candidatura, tuttavia, richiede di ricostruire l'iter seguito. Ed è qui che emergono i profili più delicati: molte collaborazioni nate come amministrazione condivisa presentano, all'esame, elementi che le avvicinano a un affidamento di servizi. La qualificazione corretta del rapporto non è un dettaglio formale, ma incide sulla legittimità dell'intero percorso.
Attenzione ai profili di rischio
Tre aspetti meritano verifica prima di presentare la documentazione.
Il primo è la qualificazione del rapporto. Se l'ETS eroga un servizio a fronte di un corrispettivo, in posizione sostanzialmente esecutiva, il rapporto rischia di configurarsi come appalto, con conseguente applicazione del Codice dei contratti. L'amministrazione condivisa presuppone invece una reale condivisione di risorse, responsabilità e finalità.
Il secondo è la trasparenza della procedura di selezione dei partner. Anche fuori dalla logica di gara, l'articolo 55 e le Linee guida impongono avvisi pubblici, criteri predefiniti e verbalizzazione delle scelte.
Il terzo riguarda il trattamento economico. Nell'amministrazione condivisa sono ammessi rimborsi delle spese effettivamente sostenute e documentate, non compensi che remunerino un utile d'impresa. La confusione tra rimborso e corrispettivo è tra le criticità più frequenti nei rilievi degli organi di controllo.
Cosa fare in concreto
- Verificare la scadenza e le modalità di candidatura direttamente sul regolamento pubblicato dal Forum Terzo Settore, tenendo conto di eventuali proroghe.
- Ricostruire la documentazione del percorso: delibere, avvisi pubblici, verbali di co-progettazione, accordi sottoscritti.
- Qualificare correttamente il rapporto, distinguendo l'amministrazione condivisa dall'affidamento di servizi alla luce della sentenza Corte cost. n. 131/2020.
- Controllare il trattamento economico, verificando che gli importi corrispondano a rimborsi di spese documentate e non a corrispettivi.
- È opportuno un esame preventivo della documentazione, per individuare eventuali disallineamenti procedurali prima della presentazione.
Conclusione
Il premio non è solo un riconoscimento: è un banco di prova della solidità giuridica delle collaborazioni realizzate. La partecipazione presuppone un percorso documentato e correttamente qualificato. Un'occasione, quindi, anche per verificare la tenuta delle prassi adottate.
Ogni ente del terzo settore ha la sua storia.
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