Casa familiare all'ex: resta se il figlio studia fuori sede?
La Corte di Cassazione ribadisce un principio importante per chi affronta una separazione: l'assegnazione della casa familiare non decade automaticamente quando il figlio maggiorenne si trasferisce altrove per motivi di studio. Ciò che conta è il mantenimento di un legame stabile con l'abitazione d'origine, luogo di riferimento a cui il figlio torna abitualmente.
Il principio affermato dalla Cassazione
La questione è ricorrente: cosa succede all'assegnazione della casa familiare quando il figlio, ormai maggiorenne, va a studiare in un'altra città? Il genitore che non abita più nell'immobile può chiederne la restituzione sostenendo che il figlio, di fatto, non vi risiede più?
La risposta della giurisprudenza è negativa. Con una serie di pronunce costanti (Cass., sez. I, n. 25604/2018, n. 15367/2015, n. 14553/2011 e n. 23591/2010), la Corte ha chiarito che il trasferimento del figlio per ragioni di studio non fa venire meno il diritto all'assegnazione, purché permanga un collegamento effettivo e stabile con la casa d'origine.
Inquadramento normativo
L'assegnazione della casa familiare è disciplinata dall'art. 337-sexies del Codice civile. La norma prevede che il godimento della casa sia attribuito tenendo conto prioritariamente dell'interesse dei figli, non della titolarità della proprietà. In altre parole, il genitore proprietario può vedersi "escludere" dall'uso dell'immobile se questo è assegnato all'altro genitore in quanto collocatario dei figli.
La ratio è la tutela della continuità dell'ambiente domestico: si vuole evitare che il minore o il giovane adulto non ancora autosufficiente subisca, oltre alla frattura del nucleo familiare, anche lo sradicamento dal proprio *habitat* (l'ambiente di vita abituale).
La Cassazione ha precisato che il concetto di "convivenza" con il genitore assegnatario va inteso in senso non rigidamente materiale. Il figlio universitario che vive in un'altra città durante l'anno accademico, ma che rientra a casa nei periodi di sospensione degli studi e mantiene lì il proprio centro di riferimento affettivo ed economico, conserva un legame giuridicamente rilevante con l'abitazione.
Implicazioni pratiche
Per il genitore proprietario dell'immobile, la conseguenza è chiara: non basta dimostrare che il figlio dorme abitualmente altrove per ottenere la revoca dell'assegnazione. Occorre provare che il figlio ha reciso ogni legame con la casa, oppure che ha raggiunto una piena autonomia economica.
Quest'ultimo punto è decisivo. L'assegnazione è funzionale al mantenimento dei figli non ancora indipendenti. Quando il figlio maggiorenne diventa economicamente autosufficiente — perché lavora stabilmente o comunque è in grado di provvedere a sé — cade il presupposto che giustifica l'assegnazione, indipendentemente dal luogo dove vive.
È importante distinguere due situazioni che spesso vengono confuse:
- il figlio che studia fuori sede ma resta a carico dei genitori: l'assegnazione si conserva;
- il figlio che ha raggiunto l'indipendenza economica: l'assegnazione può essere revocata, previa istanza al giudice.
La revoca, in ogni caso, non è mai automatica. Serve un provvedimento del giudice, su domanda della parte interessata, che valuti caso per caso la situazione concreta.
Cosa fare in concreto
- Documentate la situazione del figlio. Se siete il genitore assegnatario, conservate prove del legame con la casa: rientri periodici, residenza anagrafica, spese sostenute, dipendenza economica.
- Verificate l'autonomia economica. Se siete il genitore proprietario e ritenete che il figlio sia ormai indipendente, raccogliete elementi concreti (contratto di lavoro stabile, redditi, abitazione autonoma).
- Non agite di iniziativa. Non riappropriatevi dell'immobile né interrompete unilateralmente gli obblighi: la modifica dell'assegnazione richiede un provvedimento del giudice.
- Presentate istanza di modifica. La revoca o modifica dell'assegnazione va richiesta con apposito ricorso, allegando le circostanze sopravvenute.
- Valutate una consulenza mirata. Ogni situazione familiare ha peculiarità che incidono sull'esito: consigliamo di far esaminare la vostra posizione prima di intraprendere qualsiasi iniziativa giudiziale.
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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*
Ogni famiglia ha il suo equilibrio.
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