Assegno sociale: la nuova domanda semplificata INPS dal 15 giugno 2026
L'INPS avrebbe aggiornato la procedura online per la domanda di assegno sociale, con dati precompilati e meno passaggi a partire dal 15 giugno 2026. La novità riguarda la forma, non la sostanza: requisiti anagrafici e reddituali restano gli stessi. Chi compila resta responsabile delle dichiarazioni, anche se precaricate dal sistema.
Una premessa sulla fonte
Il presente contributo prende spunto dal Messaggio INPS n. 1997 indicato con data 15 giugno 2026. Trattandosi di documento la cui pubblicazione e numerazione vanno verificate sul portale ufficiale dell'Istituto, invitiamo a confrontare quanto segue con il testo definitivo. L'analisi che proponiamo riguarda il quadro normativo dell'assegno sociale, che resta stabile a prescindere dalle modifiche procedurali.
Un chiarimento di metodo: l'assegno sociale non è una prestazione di natura lavoristica, ma una prestazione assistenziale di sicurezza sociale, erogata in funzione del bisogno e indipendente dalla contribuzione versata. Va quindi collocata nell'ambito del diritto della previdenza e dell'assistenza, non del diritto del lavoro in senso stretto.
Inquadramento normativo
L'assegno sociale è disciplinato dall'art. 3, comma 6, della L. 8 agosto 1995, n. 335, che lo ha introdotto in sostituzione della pensione sociale per le domande presentate dal 1° gennaio 1996. Spetta ai cittadini che abbiano compiuto l'età prevista, si trovino in condizioni economiche disagiate e rispettino i requisiti di residenza e soggiorno sul territorio italiano.
Il requisito anagrafico non è fisso: è soggetto agli adeguamenti automatici alla speranza di vita introdotti dalla cosiddetta riforma Fornero (D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214). Anche le soglie reddituali vengono rivalutate annualmente: il valore aggiornato è pubblicato ogni anno con apposita circolare INPS di rivalutazione delle prestazioni assistenziali. È quindi necessario verificare gli importi vigenti per l'anno di riferimento, e non basarsi su dati relativi a esercizi precedenti.
Cosa cambia con la domanda semplificata
La novità annunciata riguarda l'interfaccia e i passaggi della domanda telematica: il sistema propone alcuni dati precompilati attingendo agli archivi già in possesso dell'Istituto. L'obiettivo è ridurre gli errori di compilazione e accelerare l'istruttoria.
È però essenziale distinguere tra semplificazione procedurale e invarianza dei presupposti sostanziali. La domanda più snella non amplia la platea dei beneficiari, non modifica le soglie di reddito e non incide sui requisiti di residenza. Cambia il modo di chiedere la prestazione, non il diritto a ottenerla.
Precompilazione e responsabilità del dichiarante
Il dato precompilato non solleva l'istante dalla propria responsabilità. La domanda di assegno sociale contiene dichiarazioni sostitutive rese ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445: chi sottoscrive risponde della veridicità di quanto attestato, anche se il dato è stato proposto automaticamente dal sistema.
L'affidamento sul precompilato, in altre parole, non costituisce una scusante. Se il dato precaricato è inesatto o incompleto, è onere del richiedente correggerlo prima dell'invio. La dichiarazione mendace espone alle conseguenze previste dagli artt. 75 e 76 del medesimo D.P.R. 445/2000, oltre alla revoca della prestazione.
Verifiche reddituali e recupero dell'indebito
L'assegno sociale è soggetto a verifica reddituale periodica: l'Istituto controlla che le condizioni economiche persistano nel tempo. Quando emergono redditi superiori alle soglie o il venir meno dei requisiti, le somme erogate in eccesso diventano prestazioni indebite, soggette a recupero secondo la disciplina applicabile (tra cui l'art. 38 della L. 27 dicembre 2001, n. 448, sui recuperi di prestazioni assistenziali indebitamente percepite).
Il recupero può avvenire anche a distanza di tempo e per importi rilevanti. Per questo la cura nella dichiarazione iniziale e la tempestiva comunicazione delle variazioni reddituali non sono adempimenti formali, ma tutele concrete del patrimonio del beneficiario.
Cosa fare in concreto
- Verifica i requisiti aggiornati: controlla età anagrafica e soglia reddituale vigenti per l'anno in corso, consultando la circolare INPS di rivalutazione.
- Rileggi i dati precompilati: non inviare la domanda senza aver confrontato voce per voce i dati proposti con la tua situazione reale.
- Conserva la documentazione: è opportuno custodire ricevuta di invio, dichiarazioni rese e documenti reddituali, per almeno il periodo soggetto a controllo.
- Comunica tempestivamente le variazioni: segnala all'INPS ogni cambiamento di reddito o di residenza che possa incidere sul diritto.
- Valuta il canale del patronato: l'assistenza dei patronati per la presentazione della domanda è gratuita e può ridurre gli errori di compilazione.
Disclaimer
Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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