Lavoro

Assegno sociale 2026: la nuova domanda semplificata INPS

Dal 15 giugno 2026 l'INPS aggiorna la procedura telematica per la domanda di assegno sociale. La modifica riguarda l'interfaccia e il flusso di compilazione, non i requisiti sostanziali. Per chi presenta istanza è utile distinguere ciò che cambia davvero dagli obblighi che restano, a partire dai limiti reddituali e dai doveri di comunicazione successivi alla concessione.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·16 giugno 2026 ·4 min

Assegno sociale 2026: cosa cambia nella domanda

L'INPS ha annunciato una revisione del servizio online per la presentazione della domanda di assegno sociale, operativa dal 15 giugno 2026. L'intervento è di natura procedurale: riguarda la compilazione guidata, il precaricamento di alcuni dati già in possesso dell'Istituto e la riduzione dei passaggi richiesti al cittadino.

*Avvertenza sulla fonte.* Numero e data del messaggio INPS di riferimento vanno verificati sul portale ufficiale al momento della pubblicazione: il presente contributo si basa su comunicazioni istituzionali la cui esatta classificazione amministrativa può essere confermata solo sul sito dell'Istituto.

Il punto da tenere fermo è che cambia il *come* si presenta la domanda, non il *se* e a quali condizioni spetta la prestazione. I requisiti restano quelli di legge.

Inquadramento normativo

L'assegno sociale è disciplinato dall'art. 3, comma 6, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che lo ha introdotto in sostituzione della pensione sociale per i soggetti privi di reddito o con redditi inferiori alle soglie fissate annualmente.

L'età anagrafica di accesso è regolata dall'art. 20, comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che ha legato il requisito anagrafico all'innalzamento progressivo dell'età pensionabile. A ciò si aggiungono i requisiti di cittadinanza, residenza effettiva e stabile in Italia e soggiorno legale continuativo per i cittadini non comunitari.

La prestazione è inoltre soggetta a verifica reddituale annuale. La soglia di reddito è aggiornata di anno in anno con apposita circolare INPS in base alla rivalutazione: indicativamente si colloca, nelle annualità più recenti, intorno a poche migliaia di euro annui per il singolo, con un limite raddoppiato per il soggetto coniugato in considerazione del reddito del coniuge. Il valore esatto per il 2026 va riscontrato sulla circolare di rivalutazione di riferimento.

Implicazioni pratiche per il richiedente

La semplificazione riduce gli oneri di compilazione, ma non incide sulla sostanza dei controlli. Il dato reddituale dichiarato resta soggetto a verifica incrociata con l'Anagrafe tributaria e con le banche dati INPS.

È qui che si concentra il profilo di rischio. L'assegno sociale è una prestazione assistenziale strettamente legata alla condizione economica: una dichiarazione incompleta o non aggiornata, anche se involontaria, può determinare l'erogazione di somme non dovute.

Indebito e recupero delle somme: i profili di responsabilità

Se l'INPS accerta l'insussistenza o il venir meno dei requisiti, procede alla revoca della prestazione e al recupero degli importi percepiti senza titolo. Il fondamento è il principio dell'indebito oggettivo di cui all'art. 2033 del codice civile: chi riceve un pagamento non dovuto è tenuto a restituirlo.

In materia previdenziale la buona fede del percettore non esclude di per sé l'obbligo di restituzione, ma può rilevare sul piano delle modalità di recupero e degli accessori. L'Istituto, di regola, consente la rateizzazione del debito a fronte di importi rilevanti. Diversa è la posizione di chi abbia reso dichiarazioni non veritiere, che espone a conseguenze più gravi anche sul piano sanzionatorio.

�È quindi essenziale curare con attenzione la dichiarazione iniziale e, soprattutto, mantenerla aggiornata. La variazione dei redditi del nucleo, anche del solo coniuge, o un trasferimento di residenza all'estero superiore ai limiti consentiti, incidono direttamente sul diritto alla prestazione.

Cosa fare in concreto

  1. Verificate i requisiti prima di presentare domanda: età, residenza effettiva, cittadinanza e soglia reddituale aggiornata per il 2026.
  2. Controllate i dati precaricati dalla nuova procedura: la semplificazione non vi solleva dalla responsabilità su quanto dichiarato.
  3. Conservate la documentazione reddituale vostra e del coniuge, utile in sede di eventuale verifica.
  4. Comunicate tempestivamente all'INPS ogni variazione di reddito, residenza o stato civile successiva alla concessione.
  5. In caso di richiesta di restituzione, valutate la possibilità di rateizzazione e fate esaminare i presupposti del recupero prima di accettare l'addebito.

Disclaimer

Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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