Assegno unico e figli: a chi spetta dopo la separazione
Come si ripartisce l'assegno unico e universale tra genitori separati o divorziati? Il tema torna centrale perché tocca direttamente il mantenimento dei figli. La regola operativa distingue tra affidamento condiviso, dove la prassi INPS prevede il 50%, e affidamento esclusivo, dove l'importo tende a confluire su un solo genitore. Vediamo cosa dice la disciplina e come muoversi in concreto.
Assegno unico: una misura pensata per il figlio
L'assegno unico e universale (AUU) è la misura di sostegno economico per i figli a carico introdotta dalla legge delega 1° aprile 2021, n. 46, e attuata dal D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230. È bene chiarire subito un punto che genera molti equivoci: l'assegno serve al figlio, non è un vantaggio patrimoniale del genitore che lo incassa.
Questa funzione "figlio-centrica" non è un dettaglio teorico. Determina il criterio con cui l'importo va ripartito quando i genitori sono separati o divorziati e vivono in nuclei distinti. Il denaro deve raggiungere il minore nel modo più coerente con l'organizzazione concreta della sua vita quotidiana.
Inquadramento normativo e prassi INPS
Il D.Lgs. n. 230/2021 individua nei genitori i destinatari del beneficio in quanto esercenti la responsabilità genitoriale, in ragione dei figli a carico. La gestione operativa è affidata all'INPS, che ha declinato i criteri di ripartizione nelle proprie istruzioni applicative (in particolare la circolare INPS n. 23/2022 e i successivi messaggi di aggiornamento).
La distinzione operativa che interessa i genitori separati è netta:
- Affidamento condiviso: in via generale l'assegno è ripartito al 50% tra i due genitori, salvo diverso accordo tra le parti che indichi all'INPS un riparto differente.
- Affidamento esclusivo: l'importo è di regola riconosciuto per intero al genitore affidatario, coerentemente con il fatto che è lui a sostenere in via prevalente le esigenze del figlio.
È possibile inoltre concordare, anche in caso di affido condiviso, che l'intero assegno sia erogato a un solo genitore, tipicamente quello presso cui il figlio è collocato in via prevalente. Questa scelta va comunicata all'INPS e trova fondamento nell'accordo delle parti o in un provvedimento del giudice.
Il principio: seguire l'interesse concreto del minore
Sul piano interpretativo, la ragione di fondo è lineare. Poiché l'assegno è funzionale al mantenimento del figlio, la sua destinazione deve seguire chi provvede materialmente ai suoi bisogni. Non si tratta di premiare o penalizzare un ex coniuge, ma di far arrivare la misura dove produce l'effetto voluto dal legislatore.
Da qui derivano due conseguenze pratiche. La prima: la mera regola del 50% nell'affido condiviso non è intangibile, perché può essere superata da accordo o da provvedimento che tenga conto del collocamento prevalente. La seconda: l'attribuzione integrale al genitore affidatario in caso di affido esclusivo non toglie all'altro genitore l'obbligo di mantenimento, che resta disciplinato dal titolo (sentenza o accordo) e non si esaurisce nell'AUU.
Implicazioni pratiche per i genitori separati
Per chi vive una separazione, il tema ha ricadute concrete e immediate:
- La ripartizione dell'assegno non sostituisce l'assegno di mantenimento fissato dal giudice.
- Un'errata compilazione della domanda INPS può portare a riparti non voluti o a contestazioni tra ex coniugi.
- Le condizioni di affidamento incidono direttamente sulla percentuale spettante, quindi vanno rispecchiate con precisione nella domanda.
- Eventuali accordi sul riparto conviene formalizzarli, per evitare incertezze future.
Cosa fare in concreto
- Verificate il vostro titolo (sentenza, decreto o accordo di separazione) per accertare il regime di affidamento e l'eventuale collocamento prevalente del figlio.
- Compilate la domanda INPS indicando con esattezza la condizione di affidamento: è il dato che determina la ripartizione automatica.
- Mettete per iscritto ogni accordo con l'altro genitore su un riparto diverso dal 50% e comunicatelo all'INPS.
- Tenete distinti assegno unico e assegno di mantenimento: sono due voci diverse, con fonti e funzioni proprie.
- Rivolgetevi a un legale in caso di contestazione sul riparto o di modifica delle condizioni di affidamento, prima di procedere con variazioni unilaterali.
Un ultimo richiamo di metodo: gli orientamenti giurisprudenziali e le istruzioni INPS in materia sono in evoluzione. Prima di assumere decisioni consigliamo di verificare la versione aggiornata delle circolari applicabili e la posizione della giurisprudenza al momento della domanda.
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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
Ogni famiglia ha il suo equilibrio.
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