Astensione dei penalisti dal 23 al 29 settembre: le ragioni della protesta sul sovraffollamento carcerario
L'Unione delle Camere Penali ha proclamato l'astensione dalle udienze dal 23 al 29 settembre, in protesta contro il sovraffollamento delle carceri e le condizioni di detenzione. Con il Lazio al 149% di capienza e 125 decessi dall'inizio dell'anno, la mobilitazione riporta al centro il tema del diritto di difesa e della dignità della pena.
Il fatto
Dal 23 al 29 settembre gli avvocati penalisti hanno annunciato l'astensione dalle udienze. Si tratta di una forma di protesta collettiva contro il sovraffollamento delle carceri italiane e le condizioni di detenzione ritenute lesive dei diritti fondamentali dei detenuti.
I numeri diffusi restituiscono la dimensione del problema. Il Lazio registra un tasso di affollamento del 149%, cioè ospita circa una volta e mezza i detenuti che le strutture potrebbero contenere. Dall'inizio dell'anno si contano 125 decessi in carcere, tra suicidi e altre cause. Sono dati che, secondo la categoria, incidono direttamente sulla tenuta del sistema penale nel suo complesso.
Cos'è l'astensione dei penalisti
L'astensione non è uno sciopero in senso tecnico. È l'esercizio di una libertà riconosciuta agli avvocati, disciplinata dal Codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze approvato dalla Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali (legge 146/1990). L'astensione bilancia il diritto di protesta della categoria con la tutela del servizio giustizia, considerato essenziale.
In concreto, il difensore che aderisce comunica la propria adesione e chiede il rinvio dell'udienza. Il giudice deve disporre il rinvio, salvo le eccezioni previste dal codice di autoregolamentazione: restano garantite, ad esempio, le udienze con imputati detenuti che non prestino consenso al rinvio, quelle con termini di prescrizione o di custodia cautelare in scadenza, e i procedimenti con parti che potrebbero subire un pregiudizio grave dal differimento.
Il nodo giuridico: sovraffollamento e diritto di difesa
La protesta si collega a un tema noto alla giurisprudenza europea. Con la sentenza *Torreggiani c. Italia* del 2013, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per violazione dell'articolo 3 della Convenzione, che vieta i trattamenti inumani o degradanti. Il sovraffollamento cronico, quando riduce lo spazio individuale sotto i tre metri quadrati, integra tale violazione.
Sul piano interno, l'articolo 27 della Costituzione stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. La protesta dei penalisti collega inoltre le condizioni carcerarie al diritto di difesa tutelato dall'articolo 24 della Costituzione: un imputato detenuto in condizioni degradate difficilmente può partecipare in modo effettivo al proprio processo.
Cosa cambia per chi ha un processo in corso
Per imputati, parti offese e testimoni convocati nei giorni dell'astensione, l'effetto pratico più immediato è il possibile rinvio dell'udienza. Il rinvio, però, non è automatico in tutti i casi.
Se siete parte di un procedimento con termini in scadenza, o se avete uno specifico interesse a che l'udienza si tenga, il quadro va verificato caso per caso. L'astensione del difensore, inoltre, richiede coordinamento: l'imputato libero può opporsi al rinvio, ma le conseguenze processuali vanno valutate con attenzione.
Cosa fare in concreto
- Verificate se la vostra udienza cade nella settimana 23-29 settembre e chiedete conferma al vostro difensore sull'eventuale adesione all'astensione.
- Controllate i termini processuali: prescrizione, misure cautelari e decadenze non si sospendono per effetto dell'astensione, salvo le regole di rinvio applicabili.
- Se siete detenuti o familiari di detenuti, segnalate tempestivamente al difensore ogni situazione di scadenza o urgenza che possa incidere sulla scelta di rinviare.
- Documentate le condizioni di detenzione: dati su spazio individuale, salute e assistenza possono rilevare ai fini di rimedi risarcitori o preventivi previsti dall'ordinamento penitenziario.
- Non date per scontato il rinvio: chiedete conferma scritta della nuova data una volta disposta dal giudice.
Uno sguardo d'insieme
La mobilitazione riporta l'attenzione su un problema strutturale che non si risolve con un singolo intervento. Il sovraffollamento incide sulla legittimità della pena e sull'effettività del processo. Al di là dell'iniziativa di categoria, resta il dato che le condizioni di detenzione sono materia di diritti fondamentali, con strumenti di tutela sia interni sia sovranazionali.
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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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