Ausili e assistenza protesica: lo stallo che allarga i divari territoriali
UILDM torna a denunciare lo stallo che frena l'accesso equo ad ausili e assistenza protesica. Al centro, i divari tra Regioni e la mancata revisione degli strumenti disponibili. La questione tocca diritti essenziali per migliaia di persone con disabilità e famiglie: capire lo scenario normativo aiuta a orientarsi tra prestazioni dovute e ritardi applicativi.
Il fatto
Il 15 luglio 2026 UILDM, insieme ad Ausili di Confindustria Dispositivi Medici, ha rilanciato l'allarme su un nodo irrisolto: l'accesso ad ausili e assistenza protesica resta disomogeneo sul territorio nazionale. Persone con la stessa condizione clinica ottengono risposte diverse a seconda della Regione di residenza.
La richiesta è chiara: superare lo stallo che blocca l'aggiornamento degli strumenti disponibili e riconoscere il valore sociale, non solo sanitario, degli ausili. Non un tema tecnico per addetti ai lavori, ma una questione di effettività dei diritti.
Inquadramento normativo
L'assistenza protesica rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), definiti dal D.P.C.M. 12 gennaio 2017. Gli allegati 5 (assistenza protesica) e 12 (nomenclatore) individuano gli ausili erogabili a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Qui sta il punto critico. Il nomenclatore protesico, cioè l'elenco degli ausili prescrivibili con i relativi codici, richiede periodici aggiornamenti per restare al passo con l'evoluzione tecnologica. La sua revisione dipende da un decreto attuativo (il cosiddetto "decreto tariffe") la cui piena operatività ha accumulato ritardi. Finché il meccanismo non funziona a regime, le Regioni applicano criteri e tempistiche non uniformi.
A questo si aggiunge il quadro della Legge 227/2021 (delega in materia di disabilità) e dei relativi decreti, che spingono verso un approccio centrato sul progetto di vita della persona. Ma il principio, per tradursi in prestazioni concrete, ha bisogno di strumenti amministrativi allineati.
Perché lo stallo produce divari
Il SSN è organizzato su base regionale. Quando manca un riferimento nazionale aggiornato e vincolante, ciascuna Regione riempie il vuoto con proprie delibere. Il risultato è un mosaico: tempi di autorizzazione, tipologie di ausili riconosciuti e criteri di rinnovo variano da territorio a territorio.
Per la persona con disabilità questo significa incertezza. Un ausilio essenziale per l'autonomia può essere erogato rapidamente in una Regione e restare bloccato in un'altra, magari perché non ancora codificato o perché soggetto a procedure più farraginose.
Implicazioni pratiche
Per le persone interessate e per le famiglie le conseguenze sono concrete:
- Tempi di attesa dilatati e non prevedibili per l'erogazione dell'ausilio.
- Disparità di accesso a parità di condizione clinica, in funzione della residenza.
- Difficoltà nel rinnovo e nell'adeguamento tecnologico degli ausili già in uso.
- Onere probatorio spesso ricaduto sulla persona, chiamata a documentare e sollecitare la prestazione dovuta.
È utile ricordare che le prestazioni ricomprese nei LEA costituiscono diritti esigibili: il ritardo o il diniego non motivato può essere contestato nelle sedi competenti. Il divario territoriale, pur reale, non trasforma un diritto in una concessione discrezionale.
Cosa fare in concreto
- Documentate ogni passaggio. Conservate prescrizione specialistica, richiesta all'ASL, ricevute di protocollo e comunicazioni. La tracciabilità è la base di ogni eventuale contestazione.
- Verificate la delibera regionale applicabile. Controllate i tempi e i criteri fissati dalla vostra Regione: il termine di risposta dell'amministrazione non è indefinito.
- Sollecitate formalmente in caso di silenzio. Un'istanza scritta con richiesta di riscontro entro un termine mette in mora l'amministrazione e apre la strada a tutele successive.
- Distinguete diniego e ritardo. Un rifiuto va motivato per iscritto; un ritardo ingiustificato su una prestazione LEA può essere impugnato. In entrambi i casi consigliamo di valutare la posizione con assistenza qualificata.
- Coinvolgete le associazioni di riferimento. Realtà come UILDM offrono supporto informativo e possono segnalare prassi virtuose adottate in altri territori.
Uno sguardo d'insieme
Il riconoscimento del "valore sociale" degli ausili, richiamato da UILDM, invita a leggere la protesica non come mera spesa sanitaria ma come strumento di partecipazione e autonomia. È una prospettiva coerente con la logica del progetto di vita introdotta dalla riforma della disabilità.
La strada per ridurre i divari passa da un aggiornamento tempestivo del nomenclatore e da una piena operatività degli strumenti attuativi. Nel frattempo, conoscere i propri diritti e presidiare le procedure resta la difesa più concreta contro le disparità.
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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*
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