Lavoro

Cassa integrazione per caldo eccessivo: edilizia e agricoltura

Le ondate di calore fermano i cantieri e i campi. Per i lavoratori edili e agricoli esistono strumenti di integrazione salariale dedicati, ma con presupposti e procedure diverse a seconda del settore. Comprendere quale tutela si applica, e a quali condizioni, è decisivo per evitare domande respinte e periodi non coperti. Vediamo come funziona la causale legata alle temperature elevate.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·28 giugno 2026 ·4 min

Due settori, due strumenti diversi

Il primo errore da evitare è trattare edilizia e agricoltura come se condividessero la stessa cassa integrazione. Non è così.

Per i lavoratori edili opera la Cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO), disciplinata dal d.lgs. 148/2015. Quando la sospensione o riduzione dell'attività dipende dal caldo eccessivo, l'INPS la inquadra tra gli eventi oggettivamente non evitabili (EONE).

Per i lavoratori agricoli lo strumento è invece la CISOA, la Cassa integrazione salariale operai agricoli. La sua disciplina nasce con la legge 457/1972, ma è oggi integrata e modificata dal d.lgs. 148/2015 (artt. 8 e seguenti), che ne ha aggiornato presupposti e procedure. La CISOA copre le sospensioni dovute, tra l'altro, ad avversità atmosferiche.

La distinzione conta perché incide su requisiti, contribuzione, durata e modulistica. Una domanda presentata sul binario sbagliato è destinata all'inammissibilità.

Perché il caldo rientra negli EONE

La categoria EONE individua eventi esterni, non imputabili al datore di lavoro né ai lavoratori, che rendono impossibile o gravemente pericolosa la prosecuzione dell'attività.

L'ondata di calore vi rientra quando determina un rischio concreto per la salute, in particolare nelle lavorazioni svolte all'aperto o in condizioni gravose. Il presupposto giuridico non è il fastidio del caldo, ma l'impossibilità di lavorare in sicurezza.

Qui entra in gioco un dato spesso trascurato: ciò che rileva non è la temperatura del termometro, ma la temperatura percepita, che tiene conto dell'umidità. La prassi INPS in materia di EONE per temperature elevate fa riferimento a valori percepiti superiori a 35°C, ma con attenzione al tipo di lavorazione e alle condizioni concrete del cantiere o del fondo. Non è quindi una soglia universale e automatica: è un parametro da contestualizzare.

Proprio per questo è opportuno verificare la prassi INPS vigente al momento della domanda: numeri di messaggi e indicazioni operative cambiano nel tempo, e ancorare un'istanza a riferimenti superati espone al rigetto.

Il DVR come perno dell'istanza

L'elemento che regge la richiesta è la documentazione del rischio. Il Documento di valutazione dei rischi (DVR), previsto dal d.lgs. 81/2008, dovrebbe contemplare il rischio da stress termico.

Un DVR che individua e disciplina questo rischio offre la base oggettiva per dimostrare che la sospensione non è una scelta discrezionale, ma la conseguenza necessaria di una situazione documentata. Al contrario, un DVR silente sul punto indebolisce l'istanza, perché manca il collegamento tra evento climatico, soglia di pericolosità e decisione di sospendere.

La coerenza è il punto: la soglia di temperatura percepita indicata nella domanda deve dialogare con quanto previsto nel DVR e con le caratteristiche reali delle mansioni. Dove questo collegamento manca o è contraddittorio, l'ammissibilità della causale EONE diventa fragile.

Cosa cambia per imprese e aziende

Per le imprese edili la corretta qualificazione come EONE consente, quando ricorrono i presupposti, di non computare il periodo nei limiti ordinari di durata della CIGO. È un vantaggio significativo, ma subordinato alla puntuale dimostrazione dell'evento e del nesso con la sospensione.

Per le aziende agricole la CISOA richiede attenzione ai requisiti soggettivi dei lavoratori e alle tempistiche di presentazione, diverse da quelle della CIGO.

In entrambi i casi la tempestività della domanda e la qualità della documentazione allegata fanno la differenza tra una richiesta accolta e una respinta.

Cosa fare in concreto

È opportuno affrontare ogni domanda con una verifica caso per caso: la generalizzazione è la principale causa di rigetto.

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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale.

Disclaimer. Contributo informativo a cura di Tamburro Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale. Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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