Lavoro

Certificato di malattia retroattivo: la retrodatazione al giorno prima

L'INPS ammette che il certificato di malattia telematico possa coprire anche il giorno precedente al rilascio. Una novità che incide sulla decorrenza dell'evento, sul periodo di carenza e sulla reperibilità. Vediamo il quadro normativo, i limiti applicativi e gli adempimenti pratici per lavoratori e uffici del personale, con attenzione ai casi dubbi.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·18 settembre 2026 ·4 min

Il fatto

La questione riguarda la possibilità che il certificato medico di malattia attesti l'inizio dell'evento morboso a partire dal giorno precedente rispetto alla data di rilascio. È il caso frequente del lavoratore che si ammala, non riesce a raggiungere il medico in giornata e ottiene il certificato solo il mattino successivo.

Sul punto occorre una premessa di metodo. La decorrenza retroattiva del certificato non nasce da una nuova legge, ma dalle regole applicative sulla certificazione telematica e dalle indicazioni operative dell'INPS. Prima di dare per acquisita una "novità" con data certa, è indispensabile verificare l'atto di prassi (messaggio o circolare INPS) che la introduce: consigliamo di riscontrare gli estremi esatti sul portale istituzionale prima di modificare le procedure interne, poiché la comunicazione stampa non sempre coincide con il contenuto dell'atto.

Inquadramento normativo

L'obbligo di trasmissione telematica del certificato di malattia non deriva dall'art. 25 della legge n. 183/2010 isolatamente considerato. La fonte principale è l'art. 55-septies del D.Lgs. n. 165/2001, introdotto dall'art. 69 della legge n. 133/2008, attuato dal D.M. 26 febbraio 2010. La legge n. 183/2010 ha poi esteso e coordinato la disciplina anche al settore privato. È questo il quadro corretto da citare.

Sul piano sostanziale, il medico attesta la diagnosi e la prognosi. Il sistema distingue due documenti:

È una distinzione da tenere presente nella gestione documentale: il datore accede all'attestato, non alla diagnosi.

Quanto alla retrodatazione, il principio operativo è che il certificato possa coprire il giorno anteriore al rilascio quando la visita, la constatazione o la conoscenza dello stato morboso siano riferibili a quella data. Il medico deve poter attestare che la malattia era in atto. Non si tratta quindi di una retrodatazione automatica, ma di un riconoscimento subordinato alla valutazione clinica.

Implicazioni pratiche

La retrodatazione incide su più piani.

Periodo di carenza. I primi tre giorni di malattia (cosiddetta carenza) non sono indennizzati dall'INPS, che eroga l'indennità dal quarto giorno. Se questi giorni siano o meno a carico del datore di lavoro dipende dal CCNL applicabile: molti contratti prevedono l'integrazione a carico dell'azienda, ma non è una regola universale. La corretta individuazione del giorno di inizio sposta di conseguenza il conteggio.

Comporto. L'inizio anticipato dell'evento anticipa anche la decorrenza del periodo entro cui il lavoratore conserva il posto. Su rapporti prossimi alla soglia, un giorno può rilevare.

Reperibilità. Il lavoratore è tenuto alle fasce di reperibilità dal giorno di inizio della malattia. Se il certificato retrodata l'evento a un giorno in cui non vi era ancora prognosi trasmessa, occorre valutare con prudenza eventuali contestazioni sulla visita fiscale.

### I casi dubbi

Alcune situazioni meritano attenzione perché la retrodatazione mostra i suoi limiti:

Cosa fare in concreto

  1. Verificate l'atto INPS: recuperate gli estremi del messaggio o della circolare che disciplina la retrodatazione prima di aggiornare le procedure paga.
  2. Aggiornate il conteggio della carenza in base al CCNL applicato, ricalcolando il giorno di inizio quando il certificato retrodata l'evento.
  3. Formate il personale amministrativo sulla differenza tra attestato e certificato e sulla gestione del numero di protocollo telematico.
  4. Documentate i casi limite (festivi, prosecuzioni, prossimità al comporto) con nota interna, così da motivare le scelte in un eventuale contenzioso.
  5. Coordinatevi con il medico competente nei casi di malattia ricorrente vicina alla soglia di comporto.

Avvertenza

La portata della retrodatazione va ridimensionata: non introduce un diritto automatico a coprire il giorno precedente, ma un riconoscimento condizionato alla valutazione medica e ai limiti fissati dalla prassi INPS. Ogni fattispecie va esaminata alla luce del contratto collettivo e dell'atto amministrativo vigente al momento dell'evento.

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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

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