Certificato di malattia retroattivo: quando vale dal giorno prima
Secondo un recente orientamento INPS, il certificato di malattia può coprire anche il giorno precedente il rilascio, con eccezioni per sabato, domenica e festività infrasettimanali. La novità incide su carenza, calcolo dell'indennità e gestione dei cedolini. Vediamo cosa cambia davvero, distinguendo il piano previdenziale da quello contrattuale.
Il fatto
Secondo un recente orientamento dell'INPS, il certificato di malattia telematico può essere riconosciuto come valido anche per il giorno precedente il rilascio, indipendentemente dalla tipologia di visita effettuata dal medico. La retroattività di un giorno non opera, però, quando il giorno precedente cade di sabato, domenica o in una festività infrasettimanale.
Una precisazione doverosa sulla data. La decorrenza operativa (indicata da alcune fonti come 4 settembre) e il riferimento di prassi che introduce il criterio non risultano, allo stato, verificabili con l'estremo esatto del provvedimento (numero di messaggio o circolare INPS e relativo anno). In attesa di conferma del riferimento ufficiale, la novità va trattata come orientamento in via di consolidamento, non come regola con data certa. È prudente monitorare i canali istituzionali INPS prima di modificare le prassi interne.
Inquadramento normativo
La tutela del lavoratore in caso di malattia trova fondamento nell'art. 2110 del Codice civile, che garantisce la conservazione del posto e la percezione della retribuzione (o di un'indennità) nei limiti e con le modalità stabiliti da legge, contratti collettivi, usi o equità. Su questa base poggiano tre profili distinti, spesso confusi tra loro.
Il primo è il piano previdenziale: l'indennità di malattia a carico INPS, per i lavoratori che ne hanno diritto, decorre in linea generale dal quarto giorno di assenza. I primi tre giorni costituiscono il cosiddetto periodo di carenza. Il secondo è il piano contrattuale: molti CCNL pongono a carico del datore di lavoro un'integrazione o la copertura dei giorni di carenza. Il terzo è il periodo di comporto, cioè l'arco temporale entro cui l'assenza per malattia non consente il licenziamento.
La retroattività di un giorno del certificato incide, in primo luogo, sull'individuazione del dies a quo dell'assenza tutelata. Ma i suoi effetti si propagano in modo diverso sui tre piani, e vanno letti separatamente.
Implicazioni pratiche
Sul piano previdenziale, anticipare l'inizio della malattia di un giorno può spostare il conteggio della carenza e, di conseguenza, il momento da cui matura l'indennità INPS. Attenzione, però: per alcune categorie l'indennità di malattia non è prevista affatto, e la retroattività rileva allora solo per la giustificazione dell'assenza.
Sul piano del rapporto di lavoro, l'anticipo di un giorno può modificare il computo del comporto e la retribuzione dovuta secondo il CCNL applicato. Un giorno in più di malattia significa un giorno in meno di assenza ingiustificata, ma anche un giorno che consuma il comporto.
È quindi essenziale non sovrapporre i due piani: un giorno riconosciuto come malattia ai fini INPS non produce automaticamente gli stessi effetti sul cedolino contrattuale, perché le regole della carenza e dell'integrazione dipendono dal singolo contratto collettivo.
Cosa fare in concreto
- Verificare la fonte. Prima di aggiornare le procedure, controllare sul portale INPS l'esistenza di un messaggio o di una circolare che introduca formalmente la retroattività, con numero e anno, ed eventuale data di decorrenza.
- Rivedere le prassi dell'ufficio paga. È opportuno aggiornare i criteri di computo della carenza e dell'indennità tenendo conto del possibile giorno anteriore, escludendo però i casi di sabato, domenica e festività infrasettimanali.
- Distinguere sempre i tre profili. Separare in busta paga il piano previdenziale (indennità INPS dal quarto giorno) da quello contrattuale (carenza e integrazione secondo CCNL) e dal calcolo del comporto.
- Informare i lavoratori. Chiarire che la data indicata dal medico determina l'inizio dell'assenza tutelata e che il ritardo nel richiedere il certificato può incidere sulla giustificazione.
- Documentare le scelte. Conservare traccia dei criteri applicati, così da poter motivare eventuali contestazioni in sede ispettiva o contenziosa.
In sintesi
Il riconoscimento retroattivo di un giorno di malattia è una novità che semplifica la giustificazione dell'assenza, ma i suoi effetti concreti dipendono dalla distinzione tra indennità INPS, disciplina contrattuale e comporto. Fino a quando il riferimento di prassi non sarà confermato con l'estremo esatto, conviene applicare la novità con prudenza, senza darne per certa la decorrenza.
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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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