Contrattualistica

Chiusura del conto corrente: quali spese può chiedere la banca

Chiudere un conto corrente è un diritto del cliente, non una concessione della banca. Eppure spesso compaiono spese di chiusura, penali o costi di trasferimento che restano oscuri. L'orientamento dell'Arbitro Bancario Finanziario è chiaro: il recesso è libero e gratuito, e gli unici addebiti ammessi sono quelli effettivamente maturati. Vediamo cosa può chiedere la banca e cosa no.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·16 giugno 2026 ·4 min

Il quadro normativo

Il diritto del cliente di recedere dal conto corrente trova il suo fondamento nell'art. 120-bis del Testo Unico Bancario (TUB, d.lgs. 385/1993). La norma stabilisce che, nei contratti a tempo indeterminato, il cliente può recedere in qualsiasi momento, senza penalità e senza spese di chiusura. È una regola di tutela: il rapporto bancario non può trasformarsi in un vincolo di fatto a causa di costi di uscita.

La gratuità del recesso si rafforza con la disciplina sul trasferimento dei conti di pagamento. Gli artt. 126-novies e 126-quinquiesdecies TUB — introdotti dal d.lgs. 37/2017, in recepimento della direttiva 2014/92/UE (Payment Accounts Directive) — impongono che il trasferimento del conto verso un altro istituto avvenga in modo rapido e, per il cliente consumatore, gratuito. La banca che trasferisce non può addebitare costi per la chiusura né per il passaggio dei servizi collegati (domiciliazioni, accrediti, bonifici ricorrenti).

Su questo impianto si innesta l'orientamento consolidato dell'Arbitro Bancario Finanziario (ABF), che applica con costanza il principio di proporzionalità: la banca può recuperare solo costi effettivi e giustificati, mai somme forfettarie o penali mascherate.

Tre voci da non confondere

Quando si chiude un conto, l'estratto di chiusura riporta spesso più voci. È essenziale distinguerle.

Penale o spesa di chiusura. Non dovuta. Qualsiasi importo addebitato a titolo di "penale di recesso" o "costo di estinzione" è in contrasto con l'art. 120-bis TUB. È la voce più frequentemente contestata e quella su cui l'ABF si pronuncia con maggiore nettezza.

Spese di trasferimento. Per il consumatore che attiva la procedura di portabilità, il trasferimento è gratuito. Per i clienti non consumatori (imprese, professionisti) possono residuare costi, ma devono essere giustificati e proporzionati al servizio reso, non standardizzati.

Competenze maturate pro rata. Sono dovute. Interessi, canoni periodici e imposta di bollo maturati fino al giorno della chiusura vanno calcolati in proporzione al periodo effettivo e regolati. Non sono una penale: sono il saldo di ciò che il rapporto ha prodotto fino all'ultimo giorno.

Implicazioni pratiche, con un focus sulle imprese

Per il cliente consumatore la tutela è ampia: recesso libero, niente spese, trasferimento gratuito.

Il profilo si complica per imprese e professionisti, soprattutto quando il conto è collegato a un affidamento o a una linea di fido. La chiusura del conto non estingue automaticamente l'affidamento, e viceversa: occorre verificare le clausole contrattuali e gli eventuali vincoli di garanzia. Recedere dal conto senza prima chiarire la posizione sull'apertura di credito può lasciare scoperta una linea o far scattare la richiesta di rientro immediato.

Per le aziende consigliamo quindi di trattare il conto e l'affidamento come due rapporti distinti ma interdipendenti, definendone la sorte in un unico atto scritto. Le spese eventualmente addebitate vanno lette alla luce del principio di proporzionalità: un costo amministrativo contenuto e documentato è difendibile; un importo fisso e ingiustificato è contestabile.

Cosa fare in concreto

  1. Invia la comunicazione di recesso via PEC. Indica con precisione gli estremi del conto, la data di efficacia richiesta e l'eventuale richiesta di trasferimento verso il nuovo istituto. La PEC fornisce prova certa della data.
  2. Verifica i rapporti collegati. Prima di recedere, controlla affidamenti, fidi, carte e domiciliazioni. Per le imprese, valuta con il consulente l'impatto sulla linea di credito.
  3. Richiedi l'estratto conto di chiusura. Esamina ogni voce: contesta penali e spese di chiusura, accetta solo le competenze maturate pro rata e debitamente calcolate.
  4. Presenta reclamo scritto in caso di addebiti illegittimi. La banca ha l'obbligo di rispondere entro i termini previsti. Conserva ogni riscontro.
  5. Valuta il ricorso all'ABF se il reclamo non viene accolto. È una via rapida e a costo ridotto per ottenere una pronuncia sul recupero delle somme indebite.

Disclaimer

Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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