Contrattualistica

Composizione negoziata: il nuovo decreto attuativo e gli impatti su imprese ed esperti

È stato pubblicato il decreto attuativo che ridisegna alcuni aspetti della composizione negoziata, lo strumento che consente all'imprenditore in difficoltà di trattare con i creditori soluzioni alternative alla liquidazione. Le modifiche incidono su accesso alla procedura, ruolo dell'esperto e documentazione richiesta. Vediamo cosa cambia in concreto per chi gestisce un'impresa e per i professionisti coinvolti.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·4 giugno 2026 ·4 min

Di cosa parliamo

La composizione negoziata è una procedura introdotta per affrontare la crisi d'impresa prima che diventi irreversibile. In pratica, l'imprenditore che intravede segnali di difficoltà economico-finanziaria può chiedere la nomina di un esperto indipendente, che lo affianca nelle trattative con i creditori per individuare soluzioni di risanamento.

Non è una procedura concorsuale in senso classico: l'imprenditore mantiene la gestione dell'impresa (resta cioè "in bonis") e nessuna sentenza dichiara lo stato di crisi. L'obiettivo è negoziare, non liquidare.

Il decreto attuativo pubblicato interviene su alcuni profili operativi della procedura, aggiornando regole tecniche e adempimenti.

Inquadramento normativo

La composizione negoziata trova la propria disciplina nel Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019), agli articoli 12 e seguenti. L'accesso avviene tramite la piattaforma telematica gestita dalle Camere di commercio, con il deposito di documentazione contabile e di un piano di risanamento.

Il decreto attuativo in commento opera su un piano regolamentare: precisa le modalità tecniche di funzionamento della procedura, gli obblighi documentali e i criteri operativi che riguardano sia le imprese richiedenti sia gli esperti incaricati. Si colloca quindi a valle del Codice, di cui specifica l'applicazione concreta.

È utile ricordare che la composizione negoziata si collega anche al test pratico di risanabilità, lo strumento di autodiagnosi che consente all'imprenditore di verificare in via preliminare la concreta perseguibilità del risanamento.

Implicazioni pratiche

Per le imprese, l'aggiornamento normativo significa anzitutto una maggiore standardizzazione della documentazione da produrre. Chi accede alla procedura deve presentare dati contabili attendibili e aggiornati: una contabilità disordinata rischia di compromettere fin dall'inizio la trattativa con i creditori.

Per gli esperti, il quadro definisce con maggiore dettaglio compiti, responsabilità e modalità di interlocuzione con le parti. L'esperto non decide al posto dell'imprenditore e non rappresenta i creditori: facilita il dialogo e valuta la concretezza delle prospettive di risanamento.

Resta centrale il fattore tempo. La composizione negoziata funziona quando viene attivata in presenza dei primi segnali di squilibrio, non quando la crisi è ormai conclamata. Più si attende, più si riducono i margini di trattativa e aumenta il rischio di scivolare verso procedure liquidatorie.

Un elemento da considerare riguarda le misure protettive: l'imprenditore può chiedere al tribunale la sospensione delle azioni esecutive e cautelari dei creditori per la durata delle trattative. Si tratta di una tutela rilevante, ma soggetta a controllo giudiziale e a precisi presupposti.

Cosa fare in concreto

Una valutazione caso per caso

La composizione negoziata non è una soluzione automatica né adatta a ogni situazione. La sua efficacia dipende dalle condizioni concrete dell'impresa, dalla disponibilità dei creditori e dalla qualità della preparazione. Consigliamo di affrontare la scelta con un'analisi preliminare approfondita, evitando di considerarla un mero adempimento formale.

Il decreto attuativo conferma la direzione del legislatore verso strumenti di gestione anticipata della crisi, alternativi alla liquidazione. Per imprenditori ed esperti, comprenderne le regole operative è il primo passo per utilizzarli in modo efficace.

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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale.

Disclaimer. Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale.
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