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Concordato preventivo biennale e rischio penale tributario

Il concordato preventivo biennale continua a generare confusione, anche sulle scadenze di adesione, oggetto di ripetuti interventi normativi. Ma il punto delicato, spesso trascurato, è un altro: l'accordo con il Fisco definisce il reddito imponibile futuro, non cancella eventuali reati tributari già consumati. Chi valuta l'adesione deve conoscere questo confine prima ancora della convenienza economica.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·9 agosto 2026 ·4 min

Di cosa parliamo

Il concordato preventivo biennale (CPB) è uno strumento di diritto tributario introdotto dal D.Lgs. 12 febbraio 2024, n. 13, in attuazione della delega per la riforma fiscale (L. 111/2023). Permette a determinati contribuenti di concordare in anticipo con l'Agenzia delle Entrate il reddito imponibile per un biennio, ottenendo stabilità e alcuni benefici in sede di accertamento.

Una precisazione terminologica utile: il CPB non ha nulla a che vedere con il concordato preventivo concorsuale disciplinato dal Codice della crisi d'impresa (D.Lgs. 14/2019). Sono istituti omonimi ma con finalità e presupposti del tutto diversi. Il primo è un patto fiscale; il secondo è una procedura di gestione dell'insolvenza. Confonderli genera errori operativi gravi.

Quanto ai termini di adesione, la disciplina è stata più volte ritoccata e vi sono ulteriori interventi normativi annunciati che sposterebbero le scadenze. Trattandosi di dati soggetti a modifica e non consolidati, consigliamo di verificare la scadenza applicabile al proprio periodo d'imposta direttamente sui provvedimenti pubblicati in Gazzetta Ufficiale e sulle istruzioni dell'Agenzia delle Entrate, senza affidarsi a date riportate genericamente.

Il nodo penale: cosa il CPB non fa

Qui sta il profilo che ci interessa come penalisti. L'adesione al concordato preventivo biennale ha effetti sul piano tributario e amministrativo, ma non produce alcun effetto scriminante né estintivo rispetto ai reati tributari previsti dal D.Lgs. 74/2000.

In concreto: se il contribuente ha già presentato dichiarazioni infedeli o ha omesso dichiarazioni negli anni precedenti, aderire al CPB per il futuro non sana quelle condotte. Il concordato riguarda il reddito da tassare negli anni oggetto del patto; non cancella l'imponibile evaso in periodi già chiusi.

I due riferimenti da tenere presenti sono:

Queste soglie di punibilità operano in via autonoma rispetto al CPB. L'adesione al concordato non incide sulla configurabilità del reato per le annualità pregresse, né modifica il computo dell'imposta evasa già maturata.

Cosa cambia per il contribuente

È quindi errato leggere il CPB come una forma di regolarizzazione a copertura del passato. Non lo è.

Sul piano del contenzioso futuro il concordato può ridurre le occasioni di rettifica sul reddito concordato, perché quel reddito è per definizione pattuito. Ma questo effetto resta circoscritto al perimetro dell'accordo e al piano tributario: non attenua la perseguibilità penale di condotte estranee al patto o antecedenti ad esso.

Per chi ha posizioni fiscali non pienamente allineate negli anni precedenti, la decisione sul CPB va presa con consapevolezza del quadro complessivo. In alcuni casi l'adesione, imponendo un raffronto con i redditi storici, può rendere più evidenti scostamenti pregressi. Va valutato prima di firmare, non dopo.

Cosa fare in concreto

  1. Verificare l'ammissibilità prima della convenienza. Accertare i requisiti soggettivi e oggettivi previsti dal D.Lgs. 13/2024 prima di ragionare sul risparmio.
  2. Ricostruire le annualità pregresse. Esaminare le dichiarazioni degli anni non ancora prescritti e misurarle rispetto alle soglie degli artt. 4 e 5 D.Lgs. 74/2000.
  3. Confermare le scadenze da fonte ufficiale. Consultare i provvedimenti in Gazzetta Ufficiale e le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate per il termine effettivamente applicabile.
  4. Coordinare consulente fiscale e difensore penale. La valutazione tributaria e quella penale vanno svolte insieme, non in sequenza.
  5. Documentare la decisione. Conservare le analisi svolte a supporto della scelta di adesione o revoca.

Il messaggio di fondo è semplice: il CPB è uno strumento di programmazione fiscale, non una sanatoria. Chi lo tratta come tale rischia di scoprire troppo tardi che i profili penali seguono regole proprie.

Disclaimer. Contributo informativo a cura di Tamburro Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale. Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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