Cooperative sociali e inclusione lavorativa: cosa insegna il B-Side Festival
A fine giugno il B-Side Festival, promosso con Legacoopsociali, dedica due giornate al lavoro e all'integrazione attraverso il ruolo delle cooperative sociali. L'iniziativa è occasione utile per fare il punto sul quadro normativo che regola l'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, materia centrale per gli enti del Terzo settore e per i loro rapporti con la pubblica amministrazione.
Il contesto
Il B-Side Festival, organizzato in collaborazione con Legacoopsociali e con il sostegno della Regione Toscana, propone due giornate di dibattiti, musica e sport accessibile. Il filo conduttore è il contributo delle cooperative sociali all'inclusione lavorativa e all'integrazione sociale delle persone in condizione di svantaggio.
Al di là della dimensione culturale, l'evento richiama un tema giuridico preciso: il modo in cui l'ordinamento riconosce e disciplina la funzione di inserimento lavorativo svolta da una specifica categoria di enti del Terzo settore.
Inquadramento normativo
Le cooperative sociali sono regolate dalla Legge 381/1991, che distingue tra cooperative di tipo A (gestione di servizi socio-sanitari ed educativi) e di tipo B (svolgimento di attività diverse finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate). Per le cooperative di tipo B la norma richiede che le persone svantaggiate costituiscano almeno il trenta per cento dei lavoratori, secondo le categorie individuate dall'articolo 4 della stessa legge.
Il Codice del Terzo settore (D.lgs. 117/2017) ha poi integrato questo impianto. L'articolo 1, comma 4, riconosce le cooperative sociali e i loro consorzi quali enti del Terzo settore, fatta salva la compatibilità con la disciplina codicistica. Rileva inoltre l'articolo 18 del Codice degli appalti vigente in materia di affidamenti riservati e di clausole sociali, strumenti che consentono alle amministrazioni di valorizzare l'inserimento lavorativo nelle procedure di gara. La vigilanza generale sul settore resta in capo al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Implicazioni pratiche
Per una cooperativa sociale di tipo B, la qualificazione giuridica non è una formalità. Da essa dipendono benefici contributivi sulle retribuzioni dei lavoratori svantaggiati, l'accesso a convenzioni con gli enti pubblici e la possibilità di partecipare ad affidamenti riservati.
La permanenza di questi vantaggi è però condizionata al rispetto continuativo dei requisiti di legge. Il superamento della soglia del trenta per cento deve essere documentabile nel tempo, non solo al momento della costituzione. Anche la corretta qualificazione delle persone svantaggiate, con la relativa certificazione, incide sulla legittimità delle agevolazioni godute.
Per gli enti pubblici che dialogano con queste realtà, la scelta tra appalto ordinario, affidamento riservato e convenzione ex articolo 5 della Legge 381/1991 comporta conseguenze diverse in termini di responsabilità e di rispetto della concorrenza. Un inquadramento errato espone a contestazioni in sede di controllo.
Il tema dell'integrazione sociale
L'integrazione sociale richiamata dal Festival travalica il solo profilo lavorativo. Le attività di natura culturale, sportiva e ricreativa possono rientrare tra le attività di interesse generale elencate all'articolo 5 del Codice del Terzo settore, a condizione che siano svolte in coerenza con lo scopo dell'ente e con le previsioni statutarie.
Questo significa che un ente che organizza eventi inclusivi deve verificare la riconducibilità dell'iniziativa al proprio oggetto sociale e alla disciplina fiscale applicabile, distinguendo tra attività istituzionali, attività diverse e raccolta fondi.
Cosa fare in concreto
- Verificate la soglia occupazionale. Per le cooperative di tipo B, controllate periodicamente il mantenimento del trenta per cento di lavoratori svantaggiati e conservate la documentazione che lo attesta.
- Aggiornate lo statuto. Accertatevi che le attività di interesse generale effettivamente svolte, comprese quelle culturali e sportive, siano coerenti con le previsioni statutarie e con l'articolo 5 del Codice.
- Mappate le agevolazioni. Censite i benefici contributivi e fiscali di cui usufruite e verificatene i presupposti, per evitare recuperi in sede di controllo.
- Strutturate i rapporti con gli enti pubblici. Distinguete con attenzione tra convenzioni, affidamenti riservati e appalti ordinari, valutando il regime giuridico più appropriato a ciascuna collaborazione.
- Documentate la finalità inclusiva. Tenete traccia degli esiti delle attività di inserimento e integrazione, utile sia in chiave rendicontativa sia in caso di verifica.
Disclaimer
Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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