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Denuncia a proprio carico: come scoprire se esiste un procedimento

Sapere se esiste una denuncia a proprio carico è un diritto, non un privilegio. Il codice di procedura penale prevede uno strumento preciso: la richiesta di informazioni sulle iscrizioni nel registro delle notizie di reato. Non sempre restituisce tutto, ma spesso permette di conoscere per tempo l'esistenza di un procedimento e organizzare la difesa.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·9 agosto 2026 ·4 min

Il fatto: un timore diffuso, uno strumento poco conosciuto

Capita di sospettare che qualcuno abbia presentato una denuncia o una querela nei propri confronti. A volte lo si intuisce da una lite, da un rapporto d'affari finito male, da tensioni familiari. La domanda ricorrente è sempre la stessa: come faccio a saperlo?

La risposta non sta nel telefonare in Procura o nel chiedere a conoscenti. Esiste una procedura formale, prevista dalla legge, che consente al cittadino di ottenere informazioni ufficiali sulle iscrizioni che lo riguardano.

Inquadramento normativo

Lo strumento è disciplinato dall'articolo 335 del codice di procedura penale, la norma che regola il registro delle notizie di reato: si tratta dell'elenco tenuto dalla Procura in cui il Pubblico Ministero iscrive ogni notizia di reato ricevuta, insieme al nome della persona a cui il reato viene attribuito, quando già individuata.

Il comma 3 dell'art. 335 c.p.p. riconosce alla persona interessata il diritto di chiedere se il suo nome risulti iscritto. La Procura, di regola, comunica le iscrizioni esistenti. Vi sono però eccezioni rilevanti: la comunicazione può essere negata quando il Pubblico Ministero, per specifiche esigenze investigative, dispone con decreto motivato il segreto sull'iscrizione. Inoltre, per una serie di reati considerati particolarmente gravi (previsti dall'art. 407, comma 2, lett. a, c.p.p.), le informazioni non vengono fornite.

È importante distinguere l'iscrizione a carico di persona nota da quella cosiddetta "contro ignoti": se il proprio nome non è ancora stato associato al procedimento, la richiesta non lo farà emergere.

Cosa cambia per chi teme una denuncia

Ottenere queste informazioni non è un atto ostile né sospetto: è l'esercizio di un diritto che serve a conoscere la propria posizione. Il vantaggio pratico è duplice.

Da un lato, sapere per tempo dell'esistenza di un procedimento consente di raccogliere documenti, individuare testimoni e ricostruire i fatti quando i ricordi sono ancora freschi. Dall'altro, permette di valutare con un difensore se e come intervenire già nella fase delle indagini preliminari, anziché scoprire tutto al momento della notifica di un atto.

Va però ridimensionata un'aspettativa comune: la risposta della Procura non è un dossier completo. Indica, in genere, il numero del procedimento, la data di iscrizione e la norma penale ipotizzata. Non fornisce copia degli atti né il contenuto della denuncia. Per accedere al fascicolo servono i tempi e le modalità propri del procedimento penale, ordinariamente attraverso il difensore.

Infine, un'iscrizione nel registro non equivale a una colpevolezza né alla certezza di un rinvio a giudizio. Molte notizie di reato si concludono con l'archiviazione. L'iscrizione è un passaggio tecnico, non un giudizio.

Cosa fare in concreto

  1. Presentate la richiesta ex art. 335 c.p.p. alla Procura territorialmente competente, cioè quella del luogo dove il reato sarebbe stato commesso. Se non lo conoscete con certezza, valutate le Procure dei luoghi collegati ai fatti temuti.
  1. Predisponete l'istanza in forma scritta, indicando i vostri dati anagrafici completi e un valido documento di identità: la richiesta è personale e va identificata con precisione.
  1. Verificate le modalità della singola Procura: molte prevedono la presentazione allo sportello o via PEC, con tempi di risposta variabili. Informatevi in anticipo per evitare ritardi.
  1. Non traete conclusioni affrettate da una risposta negativa: potrebbe significare assenza di iscrizioni a vostro nome, ma anche presenza di segreto investigativo o di reati esclusi dalla comunicazione.
  1. Rivolgetevi a un difensore prima di agire, soprattutto se avete ragioni concrete di preoccupazione: l'analisi della posizione e la strategia difensiva non si improvvisano su un singolo dato.

Consigliamo di non attendere la notifica di un atto per capire la propria situazione. Conoscere per tempo l'esistenza di un procedimento è il presupposto di una difesa ordinata ed efficace.

In sintesi

L'art. 335 c.p.p. offre una via ufficiale per sapere se esiste un'iscrizione a proprio carico. È uno strumento utile ma parziale: va usato consapevoli dei suoi limiti e, quando la posta in gioco è seria, con l'assistenza di un professionista.

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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

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