Famiglia

I nonni hanno sempre il diritto di vedere i nipoti?

I nonni possono vantare un diritto a mantenere rapporti significativi con i nipoti minori. Ma non è un diritto assoluto: quando la frequentazione risulta dannosa per il benessere del bambino, il giudice può limitarla o sospenderla. Vediamo il fondamento normativo, i limiti fissati dalla giurisprudenza e cosa può fare chi si trova in questa situazione.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·9 agosto 2026 ·4 min

Il fatto e perché conta

La domanda ricorre spesso: i nonni hanno *sempre* diritto di vedere i nipoti? La risposta è no. La legge riconosce agli ascendenti (nonni e, più in generale, i parenti in linea retta ascendente) un diritto a conservare rapporti significativi con i nipoti minori, ma si tratta di un diritto funzionalizzato: esiste e viene tutelato nella misura in cui serve l'interesse del minore, non quello dell'adulto che lo invoca.

Inquadramento normativo

Il riferimento principale è l'art. 317-bis del Codice civile, che attribuisce agli ascendenti il diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. La norma prevede che, in caso di ostacolo all'esercizio di tale diritto, l'ascendente possa rivolgersi al giudice, il quale decide «avendo riguardo esclusivo all'interesse del minore».

Questa previsione non va letta isolatamente. Va coordinata con l'art. 315-bis c.c., che elenca i diritti del figlio (tra cui quello di crescere in famiglia e mantenere rapporti con i parenti), e con l'art. 336-bis c.c., che disciplina l'ascolto del minore nei procedimenti che lo riguardano. L'ascolto del bambino che abbia compiuto dodici anni – o anche di età inferiore, se capace di discernimento – è passaggio spesso decisivo per orientare la decisione.

Sul piano sistematico, la giurisprudenza ha chiarito che quello degli ascendenti non è un diritto soggettivo perfetto e incondizionato, bensì un diritto funzionale e recessivo di fronte al preminente interesse del minore (il *best interest of the child* di matrice sovranazionale). In altri termini: il diritto dei nonni cede quando la frequentazione, per le modalità o per il contesto, risulti pregiudizievole per l'equilibrio psicofisico del bambino. È un orientamento consolidato della Corte di Cassazione.

> Nota di verifica: eventuali pronunce recentissime citate su questo tema vanno controllate negli estremi (numero, sezione, anno) prima di essere invocate in giudizio, perché non tutte le massime in circolazione risultano identificabili.

La competenza dopo la riforma Cartabia

Un punto tecnico spesso dato per scontato riguarda il giudice competente. Fino a poco tempo fa la risposta immediata era «il Tribunale per i minorenni». Oggi il quadro va precisato alla luce della riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), che ha ridisegnato il processo di famiglia e previsto l'istituzione del Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie.

Nella fase transitoria e applicativa, la competenza va valutata caso per caso: rileva, in particolare, se sia già pendente un procedimento tra i genitori (separazione, divorzio, regolamentazione della responsabilità genitoriale), circostanza che può attrarre la questione davanti a un unico giudice per evitare decisioni contraddittorie. È quindi opportuno verificare la situazione processuale concreta prima di individuare l'autorità a cui rivolgersi.

Implicazioni pratiche

Per i nonni. Il diritto esiste, ma non è automatico. Non basta il legame di parentela: occorre dimostrare che la frequentazione porta un beneficio al minore. Un rapporto conflittuale con i genitori, di per sé, non giustifica l'esclusione; ma se il coinvolgimento dei nonni alimenta tensioni che ricadono sul bambino, il giudice può limitarlo.

Per i genitori. Non possono impedire arbitrariamente i rapporti tra figli e nonni. L'opposizione va motivata con riferimento a un pregiudizio concreto per il minore, non a ragioni di conflitto personale con gli ascendenti.

Per i minori. Sono i veri titolari dell'interesse tutelato. Il loro ascolto, ove possibile, e la valutazione dei servizi sociali sono strumenti centrali per capire se la relazione con i nonni sia una risorsa o una fonte di disagio.

Cosa fare in concreto

  1. Ricostruite la storia della relazione: raccogliete elementi che documentino la continuità e la qualità del rapporto tra nonni e nipoti (occasioni, ruolo educativo, presenza nella quotidianità).
  2. Verificate lo stato dei procedimenti in corso tra i genitori: incide sull'individuazione del giudice competente dopo la riforma Cartabia.
  3. Tentate prima la via conciliativa: la mediazione familiare può evitare un contenzioso che espone il minore a ulteriore conflitto.
  4. Centrate ogni argomento sull'interesse del minore, non sulle ragioni dell'adulto: è questo il parametro decisivo per il giudice.
  5. Consigliamo di rivolgervi a un professionista prima di agire, per valutare fondatezza, sede competente e strategia processuale nel caso specifico.

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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners – Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

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