Contrattualistica

Acquisti online e diritto di recesso: i 14 giorni e le eccezioni

Chi compra online ha 14 giorni per ripensarci e restituire il prodotto senza motivazione. È il diritto di recesso previsto dal Codice del consumo. Ma il termine cambia se il venditore non informa correttamente l'acquirente: in quel caso i giorni diventano dodici mesi. Vediamo quando scatta il diritto, come si esercita e quali acquisti restano esclusi.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·16 luglio 2026 ·4 min

Il quadro normativo

Il diritto di recesso nei contratti a distanza è disciplinato dagli articoli 52 e seguenti del Codice del consumo (d.lgs. 206/2005), come modificato in attuazione della Direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori.

La regola base è semplice: chi acquista beni o servizi online, o comunque a distanza, può recedere entro 14 giorni senza dover fornire alcuna motivazione e senza penalità. Si parla di *recesso* in senso tecnico: la facoltà di sciogliere il contratto per volontà unilaterale, entro un termine stabilito dalla legge.

Il diritto spetta solo al consumatore, cioè alla persona fisica che agisce per scopi estranei alla propria attività professionale. Restano fuori gli acquisti tra imprese e quelli effettuati da un professionista nell'esercizio del proprio lavoro.

Da quando decorrono i 14 giorni

Il termine non parte dall'ordine, ma dalla consegna. Per i beni, i 14 giorni decorrono dal giorno in cui il consumatore (o un terzo da lui indicato) acquisisce il possesso fisico del prodotto. Se l'ordine comprende più beni consegnati separatamente, il termine parte dall'ultima consegna.

Per i contratti di servizi, invece, il termine decorre dalla conclusione del contratto.

L'informazione mancata: il termine sale a 12 mesi

Qui si trova il punto più delicato. Il professionista ha l'obbligo di informare in modo chiaro il consumatore sull'esistenza del diritto di recesso, sui tempi e sulle modalità per esercitarlo.

Se questa informazione manca, l'articolo 53 del Codice del consumo prevede che il termine di recesso si estenda automaticamente a 12 mesi a partire dalla scadenza del periodo ordinario. La Corte di Giustizia UE ha confermato l'automatismo di questa sanzione: non occorre alcuna valutazione discrezionale, la conseguenza scatta per il solo fatto dell'inadempimento informativo.

Se il venditore fornisce l'informazione mancante durante questi 12 mesi, i 14 giorni ricominciano a decorrere dal momento in cui l'informazione viene ricevuta.

Gli acquisti esclusi

Non tutto è recedibile. L'articolo 59 del Codice del consumo elenca le eccezioni. Tra le principali:

Implicazioni pratiche

Per il consumatore il messaggio è duplice. Da un lato, il diritto di recesso è ampio e non richiede giustificazioni: basta comunicare la volontà di recedere entro i termini. Dall'altro, conviene verificare sempre se il venditore ha fornito le informazioni obbligatorie, perché la loro assenza allunga di molto i tempi utili.

Per le aziende di e-commerce l'attenzione va spostata sulla documentazione: una comunicazione precontrattuale incompleta espone al rischio concreto di restituzioni per un anno intero, con l'onere di rimborsare l'intero importo pagato, spese di consegna standard incluse.

Cosa fare in concreto

In presenza di un rifiuto del rimborso o di contestazioni sui termini, consigliamo di raccogliere tutta la documentazione dell'acquisto prima di avviare qualsiasi passo.

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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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