Terzo Settore

Donazioni agli enti del Terzo settore e rischio accertamento fiscale

Donare a una ONLUS o a un ente del Terzo settore non fa scattare in automatico un accertamento. Tuttavia una liberalità sproporzionata rispetto al reddito dichiarato può attirare l'attenzione dell'Agenzia delle Entrate, che ricostruisce il reddito in base alla capacità di spesa. La tracciabilità del versamento e la coerenza con la propria situazione economica restano decisive.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·11 luglio 2026 ·4 min

Il punto

La domanda ricorre spesso: fare una donazione consistente a un ente non profit può esporre il donante a un controllo fiscale? La risposta breve è che l'atto di liberalità, in sé, non è un fatto sospetto. Diventa un indicatore rilevante quando l'importo è manifestamente incoerente con il reddito dichiarato.

Il meccanismo non riguarda la donazione come tale, ma la spesa che essa manifesta. Chi dona rivela una disponibilità economica. Se quella disponibilità non trova riscontro nei redditi dichiarati, il Fisco può domandarsi da dove provengano le risorse.

Inquadramento normativo

Lo strumento di riferimento è l'accertamento sintetico previsto dall'art. 38 del D.P.R. n. 600/1973. La norma consente all'Agenzia delle Entrate di determinare il reddito complessivo delle persone fisiche sulla base delle spese sostenute nel periodo d'imposta, quando queste risultano incompatibili con quanto dichiarato.

In sostanza, la legge presume che chi spende disponga di un reddito almeno pari a quanto ha speso. Una donazione rientra a pieno titolo tra le spese valutabili. La Cassazione ha più volte confermato la legittimità di questa ricostruzione, precisando però che si tratta di una presunzione relativa: il contribuente può sempre provare che la spesa è stata finanziata con redditi esenti, già tassati, o con risparmi accumulati negli anni precedenti.

È bene distinguere due piani. Da un lato la posizione del donante, che riguarda la coerenza tra spesa e reddito. Dall'altro la posizione dell'ente del Terzo settore che riceve, tenuto a registrare correttamente le entrate e a rispettare gli obblighi di rendicontazione previsti dal Codice del Terzo settore.

Implicazioni pratiche

Per il donante il rischio non è la donazione, ma l'incoerenza. Una liberalità di poche centinaia di euro non solleva questioni. Un versamento di decine di migliaia di euro da parte di chi dichiara un reddito modesto può invece rientrare tra gli elementi che orientano una selezione dei contribuenti da controllare.

Va poi ricordato che le erogazioni liberali agli enti del Terzo settore godono, entro certi limiti e a determinate condizioni, di detrazioni o deduzioni fiscali. Per fruirne è indispensabile che il pagamento sia tracciabile: bonifico, carta, assegno. Il contante non consente di accedere ai benefici e, sul piano probatorio, indebolisce la posizione del donante.

Per l'ente ricevente, la trasparenza contabile è un requisito di sistema. La mancata o irregolare registrazione delle liberalità può incidere sulla stessa qualifica fiscale dell'ente e sull'accesso al regime agevolato.

Cosa fare in concreto

  1. Utilizza sempre strumenti tracciabili. Effettua la donazione con bonifico, carta o assegno e conserva la ricevuta: è la prova documentale che protegge sia il beneficio fiscale sia la tua posizione in caso di controllo.
  2. Verifica la proporzione con il tuo reddito. Se l'importo è rilevante rispetto a quanto dichiari, predisponi in anticipo la documentazione che spiega la provenienza delle risorse (disinvestimenti, risparmi, redditi esenti).
  3. Controlla i requisiti dell'ente. Accertati che il destinatario sia effettivamente iscritto agli albi o registri richiesti per accedere ai benefici fiscali.
  4. Conserva la documentazione per il periodo utile. Tieni ricevute ed estratti conto per tutto il tempo in cui l'Amministrazione può esercitare il potere di accertamento.
  5. Chiedi assistenza per importi significativi. Consigliamo di far valutare a un professionista le liberalità di importo elevato, per impostare correttamente la deduzione o detrazione e prevenire contestazioni.

In sintesi

Donare è un atto lecito e, quando ben documentato, anche fiscalmente premiato. Il problema non nasce dalla generosità, ma dalla mancanza di coerenza tra spesa e reddito o dall'assenza di tracce documentali. Ordine, tracciabilità e verifica preventiva sono gli strumenti che consentono di sostenere il non profit senza esporsi a contestazioni.

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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

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