Terzo Settore

Esenzione IRAP per il Terzo Settore in Puglia: la Giunta approva la misura transitoria

La Giunta regionale della Puglia ha accolto la richiesta del Forum del Terzo Settore, garantendo l'esenzione IRAP agli enti in fase di transizione verso il RUNTS. La misura evita interruzioni fiscali nel passaggio tra il vecchio regime ONLUS e il nuovo assetto del Codice del Terzo Settore, colmando un vuoto operativo che esponeva molti enti a incertezza tributaria.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·17 giugno 2026 ·4 min

Il fatto

Il 17 giugno 2026 la Giunta regionale della Puglia ha approvato una misura volta a garantire la continuità dell'esenzione IRAP per gli enti del Terzo Settore pugliesi durante la fase di transizione verso il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). La decisione recepisce una richiesta avanzata dal Forum del Terzo Settore della Puglia.

Il nodo è tecnico ma con effetti concreti: molti enti, in particolare le vecchie ONLUS, si trovano in una zona grigia tra il regime fiscale previgente e quello disciplinato dal Codice del Terzo Settore. La misura punta a evitare che proprio in questa fase si producano interruzioni o aggravi di imposta.

Inquadramento normativo

Il D.lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore, CTS) ha ridisegnato il quadro fiscale e organizzativo del comparto, istituendo il RUNTS quale registro unico per gli Enti del Terzo Settore (ETS). L'iscrizione al RUNTS è la chiave d'accesso a buona parte delle agevolazioni previste dal Codice.

L'IRAP — imposta regionale sulle attività produttive — rientra tra i tributi su cui le Regioni dispongono di margini di intervento. L'art. 21 del D.lgs. 446/1997 consente alle Regioni di modulare aliquote ed esenzioni per determinate categorie di soggetti. È su questo spazio normativo che la Giunta pugliese è intervenuta, riconoscendo l'esenzione agli ETS in transizione.

Il punto critico riguarda gli enti che hanno perso la qualifica di ONLUS — soppressa dalla riforma — ma non hanno ancora completato l'iscrizione al RUNTS o l'allineamento al nuovo regime. In assenza di una misura ponte, questi soggetti rischiavano di restare privi della copertura agevolativa che spettava loro nel sistema previgente.

Implicazioni pratiche

Per gli enti pugliesi la misura significa, in concreto, evitare un possibile salto di imposizione IRAP nel periodo intermedio della riforma. È una tutela che assume particolare rilievo per le associazioni e fondazioni di piccole e medie dimensioni, dove anche un onere fiscale aggiuntivo può incidere sulla sostenibilità delle attività.

Va precisato un limite: l'esenzione regionale opera nell'ambito dei poteri della Regione e non sostituisce le verifiche sui requisiti soggettivi e oggettivi richiesti dal Codice. L'agevolazione presuppone che l'ente sia effettivamente legittimato, per natura e attività svolta, a rientrare tra i beneficiari.

È inoltre opportuno distinguere l'IRAP da altri tributi e adempimenti: la continuità sul fronte IRAP non esime dall'osservanza degli obblighi statutari, contabili e di iscrizione al RUNTS, che restano la precondizione per l'accesso pieno al regime fiscale del Terzo Settore.

Resta da verificare il testo definitivo del provvedimento, da cui dipendono i requisiti puntuali, la decorrenza e l'eventuale procedura per accedere all'esenzione.

Cosa fare in concreto

  1. Verificate lo stato dell'iscrizione al RUNTS del vostro ente: l'esenzione transitoria presuppone una posizione coerente con il percorso di adeguamento al CTS.
  2. Reperite il testo della delibera regionale e i relativi allegati, per individuare requisiti, ambito temporale e modalità operative dell'esenzione.
  3. Ricostruite la vostra posizione IRAP relativa al periodo di transizione, distinguendo le attività istituzionali da quelle eventualmente commerciali.
  4. Aggiornate statuto e adempimenti contabili se non ancora allineati al Codice del Terzo Settore: senza adeguamento, l'agevolazione può risultare inapplicabile.
  5. Confrontatevi con un professionista prima di assumere decisioni fiscali, evitando autodeterminazioni basate su un quadro normativo ancora in evoluzione.

Conclusioni

La misura pugliese rappresenta un intervento di buon senso amministrativo: colma un vuoto che la riforma del Terzo Settore aveva lasciato aperto nella fase di passaggio. Per gli enti interessati, però, la copertura non è automatica. Consigliamo di non attendere la scadenza degli adempimenti per verificare la propria posizione, ma di anticipare i controlli mentre il quadro regionale si consolida.

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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

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