Terzo Settore

EXPOAID 2026 e il ruolo del Terzo Settore nell'inclusione delle persone con disabilità

Anffas partecipa a EXPOAID 2026 con tre giorni dedicati a confronto e inclusione delle persone con disabilità. L'iniziativa riporta al centro il modello associativo e l'attuazione concreta della Convenzione Onu. Per gli enti del Terzo Settore non è solo un appuntamento di rete: è l'occasione per verificare la coerenza tra mission statutaria e obblighi normativi in materia di diritti.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·24 giugno 2026 ·4 min

Il fatto

Dal 25 giugno 2026 Anffas Nazionale partecipa a EXPOAID 2026, evento dedicato alla disabilità e all'inclusione. Tre giorni di confronto a cui prendono parte realtà territoriali come Fondazione Anffas Serenissima, Anffas Faenza, Anffas Brianza, l'esperienza D'AltroCanto di Anffas Desenzano e lo Special Festival di Anffas La Spezia.

Oltre alla dimensione divulgativa, l'iniziativa ha un risvolto giuridico preciso: dare attuazione, sul piano operativo, ai principi della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Per gli enti del Terzo Settore (ETS) è un richiamo a tradurre in prassi quotidiana ciò che statuti e norme già impongono.

Inquadramento normativo

La Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006 e ratificata dall'Italia con la Legge n. 18/2009, costituisce il quadro di riferimento. La Convenzione abbandona l'approccio assistenziale e adotta il "modello sociale" della disabilità: la condizione di svantaggio non deriva dalla menomazione in sé, ma dalle barriere — fisiche, culturali, organizzative — che l'ambiente frappone alla piena partecipazione.

In questo quadro operano il Ministro per le Disabilità e l'Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, organo consultivo che monitora l'attuazione della Convenzione e predispone i programmi di azione. Sul versante interno, il D.Lgs. n. 117/2017 (Codice del Terzo Settore) disciplina gli ETS che perseguono finalità civiche e solidaristiche, tra cui rientrano stabilmente le attività a favore delle persone con disabilità (art. 5). Più di recente, il D.Lgs. n. 62/2024 ha riformato la materia introducendo la definizione della condizione di disabilità su base bio-psico-sociale e il "progetto di vita" individuale, in coerenza con l'art. 19 della Convenzione (vita indipendente e inclusione nella comunità).

Implicazioni pratiche

Per un ente del Terzo Settore che opera nel campo della disabilità, eventi come EXPOAID non sono solo occasioni di visibilità. Hanno tre effetti concreti.

Primo: la coerenza statutaria. Un ETS deve poter dimostrare che le attività svolte rientrano effettivamente tra quelle di interesse generale dichiarate. La partecipazione a iniziative di advocacy e sensibilizzazione va documentata e ricondotta alle finalità statutarie.

Secondo: il modello organizzativo. Il riferimento al "modello associativo" richiama la responsabilità degli organi sociali nel garantire trasparenza, gestione corretta delle risorse e rispetto delle regole sul tesseramento e sulla democraticità interna, requisiti rafforzati dal Codice del Terzo Settore.

Terzo: il "progetto di vita" introdotto dalla riforma 2024 chiama gli enti a un ruolo più strutturato nella costruzione di percorsi personalizzati. Chi eroga servizi dovrà coordinarsi con i soggetti pubblici titolari della valutazione multidimensionale.

Va segnalato un profilo di attenzione: la comunicazione pubblica e la raccolta fondi connesse a questi eventi sono soggette a vincoli precisi in tema di rendicontazione e di tutela dei dati delle persone coinvolte, soprattutto quando si tratta di soggetti vulnerabili.

Cosa fare in concreto

  1. Verificate la coerenza statutaria. Controllate che le attività di sensibilizzazione e partecipazione a eventi rientrino tra le attività di interesse generale indicate nello statuto ai sensi dell'art. 5 del Codice del Terzo Settore.
  1. Documentate la partecipazione. Conservate delibere, accordi di collaborazione e rendicontazione delle spese: in caso di controlli, l'inerenza delle attività alle finalità dell'ente va provata.
  1. Aggiornate i protocolli sui dati. Definite le basi giuridiche del trattamento delle immagini e dei dati delle persone con disabilità coinvolte, raccogliendo i consensi richiesti e valutando l'eventuale tutela rafforzata.
  1. Allineate i servizi alla riforma 2024. Mappate l'impatto del D.Lgs. n. 62/2024 sui vostri percorsi assistenziali e predisponete il raccordo con la valutazione multidimensionale e il "progetto di vita".
  1. Presidiate la comunicazione. Evitate messaggi che possano configurare promesse di risultato o trattamenti non conformi agli obblighi di trasparenza propri degli ETS.

Conclusioni

La partecipazione di Anffas a EXPOAID 2026 conferma che inclusione e diritti non si esauriscono nella sfera dei principi. Per gli enti del Terzo Settore sono obblighi che incidono su statuti, organizzazione interna ed erogazione dei servizi. Consigliamo di trattare ogni iniziativa pubblica come occasione di verifica della conformità complessiva dell'ente.

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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

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