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Fatture false: quando scatta il reato

Emettere o utilizzare fatture per operazioni inesistenti espone a sanzioni penali severe, con reclusione che può arrivare a otto anni. La disciplina è contenuta nel D.Lgs. 74/2000, non in riordini successivi. Comprendere le condotte punite, i ruoli coinvolti e le conseguenze patrimoniali è decisivo per chi gestisce imprese e attività professionali.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·9 agosto 2026 ·4 min

Inquadramento normativo

I reati collegati alle fatture false sono disciplinati dal D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, che regola i reati tributari. Due sono le fattispecie centrali.

L'utilizzo di fatture false integra la *dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti*, prevista dall'art. 2 D.Lgs. 74/2000. La condotta punita è l'indicazione, in una dichiarazione fiscale, di elementi passivi fittizi avvalendosi di fatture false. Dopo il D.L. 124/2019 (convertito dalla L. 157/2019), la pena è la reclusione da 4 a 8 anni. È prevista un'ipotesi attenuata, con reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni, quando l'ammontare degli elementi passivi fittizi è inferiore a 100.000 euro.

L'emissione di fatture per operazioni inesistenti è punita dall'art. 8 D.Lgs. 74/2000, anch'essa con reclusione da 4 a 8 anni e con la stessa ipotesi attenuata sotto la soglia dei 100.000 euro. Sul piano patrimoniale opera l'art. 12-bis D.Lgs. 74/2000, che prevede la confisca del prezzo o profitto del reato, anche per equivalente su beni di valore corrispondente.

Cosa significa "operazione inesistente"

La falsità non è un concetto unico. Si distinguono tre situazioni:

Tutte e tre possono rilevare penalmente, con effetti diversi sulla quantificazione degli importi fittizi.

Due condotte, due momenti

Emittente e utilizzatore rispondono di reati distinti. Il reato di emissione si consuma con la sola emissione del documento falso: non occorre che il destinatario lo utilizzi in dichiarazione. Il reato di utilizzo si perfeziona invece con la presentazione della dichiarazione che incorpora gli elementi fittizi.

È importante sottolineare che l'art. 2 non prevede soglie di punibilità: la condotta è penalmente rilevante a prescindere dall'importo. La soglia dei 100.000 euro non esclude il reato, ma incide soltanto sull'individuazione dell'ipotesi attenuata o ordinaria.

Implicazioni pratiche: chi rischia

La responsabilità non si esaurisce nel legale rappresentante formale. La giurisprudenza della Cassazione attribuisce rilievo alla figura dell'amministratore di fatto, cioè chi gestisce in concreto l'attività pur senza carica ufficiale.

Anche i professionisti (commercialisti, consulenti) possono essere chiamati a rispondere a titolo di concorso quando forniscono un contributo consapevole alla costruzione o all'utilizzo dei documenti falsi.

Al rischio della pena detentiva si aggiunge quello patrimoniale. La confisca per equivalente colpisce beni personali fino a concorrenza del profitto conseguito: un'esposizione che può eccedere l'importo delle stesse imposte evase e che spesso è preceduta dal sequestro preventivo in fase di indagine.

Cosa fare in concreto

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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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