Lavoro

Settimana corta e ferie: chi lavora 5 giorni perde giornate?

Una domanda ricorrente riguarda il calcolo delle ferie quando l'orario è distribuito su cinque giorni anziché sei. Chi adotta la settimana corta rischia di godere di meno riposo? In realtà il diritto alle ferie si misura in settimane e non in singole giornate: cambia solo il metodo di conversione. Vediamo perché e come verificare che il conteggio sia corretto.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·2 agosto 2026 ·4 min

Il nodo: giorni o settimane?

La questione nasce da un equivoco diffuso. Molti contratti collettivi esprimono le ferie in giornate: ad esempio, quattro settimane corrispondono, per chi lavora sei giorni, a 26 giorni lavorativi. Chi invece osserva la settimana corta lavora cinque giorni, e la stessa maturazione porterebbe a un numero diverso di giornate.

L'errore sta nel confrontare i numeri assoluti. Il diritto alle ferie è ancorato alla durata del periodo di riposo, non al conteggio delle singole giornate. In altre parole, l'obiettivo è garantire lo stesso numero di settimane di astensione dal lavoro, indipendentemente da come l'orario è distribuito.

Inquadramento normativo

La cornice di riferimento è l'articolo 36 della Costituzione, che riconosce il diritto a ferie annuali retribuite irrinunciabili, e l'articolo 10 del D.Lgs. 66/2003, che fissa il minimo legale in quattro settimane l'anno. La norma parla espressamente di settimane: è questo il parametro che il legislatore ha scelto come unità di misura.

La contrattazione collettiva può prevedere condizioni di miglior favore, ampliando la durata delle ferie o disciplinandone le modalità di fruizione. Quando il contratto esprime le ferie in giornate, occorre convertire il dato tenendo conto dell'articolazione effettiva dell'orario, così da rispettare il monte-settimane garantito.

Come funziona la conversione

Il principio operativo è semplice: la giornata di ferie va "pesata" in base al regime orario del lavoratore.

Chi lavora su sei giorni matura ferie calcolate su un divisore di sei; chi lavora su cinque giorni su un divisore di cinque. Applicando il coefficiente corretto, il risultato in termini di settimane di riposo resta identico.

Un esempio chiarisce il meccanismo. Ipotizziamo un diritto pari a quattro settimane. Per chi lavora sei giorni, la conversione porta a 24 giornate (sei per quattro). Per chi lavora cinque giorni, a 20 giornate (cinque per quattro). I numeri differiscono, ma entrambe le quantità corrispondono esattamente a quattro settimane di astensione dal lavoro. Nessuno dei due lavoratori riposa meno dell'altro.

Implicazioni pratiche

Il rischio concreto è duplice e opposto.

Da un lato, il datore che applichi lo stesso numero di giornate previsto per la settimana lunga anche al dipendente in settimana corta finisce per riconoscere ferie in eccesso. Dall'altro, un conteggio distratto può penalizzare il lavoratore, attribuendogli meno riposo di quanto spetti.

Attenzione anche alle giornate di riposo aggiuntivo e ai permessi retribuiti, spesso disciplinati separatamente dal contratto collettivo. Vanno tenuti distinti dalle ferie in senso stretto, perché seguono regole di maturazione e conversione proprie.

Un ulteriore profilo riguarda il passaggio in corso d'anno da un regime all'altro. Se il lavoratore modifica l'articolazione dell'orario, il residuo ferie va ricalcolato con il coefficiente corretto, per non alterare il monte-settimane maturato.

Cosa fare in concreto

Il principio da ricordare è uno solo: le ferie si contano in settimane. Qualunque conversione in giornate è legittima solo se restituisce lo stesso periodo di riposo garantito dalla legge e dal contratto.

Disclaimer

Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

Disclaimer. Contributo informativo a cura di Tamburro Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale. Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
Una conversazione con lo studio

Ogni storia di lavoro ha i suoi tempi.

Se gestisci HR e vuoi un confronto su contenzioso, ispezioni o licenziamenti, scrivi allo studio. Ti rispondiamo entro un giorno lavorativo.