TFR e stipendi arretrati: come accedere al Fondo di garanzia INPS
Quando l'azienda fallisce o risulta insolvente, il lavoratore rischia di non vedere TFR e ultime retribuzioni. Interviene allora il Fondo di garanzia INPS. Una recente pronuncia del Tribunale di Lagonegro ribadisce la natura previdenziale del credito e precisa i requisiti di accesso. Vediamo come funziona e cosa serve per ottenere quanto dovuto.
Il fatto
Il Tribunale di Lagonegro, con pronuncia del 2026, è tornato sul tema dell'intervento del Fondo di garanzia INPS in favore dei lavoratori che non riescono a recuperare il TFR e gli stipendi arretrati dal proprio datore di lavoro insolvente.
Il punto centrale: il credito che il lavoratore vanta verso il Fondo non è la stessa cosa del credito retributivo verso l'azienda. È un credito autonomo, di natura previdenziale, soggetto a regole proprie. Questa distinzione non è teorica: incide sui termini di decadenza, sull'onere della prova e sul soggetto a cui rivolgere la domanda.
Inquadramento normativo
Il Fondo di garanzia è disciplinato dall'art. 2 della Legge 29 maggio 1982, n. 297. La norma istituisce presso l'INPS un fondo che si sostituisce al datore di lavoro nel pagamento del trattamento di fine rapporto (TFR) quando questi non vi provvede per insolvenza.
La garanzia copre, oltre al TFR, anche le ultime tre mensilità di retribuzione (D.Lgs. n. 80/1992), entro i limiti e con i massimali fissati dalla legge. L'intervento presuppone l'insolvenza del datore, che ricorre in caso di apertura di una procedura concorsuale (fallimento, oggi liquidazione giudiziale, concordato, liquidazione coatta) oppure, per i datori non assoggettabili a tali procedure, quando l'esecuzione forzata sul patrimonio aziendale risulti infruttuosa.
La giurisprudenza – ribadita anche dalla pronuncia lucana – qualifica l'obbligazione del Fondo come previdenziale e non retributiva. Da qui due conseguenze: il credito si prescrive nel termine di cinque anni e decorre dal momento in cui matura il diritto a richiedere l'intervento, cioè dall'accertamento dell'insolvenza, non dalla cessazione del rapporto.
Implicazioni pratiche
Per il lavoratore che si trova davanti a un datore insolvente, la differenza è sostanziale.
Se l'azienda è in procedura concorsuale, occorre prima far accertare il proprio credito all'interno della procedura: di regola attraverso l'insinuazione al passivo, cioè la domanda con cui si chiede di essere ammessi tra i creditori. Solo dopo che il credito risulta ammesso (o non recuperabile) si può presentare domanda al Fondo.
Se invece il datore non è soggetto a procedure concorsuali – perché di dimensioni o natura tali da escluderle – il lavoratore deve dimostrare di aver tentato senza successo l'esecuzione forzata, ad esempio con un pignoramento rimasto infruttuoso.
In entrambi i casi il diritto verso il Fondo è autonomo. Eventuali errori o ritardi nella procedura contro il datore non cancellano automaticamente la possibilità di rivolgersi all'INPS, purché si rispettino i termini propri della garanzia previdenziale.
Attenzione al massimale: il Fondo copre le mensilità arretrate entro un tetto fissato dalla legge e rapportato al periodo di paga. Non si tratta quindi di un rimborso integrale di tutto il dovuto, ma di una tutela minima garantita.
Cosa fare in concreto
- Verificate la posizione del datore di lavoro. Accertate se è stata aperta una procedura concorsuale o se l'azienda non è assoggettabile: il percorso da seguire cambia in funzione di questo dato.
- Insinuatevi al passivo nei termini. Se esiste una procedura concorsuale, presentate la domanda di ammissione del credito per TFR e retribuzioni arretrate, allegando buste paga, contratto e documentazione del rapporto.
- Documentate l'infruttuosità dell'esecuzione quando il datore non è soggetto a procedure: conservate il verbale di pignoramento negativo o gli atti che provano l'impossibilità di recuperare il credito.
- Presentate la domanda al Fondo di garanzia INPS una volta accertato il credito, prestando attenzione al termine di prescrizione quinquennale, che decorre dall'accertamento dell'insolvenza.
- Conservate ogni prova del rapporto di lavoro. Senza documentazione del credito e della sua qualificazione, l'accesso al Fondo diventa difficile.
Consigliamo di non attendere la chiusura completa della procedura concorsuale prima di informarsi sui termini: la tempistica della domanda al Fondo segue regole proprie e un ritardo può compromettere il diritto.
Disclaimer
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