Adesione automatica ai fondi pensione per i neo assunti: cosa prevede la manovra 2026
La legge di bilancio in discussione per il 2026 punterebbe a estendere il meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare per chi viene assunto nel settore privato. Il tema è delicato: riguarda la destinazione del TFR e sceglie per il lavoratore in assenza di una volontà espressa. È utile capire come funziona il regime attuale e cosa cambierebbe.
Il fatto
Nel dibattito sulla legge di bilancio 2026 è tornata la proposta di rafforzare l'adesione alla previdenza complementare tramite un meccanismo di silenzio-assenso più ampio per i nuovi assunti del settore privato.
Una precisazione necessaria: alla data di redazione di questo contributo la misura è in discussione e non costituisce diritto vigente. Non è quindi possibile indicare come certi né la decorrenza (indicata da alcune fonti al 1° luglio 2026) né i termini procedurali (ad esempio il periodo di 60 giorni per esercitare l'opzione). Questi elementi vanno letti al condizionale, subordinati all'approvazione definitiva e alla pubblicazione del testo con numero di legge, articolo e comma. Tratteremo perciò separatamente ciò che oggi è certo e ciò che è solo prospettato.
Inquadramento normativo
Il regime attualmente in vigore è disciplinato dal D.lgs. 5 dicembre 2005, n. 252. L'art. 8, comma 7, prevede il cosiddetto conferimento tacito del TFR: se il lavoratore, entro sei mesi dall'assunzione (o dall'inizio dell'obbligo di conferimento), non esprime alcuna scelta sulla destinazione del proprio trattamento di fine rapporto, il TFR maturando confluisce automaticamente alla forma pensionistica complementare di riferimento prevista dal contratto collettivo applicato.
In mancanza di indicazioni contrattuali, il TFR affluisce alla forma pensionistica residuale istituita presso l'INPS, oggi gestita nell'ambito del sistema di previdenza complementare vigilato dalla COVIP. Segnaliamo che la denominazione storica "FondINPS" non corrisponde più all'assetto attuale: le posizioni sono state riorganizzate e trasferite, per cui è opportuno verificare caso per caso il fondo di destinazione effettivo.
La manovra 2026, se approvata, interverrebbe su questo impianto rendendo il conferimento automatico più esteso o modificando i termini di opzione. Fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ogni dato specifico resta non consolidato.
Implicazioni pratiche
La scelta sulla destinazione del TFR ha effetti economici concreti e, per un aspetto, irreversibili: una volta conferito alla previdenza complementare, il TFR non può più tornare in azienda.
La logica è di rischio e rendimento.
- TFR lasciato in azienda: si rivaluta secondo il criterio dell'art. 2120 c.c., cioè un tasso fisso dell'1,5% annuo più il 75% dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. È un rendimento prudente e prevedibile.
- TFR conferito al fondo pensione: è soggetto all'andamento dei mercati finanziari, con potenziale di rendimento superiore ma anche di oscillazioni negative, in funzione del comparto scelto (garantito, obbligazionario, bilanciato, azionario).
Sul piano fiscale, i contributi versati alla previdenza complementare sono deducibili dal reddito complessivo entro il limite di 5.164,57 euro annui. Le prestazioni finali beneficiano inoltre di una tassazione agevolata rispetto al TFR liquidato in azienda.
Un meccanismo di adesione automatica sposta l'onere di attivarsi sul lavoratore: chi non compie una scelta espressa nei termini si troverebbe con il TFR conferito al fondo, con conseguenze non più reversibili.
Cosa fare in concreto
Per il neo assunto:
- Verifica quale contratto collettivo ti viene applicato e quale fondo pensione negoziale prevede.
- Valuta la tua propensione al rischio e l'orizzonte temporale prima della pensione, confrontando la rivalutazione ex art. 2120 c.c. con i comparti del fondo.
- Esprimi la scelta per iscritto entro i termini previsti, ricordando che il conferimento al fondo è irreversibile.
- Conserva copia della modulistica consegnata dal datore di lavoro e della tua eventuale opzione.
Per il datore di lavoro:
- Aggiorna le procedure di assunzione per informare correttamente il lavoratore sulla destinazione del TFR e sui termini di scelta.
- Monitora l'evoluzione della manovra 2026 e adegua la modulistica solo dopo la pubblicazione del testo definitivo.
È opportuno non lasciar decorrere i termini senza aver compreso le conseguenze economiche e fiscali della destinazione del proprio TFR.
Disclaimer
Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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