Condominio

Supercondominio: quando il singolo condomino può impugnare le delibere

Nel supercondominio le decisioni spettano ai rappresentanti dei singoli edifici, non ai condomini uno per uno. Ma quando una delibera lede un diritto individuale, il singolo recupera la legittimazione a impugnarla. Due recenti pronunce della Cassazione chiariscono confini e presupposti, con effetti concreti su chi gestisce complessi immobiliari articolati e sui proprietari che intendono reagire a decisioni ritenute illegittime.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·13 ottobre 2026 ·4 min

Il fatto e perché conta

Il supercondominio è la struttura che collega più edifici autonomi, ciascuno con un proprio condominio, attraverso beni e servizi comuni: viali, impianti centralizzati, aree verdi, portineria unica. La gestione di questi beni segue regole in parte diverse da quelle del condominio ordinario.

La domanda ricorrente è se il singolo proprietario possa impugnare da solo una delibera dell'assemblea del supercondominio, oppure se tale potere spetti unicamente al rappresentante del proprio edificio. La Cassazione, con l'ordinanza n. 20052/2025 e la sentenza n. 8254/2025, ha definito i margini della legittimazione individuale.

Inquadramento normativo

Il riferimento è l'art. 1117-bis del codice civile, che estende la disciplina del condominio ai complessi con più edifici dotati di parti comuni. Per la gestione, l'art. 67 delle disposizioni di attuazione del codice civile introduce il meccanismo della rappresentanza: quando i partecipanti sono più di sessanta, ciascun condominio designa un rappresentante che interviene nell'assemblea del supercondominio per le decisioni sulle parti comuni.

Il rappresentante, in questo schema, esprime la volontà del proprio edificio. Il singolo condomino, di regola, non partecipa direttamente all'assemblea supercondominiale e non ne vota le delibere.

Resta però fermo il regime di impugnazione dell'art. 1136 del codice civile, letto insieme all'art. 1137, che disciplina annullabilità e termini. La giurisprudenza recente precisa come queste regole si applichino quando la decisione tocca la sfera individuale del proprietario.

Cosa dice la Cassazione

Il principio di fondo è che la delibera del supercondominio, assunta tramite i rappresentanti, vincola i singoli condomini. La legittimazione a impugnare spetta quindi, in via ordinaria, al rappresentante.

Il singolo recupera però il potere di impugnare in due situazioni tipiche. La prima: quando la delibera non riguarda la mera gestione delle parti comuni, ma incide direttamente su un diritto soggettivo del condomino, ad esempio modificando la ripartizione delle spese che grava su di lui o intaccando la proprietà esclusiva. In questi casi la decisione esorbita dai poteri del rappresentante e il proprietario agisce in proprio.

La seconda: quando il rappresentante resta inerte o agisce in conflitto con gli interessi dell'edificio rappresentato. Qui il condomino può sostituirsi, ma a condizioni rigorose, che vanno dimostrate e non presunte.

Le pronunce confermano inoltre la distinzione tra delibere nulle e annullabili. Le prime, affette da vizi radicali (oggetto impossibile o illecito, lesione di diritti individuali su beni di proprietà esclusiva), sono impugnabili senza limiti di tempo e da chiunque vi abbia interesse. Le seconde, affette da vizi procedurali o di competenza, vanno impugnate nel termine di trenta giorni previsto dall'art. 1137 cod. civ.

Implicazioni pratiche

Per il proprietario, la distinzione non è teorica. Impugnare una delibera meramente gestionale, su cui difetta la legittimazione individuale, espone al rischio di un'azione dichiarata inammissibile, con aggravio di costi.

Viceversa, davanti a una decisione che incide sul proprio diritto, attendere oltre i trenta giorni nella convinzione che debba muoversi il rappresentante può far decadere dalla possibilità di reagire, se il vizio è di annullabilità.

Per l'amministratore e il rappresentante di edificio, le pronunce impongono attenzione al perimetro dei poteri: deliberare su materie che toccano diritti individuali senza il consenso degli interessati espone la delibera a contestazione.

Cosa fare in concreto

Consigliamo di far valutare la singola delibera prima di avviare qualsiasi contenzioso: la linea tra vizio insanabile e vizio da impugnare nei termini è spesso sottile e decisiva.

Disclaimer

Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

Disclaimer. Contributo informativo a cura di Tamburro Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale. Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
Una conversazione con lo studio

Ogni condominio ha una storia a sé.

Se gestisci un'amministrazione e vuoi un confronto su una specifica questione condominiale, scrivi allo studio. Ti rispondiamo entro un giorno lavorativo.