Imputabilità del minore: cosa cambia con la riforma dell'art. 98 c.p.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che interviene sull'imputabilità dei minori tra i 14 e i 18 anni, modificando l'articolo 98 del Codice penale e l'articolo 9 del d.P.R. 448/1998. UNICEF Italia esprime forte preoccupazione. Il tema tocca un equilibrio delicato: quello tra responsabilità penale e finalità rieducativa del processo minorile.
Il fatto
Il 24 luglio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge in materia di imputabilità del minore. L'intervento incide su due norme cardine: l'articolo 98 del Codice penale, che regola la capacità di intendere e di volere del minore infradiciottenne, e l'articolo 9 del d.P.R. 448/1998, il testo che disciplina il processo penale a carico di imputati minorenni.
UNICEF Italia ha diffuso una posizione critica, segnalando i rischi che la riforma comporta per il sistema di giustizia minorile e per i diritti dei minori coinvolti in procedimenti penali.
Inquadramento normativo
Oggi l'articolo 98 c.p. stabilisce che chi ha compiuto quattordici anni ma non ancora diciotto è imputabile solo se, al momento del fatto, aveva la capacità di intendere e di volere. La regola è chiara: l'imputabilità del minore non si presume, ma va accertata caso per caso. Il giudice deve valutare il grado di maturità del ragazzo, la sua consapevolezza del disvalore della condotta, il contesto in cui ha agito.
Questo accertamento non è una formalità. È il perno di un sistema che considera il minore un soggetto in evoluzione, la cui personalità non è ancora pienamente formata. Da qui la centralità della finalità rieducativa, che nel processo minorile prevale sulla logica punitiva.
L'articolo 9 del d.P.R. 448/1998, a sua volta, impone accertamenti sulla personalità del minorenne: condizioni personali, familiari, sociali e ambientali. Serve a orientare le decisioni verso il recupero del ragazzo, non solo verso la sanzione.
Il disegno di legge, secondo quanto riferito, introdurrebbe una presunzione di imputabilità per la fascia 14-18 anni. In termini pratici, significa spostare l'onere: non più accertamento positivo della maturità, ma sua presunzione salvo prova contraria. Un cambio di prospettiva rilevante.
Perché la questione conta
UNICEF Italia lega la propria preoccupazione ai princìpi della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che l'Italia ha ratificato. Quei princìpi impongono di trattare il minore autore di reato in modo distinto rispetto all'adulto, privilegiando misure che favoriscano il reinserimento.
Una presunzione di imputabilità rischia, secondo questa lettura, di comprimere la valutazione individualizzata. Il timore è che l'accertamento sulla maturità diventi residuale, con effetti sull'accesso alle misure alternative e sui percorsi rieducativi.
Occorre precisare che si tratta di un disegno di legge: il testo dovrà affrontare l'iter parlamentare e potrà subire modifiche. Nulla è ancora diritto vigente.
Implicazioni pratiche
Per le famiglie e per chi assiste minori coinvolti in procedimenti penali, il possibile mutamento normativo tocca aspetti concreti:
- La strategia difensiva potrebbe dover valorizzare in modo più intenso la prova sull'immaturità, se la presunzione si consolidasse.
- Gli accertamenti sulla personalità previsti dall'articolo 9 conservano un ruolo centrale e vanno curati fin dalle prime fasi.
- L'accesso a istituti come la messa alla prova o il perdono giudiziale resta legato alla valutazione complessiva del percorso del minore.
Per gli operatori del terzo settore e dei servizi sociali che seguono i ragazzi, il quadro impone attenzione ai possibili riflessi sui progetti educativi individuali.
Cosa fare in concreto
- Monitorate l'iter parlamentare del disegno di legge: il testo definitivo può divergere sensibilmente dalla bozza approvata dal Consiglio dei Ministri.
- Documentate il percorso del minore fin da subito: relazioni scolastiche, sociali e sanitarie rafforzano la valutazione individualizzata.
- Richiedete tempestivamente l'attivazione degli accertamenti sulla personalità previsti dall'articolo 9 d.P.R. 448/1998.
- Coinvolgete un difensore con esperienza specifica nel processo penale minorile, che presenta regole proprie rispetto a quello ordinario.
- Non sottovalutate le prime fasi: le scelte iniziali condizionano l'accesso alle misure orientate al recupero.
La direzione della riforma sarà chiara solo al termine del confronto parlamentare. Nel frattempo, il sistema attuale continua a fondarsi sull'accertamento concreto della capacità di intendere e di volere.
---
*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*
Ogni condominio ha una storia a sé.
Se gestisci un'amministrazione e vuoi un confronto su una specifica questione condominiale, scrivi allo studio. Ti rispondiamo entro un giorno lavorativo.