Inclusione scolastica e riforma della disabilità: il corso Anffas e le novità del D.lgs. 62/2024
Anffas Nazionale ha aperto fino al 20 luglio le iscrizioni a un corso gratuito sull'inclusione scolastica, rivolto a personale scolastico e operatori del Terzo Settore. L'iniziativa affronta la riforma della disabilità e in particolare il D.lgs. 62/2024, che ridisegna la valutazione della condizione di disabilità e il progetto di vita. Un tema che tocca scuole, famiglie ed enti.
Il fatto
Anffas Nazionale ha promosso un percorso formativo gratuito dedicato all'inclusione scolastica. Il corso si rivolge al personale della scuola e agli operatori del Terzo Settore che seguono studenti con disabilità. Le iscrizioni restano aperte fino al 20 luglio.
Il focus non è casuale: l'iniziativa arriva nella fase di attuazione della riforma della disabilità, il cui perno è il D.lgs. n. 62/2024. Comprendere le nuove regole non è un esercizio teorico. Incide direttamente sulla progettazione educativa e sui documenti che scuole ed enti sono chiamati a redigere.
Inquadramento normativo
Il D.lgs. n. 62/2024 attua la delega contenuta nella Legge n. 227/2021 in materia di disabilità. Interviene sul procedimento di accertamento della condizione di disabilità, sostituendo la logica delle vecchie certificazioni con una valutazione di base e una valutazione multidimensionale, quest'ultima finalizzata alla definizione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.
Sotto il profilo terminologico, il decreto recepisce l'approccio della Classificazione internazionale del funzionamento (ICF): la disabilità non è più letta solo come condizione clinica, ma come interazione tra la persona e i fattori ambientali e sociali. Questo cambio di prospettiva ha effetti concreti sulla scuola, perché il Piano Educativo Individualizzato (PEI) deve coordinarsi con il nuovo progetto di vita.
È utile ricordare che il quadro va letto insieme al D.lgs. n. 66/2017, che disciplina l'inclusione scolastica degli studenti con disabilità e che resta la cornice di riferimento per il PEI e per il ruolo del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Perché conta
La formazione su questi temi non è un adempimento formale. Il D.lgs. 62/2024 modifica i soggetti coinvolti, i documenti da produrre e i tempi procedurali. Chi lavora nella scuola o in un ente del Terzo Settore rischia di operare su schemi superati se non aggiorna il proprio metodo.
Per gli enti del Terzo Settore l'attenzione è doppia. Da un lato molti operatori affiancano famiglie e istituti nella costruzione del progetto individuale. Dall'altro, gli enti stessi devono verificare che le proprie attività e convenzioni siano coerenti con la nuova architettura normativa, soprattutto quando erogano servizi educativi o di sostegno.
Implicazioni pratiche
Per il personale scolastico, la riforma incide sulla redazione e sulla revisione del PEI, che va raccordato con la valutazione multidimensionale. Cambia anche il dialogo con le famiglie, chiamate a un ruolo attivo nella definizione del progetto di vita.
Per gli operatori del Terzo Settore, la partecipazione a percorsi formativi qualificati diventa un elemento di serietà professionale e un modo per ridurre il rischio di errori procedurali che possono avere ricadute sui minori e sulle famiglie assistite.
Dal punto di vista degli enti, segnaliamo che la formazione può rientrare tra le attività di interesse generale ai sensi dell'art. 5 del Codice del Terzo Settore (D.lgs. n. 117/2017), con i relativi riflessi sulla rendicontazione e sulla coerenza statutaria. Ogni valutazione va calibrata sul singolo ente.
Cosa fare in concreto
- Verifica i requisiti e la scadenza. Le iscrizioni al corso Anffas chiudono il 20 luglio: controlla per tempo modalità di accesso e destinatari ammessi.
- Mappa i documenti. Se operi nella scuola o in un ente, individua PEI, progetti individuali e convenzioni che dovranno essere aggiornati alla luce del D.lgs. 62/2024.
- Coordina i soggetti coinvolti. Definisci chi, tra scuola, famiglia ed ente, cura ciascuna fase della valutazione e del progetto di vita.
- Aggiorna gli statuti e le attività. Per gli enti del Terzo Settore, controlla la coerenza tra attività formative erogate e finalità statutarie.
- Documenta la formazione. Conserva attestati e materiali: possono rilevare in sede di rendicontazione o di verifica.
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