Terzo Settore

Inclusione scolastica e riforma della disabilità: il corso Anffas e le novità del D.lgs. 62/2024

Anffas Nazionale ha aperto fino al 20 luglio le iscrizioni a un corso gratuito sull'inclusione scolastica, rivolto a personale scolastico e operatori del Terzo Settore. L'iniziativa affronta la riforma della disabilità e in particolare il D.lgs. 62/2024, che ridisegna la valutazione della condizione di disabilità e il progetto di vita. Un tema che tocca scuole, famiglie ed enti.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·9 luglio 2026 ·4 min

Il fatto

Anffas Nazionale ha promosso un percorso formativo gratuito dedicato all'inclusione scolastica. Il corso si rivolge al personale della scuola e agli operatori del Terzo Settore che seguono studenti con disabilità. Le iscrizioni restano aperte fino al 20 luglio.

Il focus non è casuale: l'iniziativa arriva nella fase di attuazione della riforma della disabilità, il cui perno è il D.lgs. n. 62/2024. Comprendere le nuove regole non è un esercizio teorico. Incide direttamente sulla progettazione educativa e sui documenti che scuole ed enti sono chiamati a redigere.

Inquadramento normativo

Il D.lgs. n. 62/2024 attua la delega contenuta nella Legge n. 227/2021 in materia di disabilità. Interviene sul procedimento di accertamento della condizione di disabilità, sostituendo la logica delle vecchie certificazioni con una valutazione di base e una valutazione multidimensionale, quest'ultima finalizzata alla definizione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.

Sotto il profilo terminologico, il decreto recepisce l'approccio della Classificazione internazionale del funzionamento (ICF): la disabilità non è più letta solo come condizione clinica, ma come interazione tra la persona e i fattori ambientali e sociali. Questo cambio di prospettiva ha effetti concreti sulla scuola, perché il Piano Educativo Individualizzato (PEI) deve coordinarsi con il nuovo progetto di vita.

È utile ricordare che il quadro va letto insieme al D.lgs. n. 66/2017, che disciplina l'inclusione scolastica degli studenti con disabilità e che resta la cornice di riferimento per il PEI e per il ruolo del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Perché conta

La formazione su questi temi non è un adempimento formale. Il D.lgs. 62/2024 modifica i soggetti coinvolti, i documenti da produrre e i tempi procedurali. Chi lavora nella scuola o in un ente del Terzo Settore rischia di operare su schemi superati se non aggiorna il proprio metodo.

Per gli enti del Terzo Settore l'attenzione è doppia. Da un lato molti operatori affiancano famiglie e istituti nella costruzione del progetto individuale. Dall'altro, gli enti stessi devono verificare che le proprie attività e convenzioni siano coerenti con la nuova architettura normativa, soprattutto quando erogano servizi educativi o di sostegno.

Implicazioni pratiche

Per il personale scolastico, la riforma incide sulla redazione e sulla revisione del PEI, che va raccordato con la valutazione multidimensionale. Cambia anche il dialogo con le famiglie, chiamate a un ruolo attivo nella definizione del progetto di vita.

Per gli operatori del Terzo Settore, la partecipazione a percorsi formativi qualificati diventa un elemento di serietà professionale e un modo per ridurre il rischio di errori procedurali che possono avere ricadute sui minori e sulle famiglie assistite.

Dal punto di vista degli enti, segnaliamo che la formazione può rientrare tra le attività di interesse generale ai sensi dell'art. 5 del Codice del Terzo Settore (D.lgs. n. 117/2017), con i relativi riflessi sulla rendicontazione e sulla coerenza statutaria. Ogni valutazione va calibrata sul singolo ente.

Cosa fare in concreto

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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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