Lavoro

Day hospital e indennità di malattia INPS: quando la riduzione non si applica

Circola la notizia di un ampliamento, da parte dell'INPS, dei casi di malattia indennizzabili, con riferimento a cure complesse e trattamenti specialistici non ospedalieri. L'atto non risulta a oggi individuabile con certezza. Conviene quindi ricostruire il quadro normativo vigente e capire quando il day hospital incide sul calcolo dell'indennità di malattia.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·17 giugno 2026 ·4 min

Una notizia da verificare, un quadro normativo da conoscere

Diverse fonti riportano un intervento dell'INPS che amplierebbe i casi coperti dall'indennità di malattia, includendo cure complesse e trattamenti specialistici non necessariamente erogati in regime di ricovero ospedaliero.

Precisiamo, per trasparenza metodologica, che alla data di redazione non risulta individuabile un atto INPS pubblico (circolare o messaggio) corrispondente in modo univoco a tale ricostruzione. In questi casi è preferibile non commentare un'ipotesi, ma chiarire le regole già in vigore, su cui qualsiasi novità andrà a innestarsi.

Indennità di malattia: la cornice di riferimento

L'indennità di malattia è una prestazione previdenziale erogata dall'INPS ai lavoratori dipendenti del settore privato aventi diritto (con regole differenziate per categoria). La sua funzione è sostituire, entro limiti percentuali e temporali, la retribuzione persa per l'incapacità temporanea al lavoro.

La misura dell'indennità varia in funzione della durata dell'evento e della presenza o meno di familiari a carico. Per i casi con ricovero ospedaliero, la prassi previdenziale prevede una riduzione dell'indennità per i lavoratori privi di familiari a carico, in ragione del minor onere economico sostenuto durante la degenza. *La base normativa puntuale della misura della riduzione (storicamente indicata nei "due quinti") va verificata caso per caso sulle istruzioni INPS applicabili alla specifica categoria di lavoratore.*

Day hospital e indennità di malattia INPS: la riduzione si applica?

Qui sta il punto pratico più rilevante. La ratio della riduzione legata al ricovero è la degenza notturna in struttura: il lavoratore, durante il ricovero ospedaliero con pernottamento, sostiene costi di mantenimento ridotti.

Il day hospital e i trattamenti ambulatoriali non comportano pernottamento. Per loro natura, dunque, non realizzano il presupposto economico della riduzione: il lavoratore continua a sostenere le ordinarie spese di vita quotidiana. Su questa linea interpretativa, le cure erogate in regime diurno o ambulatoriale tendono a essere trattate come malattia ordinaria, non come ricovero ai fini del calcolo.

È proprio su questo crinale che un eventuale intervento INpS di ampliamento avrebbe senso: chiarire o estendere l'indennizzabilità di trattamenti specialistici complessi non ospedalieri.

Reperibilità e visite di controllo

Resta ferma, durante la malattia, l'osservanza delle fasce di reperibilità per le visite mediche di controllo. *I riferimenti attuativi (per il settore privato, il D.M. 11 gennaio 2016; per il settore pubblico, la disciplina dedicata) vanno verificati nella versione vigente.* In caso di assenza ingiustificata alla visita, possono derivare conseguenze sull'indennità.

Va tenuta distinta la fascia oraria di reperibilità rispetto al regime di cura: anche chi è in day hospital deve coordinare la propria posizione con gli obblighi di reperibilità, salvo cause giustificate documentabili.

Due piani da non confondere

È essenziale distinguere il piano previdenziale — il diritto e la misura dell'indennità erogata dall'INPS — dal piano civilistico del rapporto di lavoro, dove operano il comporto, gli obblighi di comunicazione al datore e le tutele contrattuali. Una cura non indennizzata dall'INPS può comunque costituire legittima assenza per malattia ai fini del rapporto.

Cosa fare in concreto

Per il lavoratore:

  1. Conserva la documentazione che attesti il regime della prestazione (ricovero con pernottamento, day hospital, ambulatoriale): è dirimente per il calcolo.
  2. Verifica la corretta trasmissione telematica del certificato e comunica tempestivamente al datore i dati richiesti.
  3. Rispetta le fasce di reperibilità e documenta eventuali cause giustificative dell'assenza alla visita.

Per il datore di lavoro:

  1. Distingui, nella gestione dell'assenza, il trattamento previdenziale dall'incidenza sul comporto e sugli obblighi contrattuali.
  2. Prima di applicare riduzioni o trattenute, verifica le istruzioni INPS vigenti per la categoria interessata.

Consigliamo, in presenza di trattamenti complessi non ospedalieri, di richiedere all'INPS chiarimenti formali sul regime applicabile, evitando di consolidare prassi su atti non ufficiali.

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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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