Condominio

Infiltrazioni dal lastrico solare: il condominio deve intervenire anche senza fondi

Il Tribunale di Napoli ha stabilito che il condominio deve eseguire d'urgenza i lavori di riparazione delle infiltrazioni provenienti dal lastrico solare anche quando non dispone di liquidità a causa della morosità dei condomini. La mancanza di fondi non è una giustificazione valida di fronte a un danno imminente per la salute e l'abitabilità. Vediamo perché la decisione conta e cosa può fare chi subisce il danno.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·17 ottobre 2026 ·4 min

Il caso

Un proprietario dell'ultimo piano lamentava infiltrazioni ricorrenti provenienti dal lastrico solare condominiale. Nonostante le ripetute segnalazioni, i lavori non venivano avviati: il condominio opponeva la mancanza di fondi, dovuta alla morosità di alcuni partecipanti.

Il proprietario si è rivolto al giudice chiedendo un provvedimento d'urgenza. Il Tribunale di Napoli, Sezione X Civile, ha accolto la domanda, ordinando l'esecuzione immediata degli interventi di riparazione e respingendo la giustificazione finanziaria addotta dal condominio.

Inquadramento normativo

La pronuncia poggia su due pilastri.

Il primo è l'art. 2051 c.c. (danno da cose in custodia): il condominio è custode delle parti comuni, tra cui rientra il lastrico solare quando svolge funzione di copertura dell'edificio. In quanto custode risponde dei danni che la cosa provoca a terzi, salvo prova del caso fortuito. La morosità interna non integra il caso fortuito, perché è un fatto riconducibile all'organizzazione del condominio e non a un evento imprevedibile ed esterno.

Il secondo è l'art. 700 c.p.c., che consente di chiedere un provvedimento cautelare "atipico" quando ricorrono due condizioni: il *fumus boni iuris* (l'apparente fondatezza del diritto) e il *periculum in mora* (il rischio di un pregiudizio grave e irreparabile nel tempo necessario a un giudizio ordinario). Nel caso delle infiltrazioni, il periculum è individuato nel danno alla salubrità dell'abitazione e, potenzialmente, alla salute di chi vi risiede.

Perché i fondi non contano

Il punto centrale della decisione è questo: l'obbligo di conservare le parti comuni e di eliminare le fonti di danno è un obbligo di risultato, non condizionato alla disponibilità di cassa.

La morosità di alcuni condomini è un problema interno, che il condominio deve risolvere con gli strumenti propri: decreto ingiuntivo verso i morosi, anticipazioni, ricorso a finanziamenti o riparto straordinario. Non è un problema che possa essere "scaricato" sul condomino danneggiato, costringendolo a convivere con l'infiltrazione finché non si ricompone l'equilibrio finanziario.

In altre parole: tra l'interesse del condominio a non spendere e il diritto del singolo all'integrità del proprio immobile e alla salute, prevale il secondo.

Implicazioni pratiche

Per chi abita l'ultimo piano o comunque subisce infiltrazioni dalle parti comuni, la decisione rafforza una tutela concreta e rapida. Non è necessario attendere un giudizio ordinario, spesso lungo: il procedimento d'urgenza ex art. 700 c.p.c. permette di ottenere in tempi brevi l'ordine di esecuzione dei lavori.

Per l'amministratore, invece, l'avvertimento è chiaro. Di fronte a una segnalazione di infiltrazioni con rischio per la salubrità, l'inerzia espone il condominio a responsabilità e a condanne alle spese. L'amministratore deve attivarsi anche in autonomia, nei limiti degli atti conservativi urgenti che la legge gli consente, convocando tempestivamente l'assemblea e documentando le iniziative assunte.

Resta ferma la successiva questione del riparto delle spese tra proprietario del lastrico e condominio, regolata da criteri specifici: ma quella è una partita che si gioca dopo, senza poter ritardare l'intervento.

Cosa fare in concreto

  1. Documentate il danno con fotografie datate, eventuale relazione di un tecnico e segnalazioni scritte all'amministratore (via PEC o raccomandata), così da fissare la data della richiesta.
  2. Diffidate formalmente il condominio a eseguire i lavori entro un termine ragionevole, richiamando l'obbligo di conservazione delle parti comuni.
  3. Valutate il ricorso d'urgenza ex art. 700 c.p.c. se l'inerzia persiste e il danno rischia di aggravarsi: è lo strumento più rapido per ottenere l'ordine di intervento.
  4. Conservate le prove del pregiudizio (danni all'immobile, costi sostenuti, condizioni di insalubrità) in vista di un'eventuale richiesta di risarcimento ai sensi dell'art. 2051 c.c.
  5. Se siete amministratori, non opponete la morosità: attivate il recupero crediti verso i condomini inadempienti e procedete comunque con gli interventi urgenti.

Disclaimer

Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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