Lavoro

Infortunio sul lavoro in nero: chi paga cure e danni

Lavorare senza contratto non priva il dipendente delle tutele in caso di infortunio. L'INAIL eroga comunque le prestazioni e il datore risponde dei danni, anche se il rapporto era irregolare. La Cassazione lo conferma con fermezza, ribadendo l'obbligo di sicurezza previsto dall'art. 2087 del codice civile a prescindere dalla regolarità del rapporto.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·20 giugno 2026 ·4 min

Il fatto e perché conta

Un lavoratore impiegato in nero subisce un infortunio durante la prestazione. La domanda ricorrente è: senza contratto, ha diritto a qualcosa? La risposta è netta. L'assenza di un rapporto formalizzato non cancella le tutele: il lavoratore irregolare conserva il diritto alle prestazioni INAIL e al risarcimento del danno da parte del datore.

Il principio si fonda su una logica precisa. La tutela in caso di infortunio è collegata al fatto del lavoro, non alla sua formalizzazione. Chi presta attività in concreto è protetto, anche se il datore ha omesso ogni adempimento contrattuale e contributivo.

Inquadramento normativo

Il perno è l'art. 2087 del codice civile: il datore di lavoro è obbligato ad adottare le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori. È una norma a contenuto aperto, che impone un dovere di sicurezza indipendente dall'esistenza di un contratto scritto. Chi utilizza la prestazione altrui ne assume i rischi e i correlati obblighi protettivi.

Sul versante assicurativo, l'INAIL eroga le prestazioni anche al lavoratore in nero. L'istituto interviene a copertura dell'infortunio e poi agisce in regresso verso il datore inadempiente, cioè recupera da quest'ultimo le somme anticipate. La copertura previdenziale, in altre parole, non è subordinata al versamento dei contributi: opera comunque, salvo poi rivalersi su chi ha violato gli obblighi.

La Cassazione ha consolidato questo orientamento, confermando la responsabilità civile del datore per i danni patiti dal lavoratore. Si tratta di un quadro che combina tutela pubblica (INAIL) e responsabilità privata (datore), senza zone franche per chi opera fuori dalle regole.

Le voci di danno risarcibili

Il risarcimento dovuto dal datore non si esaurisce in ciò che l'INAIL copre. Le voci principali sono tre.

Il danno biologico ristora la lesione all'integrità psicofisica, accertata in sede medico-legale. È la compromissione della salute in sé considerata.

Il danno morale riguarda la sofferenza interiore, il patimento legato all'evento e alle sue conseguenze.

Il danno patrimoniale comprende le perdite economiche: spese mediche non rimborsate, mancato guadagno, riduzione della capacità lavorativa futura.

L'INAIL indennizza il danno biologico entro soglie tabellari predeterminate. La parte eccedente, definita danno differenziale, resta a carico del datore. A questa si aggiungono il danno morale e le componenti patrimoniali non coperte dall'indennizzo pubblico.

Implicazioni pratiche

Per il lavoratore irregolare il messaggio è chiaro: l'infortunio va denunciato, anche in assenza di contratto. La regolarità del rapporto non è condizione per accedere alle prestazioni né per ottenere il risarcimento.

Resta però un ostacolo concreto: provare l'esistenza del rapporto di lavoro e la dinamica dell'infortunio. Senza documenti contrattuali, il lavoratore deve costruire la prova con altri mezzi: testimonianze, comunicazioni, documentazione sanitaria, eventuali accertamenti ispettivi.

Per il datore, l'illusione che il "nero" riduca i rischi è infondata. Anzi, espone a una responsabilità più ampia: indennizzo INAIL recuperato in regresso, risarcimento integrale del danno differenziale e delle voci non coperte, oltre alle conseguenze sanzionatorie del lavoro irregolare.

Cosa fare in concreto

---

*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

Disclaimer. Contributo informativo a cura di Tamburro Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale. Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
Una conversazione con lo studio

Ogni storia di lavoro ha i suoi tempi.

Se gestisci HR e vuoi un confronto su contenzioso, ispezioni o licenziamenti, scrivi allo studio. Ti rispondiamo entro un giorno lavorativo.