Contrattualistica

Interessi del mutuo e usura: quando il tasso diventa illegale

Un mutuo con interessi troppo alti può sfociare nell'usura. La Legge 108/1996 fissa soglie precise, aggiornate ogni trimestre, oltre le quali il tasso diventa illegale. Capire come si calcola quel limite è il primo passo per verificare se il proprio finanziamento rispetta la legge o se, al contrario, il contratto presenta profili di irregolarità da contestare.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·21 luglio 2026 ·4 min

Il problema in sintesi

Ogni mutuo prevede un costo per il denaro prestato: gli interessi. Fin qui nulla di anomalo. Il problema nasce quando quel costo supera un limite fissato dalla legge. In quel caso non si parla più di interesse elevato, ma di usura, con conseguenze pesanti per l'intermediario che l'ha applicata.

La domanda ricorrente è: qual è la soglia oltre cui il tasso diventa illegale? La risposta non è un numero fisso, ma un valore che cambia nel tempo e a seconda del tipo di finanziamento.

Inquadramento normativo

La disciplina di riferimento è la Legge 7 marzo 1996, n. 108 ("Disposizioni in materia di usura"), che ha riformato l'art. 644 del codice penale e introdotto il meccanismo dei cosiddetti tassi soglia.

Il sistema funziona così. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, sentita la Banca d'Italia, rileva ogni trimestre il TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio): la media dei tassi effettivamente praticati dagli intermediari finanziari per ciascuna categoria di operazione (mutui, aperture di credito, prestiti personali e così via).

Su questo valore medio si calcola la soglia oltre cui scatta l'usura. Dal 2011 la formula è: TEGM aumentato di un quarto, più un margine di quattro punti percentuali. La differenza tra soglia e TEGM non può comunque superare gli otto punti. In pratica, il tasso soglia si ottiene applicando questa maggiorazione al valore medio pubblicato per la categoria di riferimento.

Un punto tecnico spesso trascurato: nel calcolo del tasso applicato non conta solo il tasso nominale, ma il TAEG e, più in generale, tutti i costi collegati all'erogazione del credito (commissioni, spese, remunerazioni a qualsiasi titolo), come previsto dallo stesso art. 644 c.p.

Cosa cambia in concreto

Per chi ha stipulato un mutuo, il primo dato da verificare è il momento in cui il contratto è stato firmato. Le soglie, infatti, si applicano con riferimento al trimestre di pattuizione. Un tasso oggi non usurario potrebbe esserlo stato al momento della firma, e viceversa.

Le conseguenze dell'usura non sono marginali. Sul piano civilistico, l'art. 1815, comma 2, del codice civile prevede che se sono convenuti interessi usurari non sono dovuti interessi affatto: la clausola è nulla e il debitore restituisce il solo capitale. Si tratta di un effetto molto rilevante sull'economia complessiva del finanziamento.

Resta però una distinzione da non perdere di vista. Un conto è l'usura al momento della stipula (usura originaria), un altro è il superamento della soglia intervenuto solo in un momento successivo (usura sopravvenuta), sul quale la giurisprudenza, comprese le Sezioni Unite della Cassazione, ha adottato posizioni più restrittive. Ogni situazione va quindi valutata caso per caso.

Segnaliamo inoltre che il confronto con la soglia richiede rigore metodologico: occorre paragonare il tasso del proprio contratto alla soglia della stessa categoria e dello stesso trimestre, e includere le voci di costo corrette. Un calcolo impreciso porta con facilità a falsi allarmi o a false rassicurazioni.

Cosa fare in concreto

  1. Recuperate il contratto di mutuo e individuate la data esatta di stipula e tutte le condizioni economiche pattuite.
  2. Identificate la categoria dell'operazione e reperite il decreto ministeriale con il TEGM e la soglia del trimestre di riferimento.
  3. Ricostruite il costo effettivo del finanziamento includendo interessi, commissioni e spese, non il solo tasso nominale.
  4. Confrontate il dato ottenuto con la soglia corretta, verificando che il raffronto sia omogeneo per categoria e periodo.
  5. Fatevi assistere da un professionista prima di avviare contestazioni: la materia è tecnica e il calcolo errato è la prima causa di iniziative infondate.

La verifica sull'usurarietà di un mutuo è un'operazione che unisce lettura giuridica e analisi tecnico-matematica. Consigliamo di non affidarsi a valutazioni sommarie e di documentare ogni passaggio, perché è proprio sulla precisione del calcolo che si gioca la fondatezza di un'eventuale contestazione.

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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

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