Interessi usurari nel mutuo: quando il tasso supera la soglia di legge
Un mutuo con interessi troppo alti può violare la legge antiusura. La L. 108/1996 fissa soglie oltre le quali il tasso diventa illegale, con effetti pesanti sul contratto. Capire come si calcola il limite e come verificare il proprio finanziamento è il primo passo per tutelare i propri diritti.
Il fatto e perché conta
Gli interessi di un mutuo non possono superare una soglia predeterminata dalla legge. Quando la oltrepassano, si parla di usura e il contratto subisce conseguenze severe.
Non si tratta di una valutazione soggettiva: il limite è calcolato con criteri oggettivi, aggiornati ogni tre mesi. Sapere dove passa il confine consente al mutuatario di controllare la legittimità del proprio finanziamento.
Inquadramento normativo
La disciplina di riferimento è la Legge 7 marzo 1996, n. 108, che ha riformato la materia dell'usura sia sul piano penale sia su quello civile.
Il meccanismo è il seguente. Ogni trimestre la Banca d'Italia rileva i Tassi Effettivi Globali Medi (TEGM) applicati dagli intermediari finanziari per ciascuna categoria di operazione (mutui, credito al consumo, aperture di credito e così via). Il Ministero dell'Economia e delle Finanze pubblica poi questi valori in appositi decreti.
Sul TEGM si costruisce il tasso soglia: superata quella soglia, gli interessi sono usurari per legge. Il calcolo attuale prevede il TEGM aumentato di un quarto, con l'aggiunta di quattro punti percentuali; la differenza tra soglia e tasso medio non può comunque eccedere gli otto punti (art. 2, comma 4, L. 108/1996 come modificato dal D.L. 70/2011).
Sul piano civilistico rileva l'art. 1815, secondo comma, del Codice civile: se gli interessi pattuiti sono usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi. Il finanziamento, in altre parole, resta ma diventa gratuito quanto agli interessi.
Cosa significa "tasso effettivo globale"
Un punto tecnico spesso frainteso. Il tasso rilevante non è il solo interesse nominale indicato in contratto. Nel calcolo del costo del credito rientrano anche commissioni, spese e oneri collegati all'erogazione: è il cosiddetto costo globale dell'operazione.
È questo dato complessivo, e non il tasso "di facciata", a dover essere confrontato con la soglia. Un mutuo può quindi apparire regolare guardando al solo tasso nominale e risultare invece critico una volta sommati tutti gli oneri accessori.
Usura originaria e usura sopravvenuta
La verifica va fatta al momento in cui gli interessi sono pattuiti o promessi: è la cosiddetta usura originaria, quella rilevante ai fini della nullità della clausola.
Diversa è la questione dell'usura sopravvenuta, che si verifica quando un tasso lecito alla firma supera la soglia in un momento successivo per effetto della discesa dei tassi medi. Le Sezioni Unite della Cassazione (sent. n. 24675/2017) hanno escluso che questa situazione, di per sé, renda gli interessi non dovuti. La distinzione è tutt'altro che teorica e incide direttamente sulla strategia di tutela.
Implicazioni pratiche per il mutuatario
Per chi ha un mutuo in corso, le conseguenze sono concrete. Se gli interessi pattuiti erano usurari all'origine, la clausola è nulla e le somme versate a titolo di interessi possono essere ripetute, cioè richieste indietro.
La verifica, però, richiede attenzione. Occorre individuare la categoria corretta dell'operazione, reperire il decreto ministeriale del trimestre di stipula e ricostruire il costo effettivo comprensivo di tutti gli oneri. Un errore nella scelta dei parametri di confronto compromette l'intera analisi.
Cosa fare in concreto
- Recuperate il contratto di mutuo e tutta la documentazione: piano di ammortamento, prospetto delle spese, comunicazioni della banca.
- Individuate il trimestre di stipula e il relativo decreto MEF con il TEGM della categoria pertinente al vostro finanziamento.
- Fate calcolare il tasso effettivo globale da un tecnico, includendo commissioni e oneri accessori, non il solo interesse nominale.
- Distinguete usura originaria e sopravvenuta: solo la prima consente, di regola, di contestare la debenza degli interessi.
- Consigliamo di rivolgervi a un professionista prima di agire: una contestazione fondata su parametri errati rischia di essere respinta.
Disclaimer
Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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