Lavoro

Legge 104 e partita IVA nel 2026: tra annunci e norme da verificare

Si parla di un'estensione, dal 2026, di permessi e congedi della Legge 104/1992 ai lavoratori autonomi con partita IVA. Il tema merita attenzione, ma molte misure circolate non risultano ancora ancorate a una norma vigente e verificabile. Distinguere ciò che è legge da ciò che è proposta è il primo passo per non prendere decisioni su presupposti incerti.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·16 giugno 2026 ·4 min

Il contesto: una novità annunciata, una fonte da accertare

Nelle ultime settimane è tornata a circolare la notizia di un ampliamento, a partire dal 1° gennaio 2026, delle tutele della Legge 104/1992 a favore dei lavoratori autonomi con partita IVA: permessi retribuiti, congedo straordinario indennizzato e agevolazioni fiscali per chi assiste un familiare con disabilità grave.

Una precisazione è doverosa. Allo stato, non risulta una norma vigente — legge, legge di bilancio con numero di comma identificabile, o decreto delegato — che introduca in modo organico tali misure per la generalità degli autonomi. Dove la fonte è un disegno di legge, una bozza o un emendamento ancora in iter, ogni previsione va letta al condizionale. Riportiamo quindi il tema come prospettiva da monitorare, non come dato acquisito.

Inquadramento normativo

Il perno resta l'art. 3, comma 3, della Legge 104/1992, che definisce la condizione di disabilità grave: presupposto per accedere alle tutele assistenziali più ampie.

Sul piano operativo, due disposizioni governano oggi i principali istituti:

Entrambi gli istituti sono storicamente costruiti sul lavoro subordinato: i permessi ex art. 33 e il congedo ex art. 42 presuppongono un rapporto di lavoro dipendente, sia per il meccanismo di sostituzione del reddito sia per la copertura figurativa.

Ciò non significa che gli autonomi siano del tutto privi di tutele. Gli iscritti alla Gestione separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) godono già, ad esempio, di indennità di maternità e di alcune prestazioni di malattia secondo regole proprie. L'affermazione secondo cui per gli autonomi "non esiste alcuna copertura" è quindi imprecisa: il punto è che mancano, ad oggi, istituti speculari ai permessi e al congedo Legge 104 pensati per i subordinati.

Cosa cambierebbe — e i nodi tecnici aperti

Qualora una norma estendesse davvero queste tutele agli autonomi, i profili tecnici da sciogliere sarebbero rilevanti.

Parametrazione dell'indennizzo. Per un lavoratore autonomo non esiste una retribuzione mensile cui agganciare l'indennità. Occorrerebbe individuare una base di calcolo: reddito dichiarato, reddito medio degli anni precedenti o massimale contributivo della Gestione separata. La scelta incide direttamente sull'importo spettante.

Coordinamento con il regime forfettario. Chi applica il regime forfettario determina il reddito in modo presuntivo, tramite coefficiente di redditività. Un'indennità calcolata sul reddito "forfettizzato" potrebbe risultare disallineata rispetto ai ricavi effettivi: un aspetto che la normativa attuativa dovrebbe chiarire.

Incompatibilità e requisiti. È plausibile la previsione di un requisito di non titolarità di altre prestazioni analoghe e di una contribuzione minima. Sono elementi che incidono sull'effettiva platea dei beneficiari.

In ogni caso, l'efficacia concreta dipenderebbe dalle circolari attuative INPS, che traducono il dettato normativo in regole operative su domanda, requisiti e calcolo. Senza tali atti, anche una norma approvata resterebbe in larga parte inapplicata.

Cosa fare in concreto

  1. Verificate la fonte prima di decidere. Prima di pianificare scelte assistenziali o organizzative, accertate se la misura è legge vigente o ancora proposta in iter.
  2. Controllate la vostra posizione previdenziale. Verificate gestione di iscrizione (Gestione separata, casse autonome, gestioni artigiani/commercianti) e contribuzione: le tutele variano sensibilmente.
  3. Censite le tutele già disponibili. Indennità di maternità o malattia della Gestione separata possono già coprire alcune situazioni: conoscerle evita rinunce ingiustificate.
  4. Documentate la condizione di gravità. Conservate il verbale che attesta la disabilità grave ex art. 3, comma 3, L. 104/1992: è il presupposto di qualunque tutela.
  5. Monitorate le circolari INPS. Le regole operative arrivano con gli atti di prassi: è opportuna prudenza fino alla loro pubblicazione.

Conclusione

L'eventuale estensione delle tutele Legge 104 agli autonomi sarebbe un passo significativo, ma oggi convive con un quadro normativo non ancora consolidato. È opportuna prudenza: distinguere annunci e norme vigenti, e verificare la propria posizione, è il modo più solido per affrontare il tema senza basarsi su presupposti incerti.

---

Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners — Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

Disclaimer. Contributo informativo a cura di Tamburro Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale. Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
Una conversazione con lo studio

Ogni storia di lavoro ha i suoi tempi.

Se gestisci HR e vuoi un confronto su contenzioso, ispezioni o licenziamenti, scrivi allo studio. Ti rispondiamo entro un giorno lavorativo.