Lavoro

Legge 104 e partita IVA: cosa potrebbe cambiare per gli autonomi nel 2026

Si discute da mesi di un'apertura della Legge 104/1992 ai lavoratori autonomi con partita IVA che assistono familiari con disabilità grave. Allo stato, però, non esiste un testo attuativo definitivo: parliamo di prospettive in via di definizione. Per gli autonomi la logica non è quella dei permessi retribuiti, ma di un'indennità sostitutiva del reddito. Ecco cosa è certo e cosa resta da chiarire.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·16 giugno 2026 ·5 min

Premessa: cosa è confermato e cosa no

È necessaria una precisazione di metodo. Le ipotesi di estensione delle tutele della Legge 104/1992 ai titolari di partita IVA circolano in sede di dibattito parlamentare e di proposte di riforma, ma alla data di questo contributo non risultano in vigore un articolo di legge o un decreto che disciplinino in modo organico permessi e congedi per gli autonomi.

Di conseguenza, in questo articolo i verbi sono volutamente al condizionale dove descriviamo misure non ancora attuate. Riferire come acquisito ciò che è solo annunciato sarebbe scorretto. Chi cerca certezze deve attendere il testo normativo e le circolari INPS di attuazione.

Il quadro normativo attuale

La disabilità grave è definita dall'art. 3, comma 3, della Legge 104/1992: ricorre quando la minorazione, singola o plurima, ha ridotto l'autonomia personale in modo tale da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale.

Due istituti centrali oggi vigenti riguardano però il lavoro subordinato:

Entrambi sono tarati sulla logica della conservazione del posto di lavoro e dell'integrazione della retribuzione persa. Estenderne l'applicazione agli autonomi non è automatico: richiede una base normativa espressa, oggi assente. Eventuali aperture dovrebbero quindi passare per un nuovo intervento legislativo, non per analogia.

Perché l'autonomo è un caso diverso

Qui sta il nodo concettuale. Il dipendente che fruisce dei permessi mantiene il posto e riceve un'integrazione del reddito da lavoro non prestato. L'autonomo non ha un posto da conservare né una retribuzione da integrare: non lavorando, semplicemente non produce reddito nei giorni di assistenza.

Per questo l'eventuale tutela per l'autonomo non potrebbe replicare il modello dei permessi, ma dovrebbe assumere la forma di un'indennità sostitutiva del reddito: una somma che copre, in tutto o in parte, la giornata non lavorata.

Il problema pratico è la quantificazione. Per un forfettario o per chi ha redditi variabili manca un parametro fisso come la busta paga. Il criterio plausibile, in linea con altre indennità INPS per gli autonomi, sarebbe il reddito medio dichiarato in un arco temporale di riferimento. Ma anche questo, allo stato, resta da definire nei decreti attuativi.

Il fisco: prudenza sulle agevolazioni

Si parla spesso di "agevolazioni fiscali" collegate alla 104. Occorre distinguere ciò che esiste oggi da ciò che è solo prospettato.

Già oggi il TUIR (D.P.R. 917/1986) prevede, a determinate condizioni, la deduzione delle spese mediche e di assistenza specifica per i portatori di handicap (art. 10) e detrazioni per oneri sanitari (art. 15). Sono misure generali, non riservate agli autonomi e non legate a un nuovo regime 2026.

Gli annunciati "alleggerimenti contributivi" nei periodi di sospensione dell'attività, invece, non risultano oggi agganciati ad alcuna norma specifica: vanno considerati eventuali misure ancora da confermare.

Cosa fare in concreto

  1. Documentate per tempo la disabilità grave del familiare: il riconoscimento ex art. 3, comma 3, L. 104/1992 è il presupposto di qualunque tutela, presente o futura.
  2. Conservate la prova del nesso assistenziale: a differenza del dipendente, l'autonomo richiedente sopporta in misura maggiore l'onere di dimostrare l'effettività dell'assistenza prestata.
  3. Tenete ordinata la documentazione reddituale (dichiarazioni, fatturato): se l'indennità verrà parametrata al reddito medio, sarà il dato decisivo per la quantificazione.
  4. Monitorate le circolari INPS attuative: in uno scenario non ancora consolidato, è lì che si definiranno requisiti, importi e procedure di domanda.
  5. È opportuno verificare l'interazione tra eventuali agevolazioni 104, regime contributivo e deduzioni fiscali con un professionista abilitato, evitando di sovrapporre indebitamente categorie pensate per il lavoro dipendente.

Conclusione

L'eventuale estensione delle tutele della Legge 104 agli autonomi sarebbe un passo coerente con la realtà di chi lavora senza rete contrattuale. Ma finché non vi sarà un testo normativo in vigore e le relative istruzioni INPS, ogni valutazione resta provvisoria. La via prudente è prepararsi sul piano documentale e seguire l'evoluzione della disciplina.

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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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