Lavoro

Legge 104 e permessi frazionati: più familiari lo stesso giorno

Un orientamento dell'Aran apre alla possibilità che più familiari fruiscano dei permessi orari ex Legge 104 nello stesso giorno per assistere la stessa persona con disabilità grave. La lettura, però, contrasta con l'impostazione più restrittiva del Dipartimento della Funzione pubblica. Il tema riguarda migliaia di lavoratori, pubblici e privati, che coordinano l'assistenza in famiglia.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·21 luglio 2026 ·4 min

Il punto della questione

I permessi della Legge 104/1992 consentono al lavoratore che assiste un familiare con disabilità grave di assentarsi dal lavoro. Nella versione ordinaria si tratta di tre giorni mensili, ma la normativa ammette anche la fruizione in forma oraria (i cosiddetti permessi frazionati).

La novità riguarda la possibilità che più familiari - ad esempio due figli, o un coniuge e un fratello - utilizzino permessi orari nello stesso giorno per assistere la medesima persona. In passato l'orientamento prevalente escludeva la sovrapposizione, ritenendo che l'assistenza dovesse essere garantita da un solo referente per volta.

Inquadramento normativo

L'articolo 33 della Legge 104/1992 riconosce i permessi retribuiti al lavoratore che assiste una persona con handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della stessa legge.

Il D.lgs. 105/2022, che ha recepito la direttiva europea sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata (cosiddetta direttiva work-life balance), ha superato il principio del "referente unico": oggi più lavoratori possono essere titolari dei permessi per assistere la stessa persona, anche se resta il limite complessivo dei tre giorni mensili per ciascun beneficiario dell'assistenza.

Su questo impianto si innesta un orientamento dell'Aran - l'Agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni nella contrattazione collettiva - secondo cui, essendo caduto il vincolo del referente unico, nulla osta a che due familiari fruiscano di permessi orari nello stesso giorno. Diversa è la posizione più prudente attribuita al Dipartimento della Funzione pubblica, che tende a leggere in modo restrittivo la cumulabilità nella medesima giornata.

Perché la divergenza conta

La distanza tra i due orientamenti non è teorica. L'Aran fornisce interpretazioni sui contratti collettivi del pubblico impiego; la Funzione pubblica indirizza la condotta delle amministrazioni datrici di lavoro. Un dipendente pubblico può quindi trovarsi di fronte a un'amministrazione che nega la fruizione simultanea sulla base dell'indicazione ministeriale, pur in presenza di una lettura più favorevole dell'Aran.

Nel settore privato la cornice resta quella del D.lgs. 105/2022 e delle istruzioni INPS. La caduta del referente unico vale per tutti, ma l'uso frazionato nello stesso giorno va comunque coordinato con le esigenze organizzative del datore e con le modalità di programmazione dei permessi.

Implicazioni pratiche

Per i lavoratori che condividono l'assistenza di un familiare con disabilità grave, la possibilità di sovrapporre permessi orari amplia i margini di organizzazione: si possono coprire fasce diverse della giornata, o affiancarsi in momenti che richiedono la presenza di più persone (visite specialistiche, trasferimenti, terapie).

Resta però un'area di incertezza. Chi lavora nel pubblico impiego deve verificare l'orientamento adottato dalla propria amministrazione e le clausole del contratto collettivo applicabile. Un diniego non correttamente motivato può essere contestato, ma la prudenza suggerisce di documentare fin dall'inizio le richieste e le risposte ricevute.

Cosa fare in concreto

La materia è in evoluzione e le prassi amministrative non sono ancora uniformi. Consigliamo di monitorare gli aggiornamenti interpretativi e di non dare per acquisita una soluzione valida in ogni contesto.

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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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