Lavoro

Manovra 2027: IRPEF, contratti agevolati e rinnovi collettivi

Le bozze della manovra 2027 delineano un pacchetto che tocca IRPEF, incentivi al lavoro e sostegni alle famiglie. Tra le ipotesi circolate: aliquota al 33% fino a 60mila euro e tassazione agevolata sui rinnovi dei contratti collettivi. Sono misure ancora in discussione, non vigenti. Vale però la pena capire in anticipo cosa potrebbe cambiare per imprese e dipendenti.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·13 agosto 2026 ·4 min

Premessa: misure in itinere, non diritto vigente

Occorre una precisazione metodologica prima di ogni analisi. I contenuti qui descritti provengono da bozze e anticipazioni sul disegno di legge di bilancio 2027. Non sono norme in vigore.

Il percorso parlamentare di una manovra modifica spesso cifre, soglie e numerazione degli articoli. Ciò che leggiamo oggi può cambiare in sede di conversione, fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Trattiamo quindi questi dati come scenari di lavoro, non come obblighi già esigibili.

Inquadramento normativo: IRPEF e rinnovi dei contratti collettivi

Sul fronte fiscale, secondo il testo in discussione, si ipotizza una riduzione dell'aliquota IRPEF al 33% per i redditi fino a 60mila euro. L'assetto degli scaglioni è disciplinato dall'art. 11 del TUIR (D.P.R. 917/1986), che ne fissa aliquote e determinazione dell'imposta.

Su questo punto serve cautela. Il sistema degli scaglioni è stato più volte rimodulato dalle leggi di bilancio 2024 e 2025, con passaggi tra quattro e tre scaglioni. Qualsiasi valutazione va quindi confrontata con l'ultima versione vigente dell'art. 11 TUIR e con le modifiche introdotte dalle manovre precedenti: il quadro non è statico.

Sul fronte lavoristico, una specifica disposizione della manovra prevederebbe una tassazione agevolata sugli incrementi retributivi legati ai rinnovi dei contratti collettivi. Il testo circolato non consente ancora di attribuire un numero d'articolo stabile: la numerazione dei DDL di bilancio muta in sede parlamentare, e indicarne uno oggi sarebbe fuorviante. Ci limitiamo perciò alla sostanza della misura.

Implicazioni pratiche: cosa cambierebbe per lavoratore e impresa

Gli effetti vanno tenuti distinti a seconda del destinatario.

Per il lavoratore dipendente. Secondo le bozze, la combinazione tra revisione dell'aliquota e detassazione dei rinnovi produrrebbe un aumento del netto in busta paga, soprattutto nelle fasce medie. L'entità dipende dal reddito complessivo e dall'effettiva applicazione delle nuove soglie.

Per l'impresa. La detassazione degli incrementi da rinnovo dei contratti collettivi renderebbe più sostenibile la trattativa sindacale: a parità di costo lordo, il beneficio netto per il dipendente cresce. Questo può facilitare la chiusura di rinnovi fermi da tempo.

Attenzione, però, alla tenuta giuridica delle clausole. L'agevolazione fiscale non deve diventare il fine dell'operazione. Un incremento costruito solo per intercettare il vantaggio tributario, privo di reale corrispettivo negoziale, espone a contestazioni sul piano antielusivo. La struttura dell'accordo deve reggere a prescindere dal risparmio d'imposta.

Quanto alla social card e agli altri sostegni, si tratta di misure di natura assistenziale: rilevano per la programmazione familiare più che per la contrattazione d'impresa, ma incidono sul quadro complessivo del reddito disponibile.

Cosa fare in concreto

  1. Non anticipare decisioni sulle cifre. Attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale prima di ridefinire politiche retributive o simulazioni di costo del lavoro.
  2. Mappare i rinnovi in scadenza. Individuare i contratti collettivi applicati e le trattative aperte, per essere pronti a sfruttare l'eventuale agevolazione appena vigente.
  3. Verificare l'assetto IRPEF aggiornato. Confrontare le ipotesi con l'ultima versione dell'art. 11 TUIR, per stimare l'impatto reale sul netto dei dipendenti.
  4. Curare la sostanza degli accordi. Impostare gli incrementi su reali logiche negoziali e produttive, così da reggere a un eventuale controllo antielusivo.
  5. Monitorare l'iter parlamentare. Seguire le modifiche al testo, perché soglie e requisiti possono cambiare fino all'ultimo passaggio.

Conclusioni

La manovra 2027 apre potenziali margini di manovra su fiscalità del lavoro e rinnovi contrattuali. Consigliamo di trattare queste misure come opportunità congiunturali, da valutare con prudenza e solo dopo la loro effettiva entrata in vigore. La pianificazione anticipata è utile; l'esecuzione va rinviata al diritto vigente.

Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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