Lavoro

NASpI anticipata e apertura di partita IVA: regole e cautele per il 2026

Chi perde il lavoro e vuole avviare un'attività autonoma può chiedere la NASpI in un'unica soluzione anziché a rate mensili. È una leva utile, ma la scelta è irreversibile e va ponderata. Per il 2026 si segnalano possibili novità normative: vediamo cosa resta certo e cosa va verificato prima di decidere.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·8 giugno 2026 ·4 min

Inquadramento normativo

La possibilità di ottenere la NASpI in forma anticipata non nasce nel 2026. Il riferimento certo è l'art. 8 del D.lgs. 22/2015, che consente al disoccupato titolare di indennità di richiederne la liquidazione anticipata in un'unica soluzione, per intraprendere un'attività di lavoro autonomo o d'impresa individuale, oppure per associarsi in cooperativa.

La stessa norma fissa l'importo dell'anticipo nelle mensilità di NASpI ancora spettanti al momento della domanda. La richiesta va presentata all'INPS entro 30 giorni dall'inizio dell'attività (o, nel caso di lavoro autonomo già in essere alla data di domanda della NASpI, entro 30 giorni da tale domanda). Si tratta di un termine perentorio: oltre quella soglia il diritto all'anticipo decade.

Per il 2026 circolano notizie di interventi di riforma — in particolare un possibile pagamento in due rate e un aggiornamento delle condizioni di restituzione. Allo stato, queste novità vanno verificate alla fonte ufficiale (testo di legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale, con articolo e comma, e circolari attuative INPS). Finché non sono confermate, il quadro operativo di riferimento resta quello dell'art. 8 D.lgs. 22/2015.

Cosa cambierebbe con le novità annunciate

Le ipotesi di modifica più ricorrenti riguardano due profili.

Il primo è la modalità di erogazione: si parla del passaggio da un'unica soluzione a un pagamento in due rate, presumibilmente con la seconda subordinata alla prosecuzione effettiva dell'attività. Sarebbe un correttivo prudenziale, pensato per ridurre il rischio di anticipi erogati a fronte di iniziative che non decollano.

Il secondo è la disciplina della restituzione. Su questo punto la giurisprudenza costituzionale è intervenuta più volte sui meccanismi di restituzione e decadenza delle prestazioni di sostegno al reddito. Eventuali nuove regole dovrebbero recepire tali orientamenti, ma l'esatto contenuto va confermato sul testo definitivo, evitando di darlo per acquisito.

Implicazioni pratiche per chi vuole avviare un'attività

Il punto centrale resta lo stesso, a prescindere dalle novità: la NASpI anticipata è alternativa all'erogazione mensile. Chi opta per l'anticipo rinuncia alle mensilità residue e riceve, in tutto o in parte, il corrispondente capitale.

La scelta è di fatto irreversibile: non è possibile tornare alla rateizzazione mensile dopo aver incassato l'anticipo. Questo ha un peso concreto. Se l'attività si interrompe prima del periodo coperto dall'indennità, è prevista la restituzione di quanto percepito, salvo le ipotesi tipizzate dalla legge.

Attenzione anche alla compatibilità con altri redditi e prestazioni: l'avvio di una partita IVA modifica la posizione contributiva e fiscale e può incidere su agevolazioni o requisiti di altre misure. Va valutato l'impatto complessivo, non solo la convenienza immediata della somma in un'unica soluzione.

Infine, l'anticipo è uno strumento di liquidità iniziale, non un finanziamento: copre l'avvio, ma non sostituisce una valutazione di sostenibilità dell'attività nel medio periodo.

Cosa fare in concreto

  1. Verificare la fonte normativa aggiornata: prima di decidere, controllare se le novità 2026 (rate, restituzione) sono effettivamente in vigore, con riferimento al testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale e alle circolari INPS.
  2. Rispettare il termine dei 30 giorni dall'inizio dell'attività per presentare la domanda di anticipo: oltre questo limite il diritto si perde.
  3. Quantificare l'anticipo confrontandolo con le mensilità residue di NASpI, per misurare la reale convenienza dell'opzione in capitale.
  4. Stimare il rischio restituzione: prevedere lo scenario in cui l'attività si interrompa prima del termine, verificando le condizioni di recupero applicabili.
  5. Valutare l'impatto fiscale e contributivo della partita IVA sull'intera posizione, prima di rinunciare alle rate mensili.

È opportuno verificare la propria situazione specifica prima di esercitare l'opzione, perché la scelta non è modificabile una volta perfezionata.

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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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