Condominio

Morosità condominiale: chi può conoscere i nomi dei condòmini che non pagano

Chi salda regolarmente le spese condominiali ha diritto di sapere chi non lo fa. La Cassazione conferma che l'amministratore può comunicare i nomi dei condòmini morosi sia agli altri condòmini sia ai creditori, senza violare la normativa sulla privacy. La trasparenza, in questo caso, prevale sulla riservatezza del dato personale.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·30 giugno 2026 ·4 min

Il caso

La questione è ricorrente nelle assemblee condominiali: quando un proprietario non paga le quote, gli altri condòmini hanno il diritto di conoscere la sua identità? Oppure il nome del moroso è un dato personale protetto, che l'amministratore deve tenere riservato?

La Cassazione Civile ha chiarito il punto: l'amministratore può legittimamente comunicare i nominativi dei condòmini inadempienti a chi paga regolarmente e ai creditori del condominio. Non si tratta di una violazione della privacy, ma dell'esercizio di un diritto riconosciuto dalla legge.

Inquadramento normativo

Il riferimento è l'articolo 63 delle Disposizioni di attuazione del Codice civile. La norma disciplina i rapporti tra condominio, condòmini morosi e creditori, e prevede in particolare due meccanismi rilevanti.

In primo luogo, i creditori del condominio possono agire nei confronti dei singoli condòmini in regola con i pagamenti solo dopo aver escusso (cioè aggredito senza successo) i morosi. Per poterlo fare, devono però sapere chi sono questi ultimi: la norma impone all'amministratore di comunicare ai creditori i dati dei condòmini inadempienti.

In secondo luogo, il condòmino che paga ha un interesse concreto a conoscere chi non paga, perché la morosità altrui può ricadere su di lui. Il debito condominiale, infatti, è ripartito in base ai millesimi, e l'inadempimento di alcuni può tradursi in oneri ulteriori per tutti gli altri. La trasparenza sui nominativi è quindi strumentale alla tutela di un diritto economico reale.

La normativa sulla protezione dei dati personali (Regolamento UE 2016/679, il cosiddetto GDPR) consente il trattamento dei dati quando esso è necessario per perseguire un legittimo interesse. In ambito condominiale, conoscere i morosi rientra proprio in questo perimetro.

Implicazioni pratiche

Per l'amministratore, la pronuncia conferma che la comunicazione dei nomi dei morosi non solo è consentita, ma in alcuni casi è doverosa. Rifiutarsi di fornire i dati ai creditori legittimati o ai condòmini interessati può esporre l'amministratore a responsabilità.

Resta però un limite: la comunicazione deve avvenire verso soggetti che hanno un effettivo interesse e nei limiti di quanto necessario. Un conto è informare l'assemblea o rispondere a un creditore; altro è la diffusione indiscriminata, ad esempio l'affissione dei nomi in spazi accessibili a estranei o la pubblicazione su gruppi e chat aperti a terzi non condòmini. In quel caso il trattamento diventa eccessivo e potenzialmente illecito.

Per il condòmino in regola, la sentenza rafforza la posizione di chi chiede chiarezza sulla gestione economica del condominio. Per il condòmino moroso, è il segnale che la propria inadempienza non gode di una tutela alla riservatezza assoluta.

Cosa fare in concreto

  1. Se sei amministratore, comunica i nomi dei morosi ai creditori che ne fanno richiesta e ai condòmini che vi abbiano interesse, ma evita la diffusione verso soggetti estranei al condominio.
  1. Verbalizza in assemblea la situazione dei pagamenti riportando le quote insolute: è la sede corretta per dare conto delle morosità.
  1. Se sei condòmino in regola, richiedi formalmente all'amministratore lo stato dei pagamenti e l'identità dei morosi, indicando l'interesse concreto alla richiesta.
  1. Se sei creditore del condominio, prima di agire contro i condòmini in regola, chiedi all'amministratore i nominativi degli inadempienti: dovrai escutere prima loro.
  1. Evita l'affissione pubblica dei nominativi in androni o spazi comuni accessibili a chiunque: è una modalità sproporzionata che può configurare un illecito trattamento.

Conclusione

Il principio è chiaro: la trasparenza sulla gestione condominiale prevale sulla riservatezza del condòmino moroso, ma entro confini precisi. La comunicazione deve essere mirata, proporzionata e diretta a chi ha un interesse legittimo. Consigliamo, in caso di dubbio sulle modalità di gestione dei dati o di contenzioso con condòmini inadempienti, di valutare la situazione concreta con un professionista.

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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

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