Opzione donna 2026: il diritto maturato resta esercitabile
Nonostante la mancata proroga per il 2025, l'accesso a Opzione donna resterebbe possibile per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024. Il tema riguarda molte lavoratrici che, pur potendo ancora presentare domanda nel 2026, devono valutare con attenzione le condizioni richieste e l'impatto del calcolo contributivo sull'importo dell'assegno.
Il quadro attuale
Opzione donna è la misura che consente ad alcune categorie di lavoratrici l'accesso alla pensione anticipata, in cambio del calcolo dell'assegno con il metodo contributivo, in genere meno favorevole rispetto al sistema misto.
La disciplina più recente è stata introdotta dalla legge di bilancio 2024 (L. 30 dicembre 2023, n. 213), che ha ristretto la platea e fissato la maturazione dei requisiti al 31 dicembre 2023. La legge di bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024, n. 207) è intervenuta nuovamente sulla materia, spostando il termine di maturazione al 31 dicembre 2024.
*Nota di verifica: la numerazione esatta dei commi delle due leggi di bilancio va confermata sul testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale prima della pubblicazione definitiva.*
Chi può accedere
La misura è riservata alle lavoratrici che, entro il 31 dicembre 2024, abbiano compiuto almeno 61 anni di età (con riduzione fino a due anni in presenza di figli, quindi 60 anni con un figlio e 59 con due o più) e maturato almeno 35 anni di contributi.
All'interno di questo perimetro, l'accesso è comunque condizionato all'appartenenza a una delle tre categorie tutelate:
- caregiver, che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un familiare convivente con disabilità grave (art. 3, comma 3, L. 104/1992);
- lavoratrici con invalidità civile pari almeno al 74%;
- lavoratrici licenziate o dipendenti di imprese in crisi, con tavolo di confronto attivo presso il Ministero.
Per quest'ultima categoria non si applica la riduzione anagrafica legata al numero di figli: il requisito resta di 61 anni.
La questione del diritto maturato
Secondo l'orientamento prevalente in materia previdenziale, il diritto a pensione perfezionato in vigenza di una determinata disciplina non viene meno per effetto della successiva mancata proroga della misura. Chi ha completato tutti i requisiti entro il termine fissato conserva quindi la possibilità di presentare domanda anche in un momento successivo.
Si tratta tuttavia di un principio da applicare con prudenza al caso concreto: l'effettiva esercitabilità va verificata alla luce della prassi INPS di riferimento e della situazione individuale. È opportuno reperire la circolare INPS applicativa dell'ultima disciplina di Opzione donna, richiamandone gli estremi in sede di domanda.
Le finestre di decorrenza
Anche chi ha maturato i requisiti non riceve la pensione immediatamente. Operano le cosiddette finestre mobili, previste dalla disciplina di Opzione donna: la decorrenza scatta trascorsi 12 mesi dalla maturazione per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le autonome.
Per il comparto scuola e AFAM valgono termini di accesso specifici legati all'inizio dell'anno scolastico o accademico: chi opera in questi settori deve verificare la finestra dedicata, che non coincide con quella ordinaria.
Cosa cambia per la lavoratrice
Il punto più delicato è economico. Il ricalcolo integrale con il metodo contributivo può ridurre in misura sensibile l'importo dell'assegno rispetto al trattamento ottenibile attendendo la pensione ordinaria. La convenienza di Opzione donna, quindi, non è automatica e dipende dalla storia contributiva individuale.
Appartenere formalmente a una delle categorie tutelate resta condizione indispensabile: la sola maturazione anagrafica e contributiva non basta.
Cosa fare in concreto
- Verificare, tramite estratto contributivo INPS, di aver maturato entro il 31 dicembre 2024 sia l'età richiesta sia i 35 anni di contributi.
- Accertare l'appartenenza a una delle tre categorie tutelate e raccogliere la documentazione probatoria (verbale di invalidità, documentazione L. 104, lettera di licenziamento o atti del tavolo di crisi).
- Richiedere all'INPS un prospetto comparativo tra l'importo con Opzione donna e quello con la pensione ordinaria, per valutare l'effettiva convenienza.
- Individuare la corretta finestra di decorrenza in base alla categoria e al comparto (con attenzione alle regole speciali per scuola e AFAM).
- Predisporre la domanda con congruo anticipo, evitando di concentrare la verifica dei requisiti a ridosso della presentazione.
Disclaimer
Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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