Opzione donna esclusa per chi ha già la pensione anticipata
La Cassazione chiarisce che l'Opzione donna non spetta a chi ha già maturato i requisiti per la pensione anticipata ordinaria. Si tratta di un canale residuale, riservato a chi non può accedere ad altre forme di uscita. La pronuncia incide sulle scelte di pianificazione previdenziale delle lavoratrici prossime alla pensione.
Il caso
Una lavoratrice chiedeva all'Inps l'accesso all'Opzione donna, il regime che consente alle lavoratrici di anticipare l'uscita dal lavoro accettando il calcolo interamente contributivo dell'assegno, in genere meno favorevole. L'Inps respingeva la domanda perché la richiedente aveva già maturato i requisiti per la pensione anticipata ordinaria.
Dopo il Tribunale di Forlì e la Corte d'appello di Bologna, la questione è arrivata in Cassazione, che ha confermato l'orientamento sfavorevole alla lavoratrice. Il principio è netto: chi può già accedere alla pensione anticipata non può scegliere l'Opzione donna.
Inquadramento normativo
L'Opzione donna trova fondamento nell'articolo 1, comma 9, della Legge n. 243/2004 (cosiddetta riforma Maroni), poi più volte prorogato e modificato. La norma consente alle lavoratrici, al ricorrere di determinati requisiti anagrafici e contributivi, di optare per il sistema di calcolo contributivo, ottenendo un'uscita anticipata a fronte di un assegno tendenzialmente ridotto.
La pensione anticipata ordinaria è invece disciplinata, dopo la riforma Fornero (D.L. 201/2011, convertito in Legge 214/2011), dall'articolo 24 della stessa riforma: si raggiunge con un'anzianità contributiva elevata, indipendentemente dall'età anagrafica.
La Cassazione legge l'Opzione donna come istituto derogatorio e residuale. La sua funzione è offrire un'uscita anticipata a chi altrimenti non ne avrebbe titolo. Quando la lavoratrice dispone già del canale ordinario della pensione anticipata, viene meno la ragione stessa dell'opzione: non c'è un'uscita da "anticipare" tramite un regime speciale, perché il diritto a pensione è già pieno.
Implicazioni pratiche
La pronuncia ha un impatto concreto su chi pianifica l'uscita dal lavoro. L'Opzione donna comporta il calcolo interamente contributivo dell'assegno: in molti casi questo riduce l'importo della pensione rispetto al sistema misto. Alcune lavoratrici la scelgono comunque per anticipare l'uscita.
Il chiarimento della Cassazione esclude però che l'opzione possa essere usata come alternativa "libera" quando già spetta la pensione anticipata. In altri termini: se i requisiti per l'anticipata ordinaria sono maturati, quella è la via da seguire, anche se la lavoratrice avrebbe preferito il diverso meccanismo dell'Opzione donna.
La conseguenza pratica è duplice. Da un lato, viene meno un margine di scelta che alcune lavoratrici ritenevano disponibile. Dall'altro, si riduce il rischio di rigetti tardivi o contenziosi con l'Inps su domande che, alla luce di questo principio, sono destinate all'insuccesso.
Attenzione al momento in cui si valutano i requisiti. La verifica va fatta con precisione: la differenza tra il possedere o meno i requisiti per l'anticipata ordinaria determina quale canale sia effettivamente percorribile e con quale importo di assegno.
Cosa fare in concreto
- Verificate l'estratto contributivo prima di presentare qualsiasi domanda: controllate se sono già maturati i requisiti per la pensione anticipata ordinaria.
- Confrontate gli importi delle diverse opzioni con una simulazione, considerando che il calcolo contributivo puro dell'Opzione donna è spesso meno favorevole.
- Non puntate sull'Opzione donna come scelta alternativa se avete già diritto all'anticipata: alla luce della pronuncia, la domanda sarebbe respinta.
- Documentate periodi contributivi dubbi (riscatti, ricongiunzioni, contribuzione figurativa) prima della domanda, perché incidono sul raggiungimento dei requisiti.
- Chiedete una verifica professionale se la vostra posizione è al confine tra i due regimi, dove un anno di contributi può cambiare il quadro.
Conclusione
La decisione consolida una lettura restrittiva dell'Opzione donna, riportandola alla sua natura di strumento residuale. Per le lavoratrici prossime alla pensione, il punto centrale resta la corretta ricostruzione della posizione contributiva: è da lì che dipende quale canale di uscita sia davvero disponibile e quale assegno ne deriverà.
Consigliamo di affrontare la pianificazione previdenziale con anticipo, evitando di scoprire solo al momento della domanda che la via prescelta non è percorribile.
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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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