Condominio

Parti comuni in condominio: quando cortili, piscine e lastrici lo diventano davvero

Un recente studio del Consiglio Nazionale del Notariato torna sul tema delle parti comuni condominiali, chiarendo quando cortili, piscine e lastrici solari appartengono a tutti i condòmini. Il nodo è il titolo e il momento della prima vendita: è qui che l'assetto proprietario si cristallizza. Vediamo cosa cambia per chi acquista, costruisce o amministra.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·2 luglio 2026 ·4 min

Il fatto

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha diffuso un contributo di studio dedicato al perimetro delle parti comuni condominiali, con particolare attenzione a beni la cui destinazione non è scontata: cortili, piscine e lastrici solari.

Il documento — di cui, alla data di riferimento, non risultano ancora verificabili in modo puntuale numero e anno di protocollo — muove da una domanda ricorrente nella prassi: questi beni sono comuni per legge, oppure la loro natura dipende da come sono stati venduti la prima volta?

La risposta ha ricadute concrete su chi acquista un immobile, su chi lo costruisce e vende, e su chi amministra il fabbricato.

Inquadramento normativo

Il riferimento è l'art. 1117 del Codice civile, che elenca le parti dell'edificio comuni ai condòmini "se il contrario non risulta dal titolo".

Secondo la lettura prevalente in dottrina e giurisprudenza, la norma pone una presunzione relativa di comunione: i beni indicati si presumono comuni, ma la presunzione può essere vinta dal titolo, ossia dall'atto di provenienza che disponga diversamente. Non si tratta quindi di una regola inderogabile in senso assoluto, né di una mera clausola di stile.

È utile distinguere due categorie di beni.

Beni necessariamente comuni. Alcune parti sono comuni per la loro funzione strutturale e non possono, di regola, essere sottratte alla comunione: il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici che coprono l'intero fabbricato nella loro funzione di copertura. Su questi beni il titolo contrario incontra limiti molto stringenti.

Beni comuni salvo titolo. Altre parti sono comuni solo in assenza di diversa previsione: cortili, aree destinate a parcheggio, locali per servizi comuni e — per la parte non strettamente strutturale — anche piscine e lastrici solari. Qui il titolo può legittimamente attribuire la proprietà esclusiva a uno o più soggetti.

Il punto centrale evidenziato dal Notariato è il momento genetico del condominio. L'assetto proprietario si cristallizza con la prima vendita di un'unità immobiliare da parte del costruttore-proprietario originario: è in quell'atto che occorre stabilire, con chiarezza, cosa resta comune e cosa viene riservato in proprietà esclusiva.

Implicazioni pratiche

Gli effetti variano a seconda del destinatario.

Per l'acquirente. La natura comune o esclusiva di cortile, piscina o lastrico incide sul prezzo, sull'uso e sui costi di gestione. Un bene creduto esclusivo che risulti comune — o viceversa — genera contenzioso e riduce il valore dell'immobile.

Per il costruttore-venditore. Le riserve di proprietà su beni astrattamente comuni vanno formulate in modo espresso, univoco e trascritto nel primo atto di vendita. Riserve tardive, generiche o inserite solo nei rogiti successivi rischiano di essere inefficaci verso gli acquirenti precedenti.

Per l'amministratore. Il riparto delle spese e la legittimazione a deliberare presuppongono la corretta qualificazione dei beni. Manutenzione di una piscina o rifacimento di un lastrico gravano su soggetti diversi a seconda che il bene sia comune o esclusivo.

Per l'operatore immobiliare. Nella predisposizione delle proposte e dei preliminari, l'indicazione della natura del bene deve riflettere il titolo, non la percezione delle parti.

Cosa fare in concreto

Conclusione

Stabilire la natura comune o esclusiva di cortili, piscine e lastrici non è un esercizio teorico: definisce chi paga, chi decide e chi possiede. La chiave resta il titolo, letto alla luce del momento in cui il condominio è nato. Ricostruire correttamente quel passaggio è il modo più efficace per prevenire il contenzioso.

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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale.

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