Lavoro

Permessi retribuiti per lavoratori oncologici: cosa cambia dal 2026

Dal 1° gennaio 2026 dovrebbe entrare in vigore un permesso retribuito aggiuntivo per i lavoratori dipendenti affetti da patologia oncologica o cronica invalidante. La misura si affianca alle tutele già esistenti. Restano però da confermare l'entità del beneficio e le modalità operative, che dipendono dalle istruzioni attuative dell'INPS non ancora consolidate. È utile conoscere il quadro per prepararsi.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·9 luglio 2026 ·4 min

Di cosa si tratta

Il dibattito normativo recente ha introdotto una nuova forma di tutela per i lavoratori dipendenti affetti da patologie oncologiche o croniche di particolare gravità. L'obiettivo è consentire l'assenza retribuita dal lavoro per le esigenze legate alle cure: visite, terapie, controlli periodici, giornate di recupero.

È importante una premessa di metodo. I dettagli quantitativi della misura (quante ore o giornate, su quale base annua) e le condizioni di accesso devono essere confermati sulle fonti ufficiali. Al momento non è consolidato un riferimento univoco e verificabile che permetta di indicare con certezza l'entità esatta del beneficio. Per questo trattiamo la disciplina al condizionale, evitando di attribuire cifre non riscontrate.

Inquadramento normativo

La nuova tutela si collocherebbe accanto agli istituti già vigenti. Il riferimento principale resta l'art. 33 della Legge 104/1992, che disciplina i permessi mensili retribuiti per il lavoratore in situazione di disabilità grave e per chi assiste un familiare in tale condizione.

Occorre distinguere due situazioni diverse, spesso confuse:

Per i genitori di figli con patologia grave esistono tutele autonome, in particolare i congedi e permessi previsti dalla normativa sui congedi parentali e dall'art. 33 Legge 104/1992. L'eventuale estensione della nuova misura a questa platea va verificata sul testo definitivo: non la diamo per acquisita.

La decorrenza indicata è il 1° gennaio 2026. Le modalità operative — procedura di richiesta, trattamento economico, obblighi di certificazione — dipendono dalle istruzioni attuative dell'INPS, che alla data odierna non risultano definitivamente consolidate. Fino ad allora il diritto non è concretamente esigibile.

Implicazioni pratiche

Per il lavoratore dipendente con diagnosi oncologica o cronica, la misura potrebbe rappresentare uno strumento aggiuntivo rispetto alla malattia ordinaria e ai permessi ex art. 33 Legge 104/1992, senza sostituirli. Il punto sensibile sarà il coordinamento tra i diversi istituti, per evitare sovrapposizioni o duplicazioni non ammesse.

Per il datore di lavoro rileva l'aspetto organizzativo e la corretta gestione delle assenze retribuite, con particolare attenzione alla documentazione medica a supporto e ai profili di riservatezza sui dati sanitari del dipendente.

Il concetto di malattia cronica merita attenzione: non ogni patologia di lunga durata rientra automaticamente nella tutela. Servirà una certificazione medica che attesti la natura della condizione e, presumibilmente, il suo carattere invalidante. Chi intende avvalersi della misura dovrà quindi disporre di documentazione aggiornata e coerente con i requisiti che verranno fissati.

Cosa fare in concreto

  1. Verificate la vostra posizione documentale. Raccogliete e conservate la certificazione medica relativa alla diagnosi e al percorso di cura, aggiornandola periodicamente.
  2. Non anticipate le richieste. Il diritto non è esigibile prima del 1° gennaio 2026 e prima delle istruzioni INPS: attendete i chiarimenti ufficiali sulle modalità di domanda.
  3. Coordinatevi con le tutele già disponibili. Se rientrate nei presupposti dell'art. 33 Legge 104/1992, verificate come la nuova misura potrà integrarsi con i permessi già riconosciuti.
  4. Datori di lavoro: preparate le procedure interne. Prevedete un protocollo di gestione delle assenze e di trattamento riservato dei dati sanitari, in vista dell'entrata in vigore.
  5. Monitorate le fonti ufficiali. Seguite le pubblicazioni in Gazzetta Ufficiale e le circolari INPS per confermare entità del beneficio, requisiti e adempimenti.

Una valutazione caso per caso

La varietà delle situazioni cliniche e contrattuali rende opportuna una verifica individuale prima di attivare qualsiasi istituto. Consigliamo di esaminare la posizione specifica alla luce del testo definitivo della norma e delle istruzioni attuative, quando disponibili.

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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

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