Legge 104 e permessi: quando l'INPS recupera le somme
I permessi ex art. 33 della Legge 104/1992 sono uno strumento essenziale per chi assiste un familiare con disabilità grave. Ma le regole su quanti giorni spettano e a chi sono spesso fraintese. Un errore nel conteggio, soprattutto quando più familiari assistono la stessa persona, può portare l'INPS a recuperare somme già percepite. Vediamo come stanno davvero le cose.
Il quadro normativo di riferimento
L'articolo 33 della Legge 104/1992 riconosce al lavoratore dipendente che assiste un familiare con handicap in situazione di gravità (accertata ai sensi dell'art. 3, comma 3) il diritto a tre giorni di permesso mensile retribuito, coperti da contribuzione figurativa e anticipati dal datore di lavoro per conto dell'INPS.
È importante fissare un punto spesso confuso. I tre giorni non sono un monte ancorato in via generale alla persona assistita: ciascun avente diritto gode di tre giorni mensili per ogni persona con disabilità grave che assiste. Chi assiste due familiari gravi, quindi, matura in linea di principio i permessi per entrambi, nei limiti e alle condizioni di legge.
La svolta del D.Lgs. 105/2022: addio al referente unico
Fino al 2022 vigeva la regola del cosiddetto "referente unico": per uno stesso disabile i permessi potevano essere riconosciuti, salvo eccezioni, a un solo lavoratore. Questa impostazione è stata abolita per via normativa dal D.Lgs. 105/2022 (art. 3), che ha recepito la direttiva UE 2019/1158 sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata.
Da allora, più lavoratori possono fruire alternativamente dei permessi per assistere la stessa persona con disabilità grave. L'abolizione, dunque, non è frutto di un orientamento giurisprudenziale ma di una precisa scelta del legislatore.
Una persona assistita, più caregiver: il tetto dei tre giorni
Qui si concentra il rischio di errore. Occorre distinguere due situazioni diverse.
Più persone assistite. Se un lavoratore assiste due familiari gravi, i tre giorni si calcolano per ciascuno di essi: si tratta di diritti distinti.
Una sola persona assistita da più caregiver. In questo caso il tetto complessivo resta di tre giorni mensili per quella singola persona. La fruizione alternativa introdotta dal D.Lgs. 105/2022 consente a più familiari di alternarsi nell'assistenza, ma non moltiplica il numero di giorni disponibili. Tre familiari che si alternano non hanno nove giorni: ne hanno tre da ripartire tra loro.
È proprio la confusione tra questi due piani a generare le contestazioni. Se più familiari fruiscono di permessi per la stessa persona superando complessivamente i tre giorni mensili, l'eccedenza si traduce in un indebito previdenziale.
Le due conseguenze: recupero delle somme e profilo disciplinare
Vanno tenuti separati due rilievi distinti.
Sul piano previdenziale, il superamento del limite genera somme percepite senza titolo. L'INPS può procedere al recupero dell'indebito nei confronti del lavoratore, secondo le regole ordinarie in materia di prestazioni non dovute.
Sul piano disciplinare, l'uso del permesso per finalità diverse dall'assistenza può configurare un abuso, con possibili sanzioni fino al licenziamento. La giurisprudenza è costante nel ritenere che il permesso debba essere effettivamente destinato alla cura del familiare. Sono due profili autonomi: si può incorrere nel recupero senza abuso, così come l'abuso comporta conseguenze ulteriori rispetto al mero recupero.
Cosa cambia per il lavoratore-caregiver
Per chi assiste un familiare grave, la lezione pratica è chiara. La possibilità di alternarsi tra più familiari è una tutela in più, ma richiede un coordinamento attento. La responsabilità del corretto conteggio ricade in primo luogo sul lavoratore, che compila le domande e presenta le richieste al datore.
Cosa fare in concreto
- Verifica il tetto mensile per ciascuna persona assistita: tre giorni se sei l'unico referente, tre giorni complessivi da ripartire se vi alternate in più familiari.
- Coordinati con gli altri caregiver prima di presentare le domande, così da non superare inavvertitamente il limite sulla stessa persona.
- Conserva la documentazione che attesti l'effettivo impiego del permesso a fini di assistenza.
- Aggiorna le comunicazioni all'INPS e al datore in caso di variazione della situazione familiare o dei referenti.
- Rivolgiti a un professionista se ricevi una comunicazione di recupero o una contestazione disciplinare, prima di riscontrarla.
Un conteggio ordinato a monte è la difesa più efficace contro contestazioni successive.
Disclaimer
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