Terzo Settore

Piano d'azione nazionale per l'economia sociale: cosa cambia per il Terzo Settore

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un Piano d'azione nazionale per l'economia sociale, strumento decennale che tocca fiscalità, accesso al credito e valorizzazione del patrimonio immobiliare degli enti del Terzo Settore. Il testo integrale non è ancora disponibile, ma le linee annunciate delineano un quadro strategico destinato a incidere su cooperazione, associazionismo e sport dilettantistico nel prossimo decennio.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·7 luglio 2026 ·4 min

Il fatto

Il 2 luglio 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il Piano d'azione nazionale per l'economia sociale. Si tratta di un documento programmatico con orizzonte decennale, presentato dal Vice Ministro dell'economia Maurizio Leo e dal Vice Ministro del lavoro Maria Teresa Bellucci.

Il Piano individua tre direttrici principali: fiscalità degli enti del Terzo Settore, accesso alla finanza (credito bancario e strumenti alternativi) e valorizzazione del patrimonio immobiliare, spesso costituito da beni concessi in uso o gestiti dagli enti. Ambiti di intervento dichiarati sono le politiche per il terzo settore, la cooperazione e lo sport dilettantistico.

Inquadramento normativo

Il Piano si inserisce nel percorso avviato con il Codice del Terzo Settore (d.lgs. 3 luglio 2017, n. 117), che ha ridisegnato la disciplina degli enti non profit e istituito il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). La cornice sovranazionale è quella del Piano d'azione europeo per l'economia sociale, adottato dalla Commissione europea nel dicembre 2021, e della Raccomandazione del Consiglio UE del 27 novembre 2023 sullo sviluppo di condizioni quadro per l'economia sociale.

Un punto merita attenzione. La parte fiscale del Codice del Terzo Settore (in particolare gli articoli 79 e seguenti e le disposizioni del Titolo X) resta in larga misura subordinata all'efficacia delle norme fiscali, tuttora legata all'autorizzazione della Commissione europea in materia di aiuti di Stato. Un Piano che intervenga sulla fiscalità dovrà misurarsi con questo vincolo. Allo stato, il testo non è pubblico: le considerazioni che seguono si basano sulle linee annunciate e andranno verificate alla luce dell'articolato definitivo.

Implicazioni pratiche

Per gli enti del Terzo Settore, il Piano vale come segnale di indirizzo, non come fonte immediatamente applicabile. Non produce di per sé nuovi obblighi né nuovi diritti finché non si traduce in atti normativi (decreti, modifiche al Codice) o in bandi e misure attuative.

Sul piano fiscale, l'attenzione dedicata alla materia lascia intendere possibili interventi sul regime delle attività di interesse generale e sulle attività diverse. Sul fronte della finanza, il richiamo all'accesso al credito può preludere a strumenti di garanzia pubblica o a canali di finanza dedicata (titoli di solidarietà, social bond). La valorizzazione del patrimonio immobiliare riguarda soprattutto gli enti che gestiscono beni pubblici in concessione o beni confiscati.

Per cooperative sociali e associazioni sportive dilettantistiche il quadro è analogo: un orizzonte di opportunità potenziali, la cui portata dipenderà dall'attuazione.

Cosa fare in concreto

  1. Monitorate la pubblicazione del testo integrale: fino a quel momento le informazioni disponibili restano parziali e non consentono valutazioni operative definitive.
  2. Verificate la posizione dell'ente nel RUNTS: molte misure future presuppongono l'iscrizione e la corretta qualificazione dell'attività statutaria.
  3. Mappate il patrimonio immobiliare gestito: distinguete beni di proprietà, concessioni e comodati; è il presupposto per intercettare eventuali misure di valorizzazione.
  4. Ricostruite l'esposizione finanziaria dell'ente: una fotografia aggiornata di fabbisogni e garanzie consente di reagire con tempestività a nuovi strumenti di credito.
  5. Rinviate le scelte strutturali di natura fiscale: consigliamo di non modificare l'assetto tributario dell'ente in base ad annunci non ancora tradotti in norme.

Conclusione

Il Piano d'azione nazionale per l'economia sociale segna la volontà di dare al settore una cornice strategica di lungo periodo. Il valore concreto della misura si misurerà però sull'attuazione: sui decreti che ne daranno seguito e sulla compatibilità con la disciplina europea degli aiuti di Stato. Consigliamo agli enti di prepararsi ora sul piano organizzativo, così da essere pronti quando le misure diventeranno operative.

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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

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