Lavoro

Pignoramento dello stipendio e del conto corrente nel 2026: limiti e tutele

Nel 2026 restano in vigore i limiti che proteggono una parte di stipendio, pensione e delle somme sul conto corrente dal pignoramento. Le soglie sono agganciate all'assegno sociale, che viene rivalutato ogni anno. Capire cosa può essere aggredito e in quale misura è essenziale per chi riceve un atto di pignoramento e vuole valutare le proprie difese.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·9 agosto 2026 ·4 min

Una precisazione di metodo

Il pignoramento dello stipendio è spesso trattato come tema di "diritto del lavoro", ma la disciplina appartiene al diritto processuale civile. Le regole sui limiti di pignorabilità sono contenute nell'art. 545 del codice di procedura civile, mentre per i crediti del Fisco vale una norma speciale, l'art. 72-ter del D.P.R. 602/1973. Distinguere i due piani è il primo passo per orientarsi.

Due situazioni diverse: presso terzi e sul conto

Occorre tenere separati due scenari.

Il pignoramento presso terzi colpisce lo stipendio o la pensione *prima* che vengano versati: il datore di lavoro o l'ente previdenziale, ricevuto l'atto, trattiene una quota e la versa al creditore.

Il pignoramento del conto corrente interviene invece *dopo* l'accredito, quando la somma è già liquidità sul conto. Le regole sono differenti, come vedremo.

Il limite sullo stipendio: il quinto

Per i crediti ordinari (banche, finanziarie, fornitori) lo stipendio è pignorabile, di regola, nella misura di un quinto del netto. È la soglia più nota.

L'art. 545 c.p.c. disciplina anche il concorso tra più creditori. In caso di crediti di natura diversa (ad esempio alimentari e ordinari), le somme trattenute possono cumularsi, ma la legge fissa comunque un tetto complessivo alle trattenute (commi 4 e 5): non è corretto affermare che si arrivi automaticamente alla metà dello stipendio, perché molto dipende dalla natura dei crediti concorrenti. Su questo punto è opportuna una verifica caso per caso.

La tutela della pensione: il minimo vitale

Per la pensione la legge prevede una soglia intoccabile, il cosiddetto minimo vitale, collocata al comma 7 dell'art. 545 c.p.c..

La parte di pensione corrispondente a tale minimo non può essere pignorata; solo l'eventuale eccedenza è aggredibile, e comunque nel limite del quinto. La misura del minimo è parametrata sull'assegno sociale e prevede un importo minimo garantito in valore assoluto. Poiché la formulazione della norma è stata oggetto di modifiche, e l'assegno sociale viene rivalutato ogni anno, gli importi vanno sempre verificati sull'ultima versione vigente e sul valore aggiornato al 2026. Consigliamo di non affidarsi a cifre generiche.

Il conto corrente: accrediti prima e dopo il pignoramento

Quando il pignoramento raggiunge il conto corrente, l'art. 545, comma 8, c.p.c. distingue in base al momento dell'accredito.

Per le somme già accreditate prima del pignoramento (ad esempio uno stipendio incassato in passato), la protezione opera fino al triplo dell'assegno sociale: solo l'importo eccedente questa soglia è pignorabile.

Per le somme accreditate dopo il pignoramento continuano invece ad applicarsi i limiti propri dello stipendio o della pensione (il quinto, il minimo vitale). In pratica, il denaro sul conto non perde del tutto la protezione riconosciuta alla sua origine.

Il Fisco: regole speciali

Se il creditore è l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, si applica l'art. 72-ter del D.P.R. 602/1973, che prevede fasce diverse dal quinto: quote crescenti in base all'importo dello stipendio. Le soglie in euro e le percentuali vanno confrontate con il testo vigente nel 2026, poiché possono essere aggiornate.

Perché conta

Gli importi 2026 non sono cifre fisse: dipendono dall'assegno sociale rivalutato annualmente. Un errore nel calcolo delle trattenute, o un accredito qualificato in modo scorretto, può tradursi in somme sottratte oltre il consentito.

Cosa fare in concreto

  1. Verifica la data di notifica dell'atto e distingui se si tratta di pignoramento presso terzi o sul conto corrente.
  2. Controlla la natura del creditore: crediti ordinari, alimentari o del Fisco seguono regole diverse.
  3. Ricostruisci gli accrediti sul conto, separando quelli anteriori da quelli successivi al pignoramento.
  4. Fai riparametrare le soglie sull'assegno sociale aggiornato al 2026 prima di accettare l'entità delle trattenute.
  5. Fai esaminare l'atto da un professionista per valutare eventuali opposizioni entro i termini.

Disclaimer

Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.

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