Posto auto riservato al condomino disabile: cosa dice la giurisprudenza
Un condomino con disabilità può ottenere un posto auto riservato nel cortile comune, anche se l'edificio non è del tutto accessibile. Lo conferma la giurisprudenza di merito, che fonda questo diritto sul principio costituzionale di solidarietà. L'assemblea, in molti casi, non può legittimamente opporsi. Vediamo quando l'assegnazione è ammessa e quali sono i confini del diritto.
Il fatto
Nei condomini con cortile comune adibito a parcheggio è frequente il conflitto tra il singolo condomino disabile, che chiede l'assegnazione di uno stallo riservato e vicino all'ingresso, e l'assemblea, che oppone l'uso paritario dello spazio comune.
Il Tribunale di Verbania, con una pronuncia del 2020, ha affrontato questo nodo riconoscendo il diritto del condomino disabile a uno spazio riservato, anche in un edificio non pienamente accessibile. La decisione si inserisce in un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza di merito.
Inquadramento normativo
Il punto di partenza è l'art. 1102 del Codice civile, che regola l'uso della cosa comune: ciascun condomino può servirsene purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri di farne pari uso. Tradizionalmente questa norma viene letta in chiave di rigida parità tra i condòmini.
La giurisprudenza, però, bilancia questa regola con l'art. 2 della Costituzione, che impone i "doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale". In quest'ottica, la riserva di uno stallo a favore del condomino disabile non viene considerata una lesione del pari uso, ma una modulazione legittima dell'uso comune, giustificata dalla particolare condizione del soggetto.
Il ragionamento è chiaro: il sacrificio imposto agli altri condòmini è minimo (la perdita dell'uso di un singolo stallo, peraltro spesso a rotazione), mentre il beneficio per la persona con disabilità è essenziale per garantirle l'accesso effettivo alla propria abitazione. Rileva anche il quadro normativo sull'abbattimento delle barriere architettoniche (Legge 13/1989), che esprime il favore dell'ordinamento verso l'accessibilità.
Implicazioni pratiche
Per il condomino disabile la conseguenza è rilevante: il diritto a un parcheggio riservato non dipende necessariamente dal consenso dell'assemblea. Quando lo spazio comune lo consente e il pregiudizio per gli altri condòmini è contenuto, il diniego assembleare può essere superato in sede giudiziale.
Per l'assemblea condominiale il margine di opposizione è più ridotto di quanto si creda. Non basta invocare il principio del pari uso o ragioni di mera comodità degli altri condòmini. L'opposizione regge solo se l'assegnazione rende lo spazio comune inservibile per gli altri o ne stravolge la destinazione.
Attenzione: il diritto non è automatico né illimitato. Va valutato caso per caso. Pesano la capienza effettiva del cortile, il numero di stalli disponibili, la condizione documentata del richiedente e l'esistenza di soluzioni alternative meno gravose per la collettività condominiale.
Cosa fare in concreto
- Documentate la condizione di disabilità: allegate la certificazione medica e, ove presente, il verbale di invalidità o il contrassegno per la sosta. È la base di ogni richiesta.
- Formalizzate la domanda all'amministratore chiedendo l'inserimento del punto all'ordine del giorno dell'assemblea, con indicazione dello stallo richiesto e delle ragioni.
- Verificate la capienza del cortile: misurate gli spazi e contate gli stalli, per dimostrare che la riserva non priva gli altri condòmini dell'uso del bene comune.
- Conservate le delibere e i dinieghi: il verbale assembleare contrario è il presupposto per un'eventuale impugnazione. Annotate motivazioni e quorum.
- Valutate l'azione giudiziale entro i termini: la delibera condominiale si impugna nei trenta giorni previsti dall'art. 1137 c.c.; consigliamo di non lasciar decorrere il termine prima di un confronto con un legale.
In sintesi
Il diritto del condomino disabile a un posto auto riservato non è una concessione discrezionale dell'assemblea, ma una facoltà che trova fondamento nel bilanciamento tra uso paritario della cosa comune e solidarietà costituzionale. Resta sempre necessaria una valutazione concreta, perché la soluzione varia con la conformazione dello spazio e con le circostanze del singolo edificio.
Disclaimer
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