Progressioni economiche nel pubblico impiego: il peso dell'anzianità interna
Nel pubblico impiego la progressione economica orizzontale premia la professionalità acquisita all'interno dell'ente. La disciplina è affidata alla contrattazione collettiva, entro i limiti fissati dalla legge. Comprendere la differenza tra progressione economica e progressione di carriera è decisivo per valutare correttamente inquadramenti, ricostruzioni di carriera e trattamenti retributivi dei dipendenti pubblici.
Il fatto
Le progressioni economiche orizzontali sono lo strumento con cui, nel pubblico impiego, il dipendente accede a un livello retributivo superiore all'interno della stessa area di inquadramento, senza cambiare mansioni. Non si tratta di un avanzamento di carriera, ma di un riconoscimento della professionalità maturata nello svolgimento del proprio ruolo.
Il tema torna periodicamente all'attenzione perché tocca il modo in cui gli enti valorizzano l'esperienza. Un punto controverso riguarda il peso dell'anzianità: quanto e come può incidere sull'attribuzione della fascia retributiva superiore.
Inquadramento normativo
Occorre distinguere due istituti diversi.
La progressione economica orizzontale comporta il passaggio a una fascia retributiva più alta all'interno della medesima area, a parità di mansioni. La progressione di carriera (o verticale) comporta invece il passaggio all'area superiore, con mutamento delle mansioni: è a tutti gli effetti una nuova assunzione, di norma soggetta a procedura selettiva ai sensi dell'art. 52, comma 1-bis, del D.Lgs. 165/2001.
La cornice del merito è stata introdotta dal D.Lgs. 150/2009 (cd. "riforma Brunetta"): l'art. 23 stabilisce che le progressioni economiche sono attribuite in modo selettivo, a una quota limitata di dipendenti, sulla base di criteri che valorizzano le competenze professionali e i risultati individuali, secondo quanto definito dalla contrattazione collettiva. La legge fissa i principi; i CCNL di comparto ne regolano l'applicazione concreta, individuando i requisiti di accesso e i criteri di selezione.
In questo quadro l'anzianità di servizio *interna* all'ente — cioè l'esperienza maturata nello svolgimento del ruolo — può legittimamente essere valorizzata come indice della professionalità acquisita. Diverso è il rilievo dell'anzianità maturata presso altre amministrazioni ai fini della progressione: la sua computabilità dipende dalle specifiche previsioni contrattuali e va verificata caso per caso, senza automatismi.
Implicazioni pratiche
Per il dipendente pubblico, la conseguenza è che l'accesso alla fascia superiore non è automatico né legato alla sola anzianità anagrafica di servizio: dipende dai criteri selettivi definiti dal contratto collettivo applicabile e dalla capienza delle risorse destinate a quella finalità.
Per le amministrazioni, ciò significa che i bandi e le procedure interne devono essere coerenti con la disciplina contrattuale e con il principio di selettività: attribuzioni "a pioggia" o basate su criteri non previsti espongono l'atto a contestazione.
Per i sindacati, la contrattazione integrativa è la sede in cui si definiscono in concreto i pesi dei diversi criteri (esperienza, valutazione della performance, titoli), entro i limiti della legge e del CCNL nazionale.
Un'ultima avvertenza sui tempi. La contestazione degli atti relativi alle progressioni è soggetta a termini differenziati: alcuni diritti si prescrivono nel tempo ordinario, altri comportamenti dell'amministrazione (ad esempio l'esclusione da una selezione) possono richiedere una reazione tempestiva per non compromettere la tutela. È bene verificare il termine applicabile alla singola posizione prima di agire.
Cosa fare in concreto
- Individua il CCNL di comparto applicabile (Funzioni centrali, Funzioni locali, Sanità, Istruzione e ricerca) e leggi le clausole sulle progressioni economiche: lì trovi requisiti e criteri di selezione.
- Conserva la documentazione su valutazioni della performance, incarichi svolti e titoli: sono gli elementi su cui si fonda la selezione.
- Controlla bando e graduatoria appena pubblicati: verifica che i criteri applicati corrispondano a quelli previsti dal contratto integrativo.
- Verifica i termini di reazione prima di contestare un'esclusione o un mancato inserimento: chiedi conferma del termine applicabile alla tua posizione, per non incorrere in decadenze.
- Formalizza le richieste di chiarimento all'amministrazione per iscritto, così da avere una traccia utile in caso di successivo contenzioso.
In sintesi
La progressione economica orizzontale valorizza la professionalità interna all'ente, ma non è un automatismo: opera in modo selettivo, secondo criteri fissati dalla contrattazione collettiva entro i principi di legge. Distinguere questo istituto dalla progressione di carriera è il primo passo per valutare correttamente inquadramenti e trattamenti retributivi.
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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners Avvocati. Non costituisce parere legale.
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