Riforma delle professioni: tirocini retribuiti, tutele e compensi
La riforma degli ordinamenti professionali procede in sede parlamentare come legge delega. Tra le novità annunciate: tirocini retribuiti, tutele assicurative e formazione digitale obbligatoria. Attenzione, però: si tratta di una delega al Governo, e nulla è ancora operativo fino ai decreti attuativi. Vediamo cosa comporta davvero, senza generare aspettative premature, per chi accede alla professione e per chi è già iscritto.
Di cosa parliamo: una legge delega, non una legge già in vigore
Il provvedimento in discussione è un disegno di legge delega sulla riforma degli ordinamenti professionali. È importante inquadrarlo con precisione: una legge delega opera secondo il meccanismo dell'art. 76 della Costituzione. Il Parlamento fissa i principi e i criteri direttivi; sarà poi il Governo, con successivi decreti legislativi, a dettare le regole concrete.
Questo significa che, allo stato, nessuna delle novità annunciate è direttamente applicabile. Il testo è in fase di esame e non risulta ancora numerato in via definitiva né corredato dei decreti attuativi. Chi legge titoli entusiastici sui "tirocini pagati da subito" deve tenerne conto: l'entrata in vigore effettiva dipenderà dai tempi e dai contenuti dei decreti delegati.
Il nodo tecnico: che natura ha il tirocinio retribuito?
Il punto più delicato, in ottica giuslavoristica, è la qualificazione del tirocinio professionale retribuito. Oggi il praticantato per l'accesso a molte professioni è tendenzialmente gratuito o accompagnato da un rimborso spese; l'introduzione di un compenso obbligatorio impone di chiarire dove collocare quel rapporto.
Le categorie contrattuali di riferimento sono note: l'apprendistato professionalizzante, la collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), il lavoro autonomo occasionale. Il tirocinio di accesso all'ordine non coincide con nessuna di queste in modo automatico. Se la delega imporrà un vero compenso — e non una semplice indennità simbolica — si porrà il tema della coerenza con l'art. 36 della Costituzione, che garantisce una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato.
La distinzione non è nominalistica. Dalla qualificazione dipendono conseguenze previdenziali (obbligo o meno di contribuzione, cassa di riferimento) e fiscali (trattamento del reddito del tirocinante). Un tirocinio riqualificabile come rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato attiverebbe tutele e obblighi ben più ampi di quelli oggi previsti per il semplice praticante. Sarà questo uno degli snodi che i decreti attuativi dovranno sciogliere.
Chi è coinvolto
La riforma riguarda un ampio ventaglio di professioni ordinistiche. Tra le categorie interessate figurano, secondo le fonti disponibili, architetti, ingegneri, geometri, periti industriali e agrari, consulenti del lavoro, dottori agronomi e forestali, geologi, assistenti sociali, giornalisti e altre professioni tecniche. L'elenco definitivo dipenderà dal testo finale e dai decreti: consigliamo perciò di non darlo per esaustivo.
Implicazioni pratiche
Occorre distinguere due posizioni.
Chi accede oggi alla professione (tirocinante). È il destinatario più direttamente interessato dal tirocinio retribuito e dalle tutele assicurative. Il beneficio potenziale è concreto, ma i tempi e le modalità restano legati ai decreti.
Chi è già iscritto all'ordine. Qui l'impatto riguarda soprattutto gli obblighi di formazione — in particolare quella digitale — e, per chi ospita praticanti, i costi e gli adempimenti connessi al riconoscimento di un compenso.
Per gli studi e le strutture professionali, l'introduzione di un compenso obbligatorio comporterà una riorganizzazione dei rapporti con i tirocinanti, con riflessi economici e amministrativi che andranno valutati caso per caso.
Cosa fare in concreto
- Verificate se la vostra categoria rientra tra quelle interessate, consultando le comunicazioni ufficiali del vostro ordine di appartenenza.
- Non modificate ora i rapporti in essere con i tirocinanti: attendete i decreti attuativi, poiché il quadro non è ancora operativo.
- Monitorate l'iter parlamentare e le circolari del vostro ordine, che daranno indicazioni sui tempi di applicazione.
- Valutate l'impatto economico e previdenziale dell'eventuale compenso ai tirocinanti, coinvolgendo il vostro consulente in materia fiscale e contributiva.
- Aggiornatevi sugli obblighi di formazione digitale, verificando l'offerta formativa accreditata dal vostro ordine.
Si tratta di un quadro in evoluzione: consigliamo di seguire l'iter con attenzione, senza anticipare decisioni su regole non ancora definitive.
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Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.
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