Terzo Settore

RUNTS: chi deve iscriversi al Registro Unico del Terzo Settore

Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) è il perno della riforma del 2017. L'iscrizione non è un adempimento burocratico qualunque: determina l'accesso ai benefici fiscali e la stessa qualifica di ente del Terzo Settore. Vediamo chi deve iscriversi, cosa si ottiene e cosa si rischia restando fuori.

A cura di Tamburro & Partners Avvocati ·28 giugno 2026 ·4 min

Il quadro: cos'è il RUNTS

Il RUNTS è il registro pubblico istituito dal Codice del Terzo Settore (D.lgs. 117/2017) e gestito, a livello statale, dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il coordinamento operativo degli uffici regionali e provinciali.

La logica della riforma è semplice: un solo registro al posto dei molti elenchi previgenti. L'iscrizione è la condizione che attribuisce la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS) e, con essa, l'accesso al regime agevolato. Senza iscrizione, l'ente esiste come associazione o fondazione di diritto comune, ma resta fuori dal perimetro del Codice.

Chi deve (o vuole) iscriversi

Il Codice individua diverse sezioni del registro. Vi confluiscono, tra gli altri:

Una precisazione utile sulle ASD (associazioni sportive dilettantistiche). Lo sport dilettantistico ha un suo binario specifico, il Registro nazionale delle attività sportive gestito da Sport e Salute. Un'ASD può essere anche ETS, ma solo se svolge attività riconducibili all'art. 5 del Codice e si iscrive al RUNTS: non c'è automatismo. Le due qualifiche vanno valutate separatamente.

È bene chiarire un punto spesso frainteso: per la maggior parte degli enti l'iscrizione non è un obbligo in senso stretto, ma una scelta. Diventa di fatto necessaria per chi vuole qualificarsi come ETS e accedere ai relativi vantaggi. Per ODV e APS, invece, la mancata iscrizione comporta la perdita della qualifica e dei benefici connessi.

I vantaggi dell'iscrizione

L'iscrizione apre l'accesso a un sistema di agevolazioni di natura fiscale e civilistica:

Questi benefici non sono automatici: presuppongono il rispetto dei requisiti statutari e degli obblighi di bilancio e rendicontazione previsti dal Codice.

Cosa si rischia restando fuori

La mancata iscrizione, per gli enti che ne avrebbero titolo, produce conseguenze concrete:

Va inoltre considerato il profilo dei controlli: il Ministero e gli uffici regionali verificano permanenza dei requisiti e regolarità degli adempimenti. La cancellazione dal registro, in caso di irregolarità non sanate, fa venir meno la qualifica.

Cosa fare in concreto

  1. Verificate la qualifica attuale dell'ente e la sezione del RUNTS pertinente prima di avviare qualsiasi pratica.
  2. Adeguate lo statuto alle previsioni del Codice (art. 5 e seguenti): senza statuto conforme l'iscrizione viene respinta.
  3. Controllate la scadenza del regime transitorio se siete una ONLUS: la migrazione richiede tempistiche precise.
  4. Distinguete RUNTS e Registro sportivo se operate come ASD: valutate separatamente le due iscrizioni.
  5. Predisponete bilancio e rendicontazione secondo gli schemi richiesti, perché gli obblighi proseguono dopo l'iscrizione.

La scelta di iscriversi va ponderata sulla natura delle attività e sulla struttura dell'ente. Consigliamo una valutazione preventiva caso per caso, evitando soluzioni standardizzate.

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*Contributo informativo a cura di Tamburro & Partners - Avv. Giuseppe Tamburro. Non costituisce parere legale.*

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